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Natura di Sicilia
di Ignazio Sparacio

Ignazio Sparacio – medico e naturalista – si dedica da molti anni all’osservazione degli ambienti naturali, con particolare riferimento allo studio di alcuni gruppi di Invertebrati, come gli Insetti Coleotteri e i Molluschi terrestri, della Sicilia e dell’area Mediterranea. E’ autore di pubblicazioni scientifiche e di articoli a carattere divulgativo.

Diversificata e di notevole interesse è la fauna degli Inverterbrati. Per gli Insetti abbiamo, tra i Coleotteri, numerosi endemismi: il Carabide Carabus planatus, i piccoli Pselafidi Pselaphogenius carusoi e Claviger nebrodensis che vivono nella lettiera del bosco o con formiche, lo Scarabeide Onthophagus massai e l’Afodide Aphodius siculus, i Melolontini Rhizotrogus romanoi e Rhizotrogus siculus, che volano nei boschi montani al crepuscolo dei mesi estivi, e il Geotrogus sicelides, che appartiene ad un genere Nord Africano, i Cetonidi Osmoderma cristinae e Gnorimus decempunctatus che vivono nei vecchi tronchi di latifoglie; il Cervo volante siciliano (Lucanus tetraodon sicilianus), più piccolo del congenere europeo (Lucanus cervus), i Cerambicidi Ropalopus siculus e Schurmannia sicula legati ai vecchi Aceri, la Neopicella sicula, il Clytus clavicornis, la Grammoptera viridipennis, il Curculionide Otiorhyncus sabbadinii, affine ad un gruppo di specie di origine balcanica. Poi anche due specie endemiche dell’Italia meridionale: l’Acmaeoderella tassii (Buprestide) e l’Aphodius ragusai (Afodide) specie dedicata ad Enrico Ragusa, noto entomologo siciliano vissuto tra il 1800 e il 1900. Inoltre la Rosalia alpina, Coleottero Cerambicide di origine europea legato alle faggete più integre.

Acmaeoderella tassii


Rosalia alpina

Fra le farfalle diurne (Lepidoptera Rhopalocera), vanno ricordati i Papilionidi Parnassius apollo siciliae, che vive solo sulle cime più alte delle Madonie, il congenere Parnassius mnemosyne mnemosyne, la Zerynthia polyxena e, i più comuni, Macaone (Papilio machaon) e Podalirio (Iphiclides podalirius); la piccola Pieride Leptidea sinapis e l’ Aporia del Biancospino (Aporia crataegi); i Licenidi Heodes alciphron, Eumedonia eumedon, Aricia artaxerses allous e Melfageria daphnis; la Libythea celtis unica rappresentante europea della famiglia Libytheidae, legata allo stadio larvale al Bagolaro; i Ninfalidi Charaxes jasius, poco frequente, vive negli ambienti di macchia mediterranea ed è legata al Corbezzolo, Vanessa io (Inachis io), Limenitis reducta; tra i Satiridi l’Hipparchia fagi e Hyponephele lycaon e gli Esperidi Spialia orbifer e Hesperia comma.


Charaxes jasius

 


Macaone

 


Podalirio

Saturnia pyri

Numerosissime le Farfalle notturne (Lepidoptera Heterocera) tra cui diverse specie di Sfingidi come Mimas tiliae e Proserpinus proserpinus, le Zigene Zygaena romeo e Zygaena viciae sicula, i grossi Saturnidi Saturnia pyri e Saturnia pavonia. Il popolamento degli Ortotteri (grilli e cavallette) è rappresentato da nume rose specie tra cui l’endemita madonita Platycleis concii e altre specie endemiche siciliane come Odontura arcuata, Platycleis ragusai, Eupholidoptera bimucronata, Calliptamus siciliae…
Ben rappresentati tutte gli altri gruppi di Insetti, dagli Imenotteri (api, vespe, calabroni…) agli Emitteri, ai Ditteri, agli Odonati (libellule) e cosi via, che nelle Madonie trovano ambienti ancora integri e idonei alla loro vita.

Ancora per gli Invertebrati, ricordiamo il popolamento dei Molluschi terrestri che vivono nelle zone boschive, sulle rupi e rocce calcaree, nei prati, su erbe e arbusti o sotto le pietre e i vecchi tronchi. La piccola ed elegante Acanthinula aculeata, che si rinviene nella lettiera di foglie dei boschi più integri; le comuni (che in Sicilia vengono raccolte per essere mangiate) Helix aperta (“attuppateddu”), Helix aspersa, Eobania vermiculata, l’endemismo Murella nebrodensis, che vive sulle rocce calcaree, anche a maggiori altitudini, descritta nel 1840 dal naturalista Enrico Pirajno di Cefalù, autore di un “Catalogo dei Molluschi terrestri e fluviatili delle Madonie e luoghi adiacenti (1840)”.
Anche i Molluschi dulciacquicoli sono presenti, vivendo in vasche e abbeveratoi o sotto le pietre e tra la vegetazione acquatica di piccoli stagni e corsi d’acqua in genere. Tra questi il piccolo Theodoxus meridionalis, le Limnee, i Planorbidi dal caratteristico nicchio, l’Ancylus fluviatilis …


Helix aperta

Murella nebrodensis

GLI ENDEMISMI

Tutte le specie viventi, animali e vegetali, hanno una loro area geografica, più o meno ampia, dove vivono. Questa distribuzione nel territorio si chiama categoria corologica. In Italia vivono molte specie a corologia europea, presenti cioè anche negli altri paesi dell’Europa, o a corologia Mediterranea, se sono distribuite anche nei vari paesi che si affacciano si Mediterraneo, oppure anche euro-mediterranea, asiatico-europeo o asiatico-euro-mediterraneo, e cosi via, se hanno una diffusione più ampia. Alcune specie sono addirittura cosmopolite, spesso per introduzione passiva nei vari paesi del mondo. Molte altre specie viventi, invece, vivono solamente in aree geografiche più ristrette, a volte puntiformi, come piccole isole, alcune montagne o boschi o, addirittura, singole grotte. Sono gli endemismi, cioè specie peculiari del territorio in cui vivono e che non si rinvengono altrove, di grande importanza quindi, non soltanto dal punto di vista scientifico.
La Sicilia, per esempio, è ricca di specie endemiche, che sono diffuse in tutta l’isola o anche solo in parti di essa, come appunto avviene nelle Madonie. Molte di queste specie vengono chiamate con riferimento ai Nebrodi, perché era l’ antico nome delle Madonie.

L’AGRIFOGLIO
L’Agrifoglio (Ilex aquifolium) è un albero sempreverde che raggiunge i 10-20 metri d’altezza, ha foglie robuste, alterne, verde scuro, lucide, con spine aguzze sul bordo; il frutto (drupa), molto caratteristico, è di colore rosso; velenoso per l’uomo è invece cibo per gli uccelli. L’Agrifoglio è diffuso in Europa, Asia minore e Nord Africa. In Italia è pianta sporadica, di norma presente come elemento gregario nei boschi montani, faggete in particolare. E’ specie protetta, per la pessima consuetudine di tagliare rami con i frutti nel periodo natalizio. Nelle Madonie ha un particolare valore, come rappresentante della fascia supramediterranea (al di sopra dei 1300 mt) insieme al Rovere, all’Olmo montano e alla Dafne laurella, inserita tra i boschi mediterranei e la faggeta, più montana. Sulle Madonie, a Piano Pomo, è presente un importante insediamento di Agrifogli con alcuni esemplari di circa 300 anni di età, che raggiungono le dimensioni massime per la specie.

L’ABETE DEI NEBRODI
L’Abete dei Nebrodi (Abies nebrodensis) è un albero endemico delle Madonie, di grandissimo valore biogeografico, di cui restano pochi esemplari concentrati tra i 1400 metri di altitudine e i 1650 nel Vallone Madonna degli Angeli sulle pendici settentrionali di Monte Scalone. Considerata specie in estinzione, recentemente alcuni esemplari hanno cominciato a produrre strobili con semi fertili.

 

IL MOSCARDINO
Il Moscardino (Muscardinus avellanarius) è un piccolo Mammifero Roditore della famiglia dei Gliridi, la stessa cioè del Ghiro. Il corpo è lungo 6-8 cm, la coda circa 6 cm, è di colore rossiccio (bianco sul ventre), pesa da 15 a 25 grammi. E’ di abitudini arboricole, vive quindi quasi esclusivamente su alberi e cespugli, dove costruisce dei caratteristici nidi rotondeggianti con erbe e foglie intrecciate. Si rinviene nei boschi di alta montagna ed è attivo al crepuscolo e durante la notte; si nutre di foglie, germogli, bacche e frutti, preferendo soprattutto le nocciole, da cui il nome comune di “Nocciolino” (in Sicilia, a causa del colore del corpo è noto anche con il nome di “surci russu”).
Il Moscardino è una specie nordeuropea che probabilmente ha raggiunto la nostra isola durante l’ultima glaciazione.

Rappresenta quindi un contigente di specie, sia animali che vegetali, originarie di climi più freddi che, rimasti successivamente isolati in Sicilia, sono sopravvissuti fino ai nostri giorni (“relitti glaciali”). La presenza del Moscardino in Sicilia è di notevole interesse, segnalato nelle località boschive di Peloritani, Etna, Nebrodi e Madonie.

IL CARABO PLANATO
Il Carabo planato (Carabus planatus Chaudoir, 1843) è un Coleottero Carabide, endemico di Sicilia. E’ lungo 27-35 mm., con zampe e antenne lunghe e sottili, mandibole robuste e affilate, di colore nero. Si rinviene nel sottobosco dei boschi montani, soprattutto in faggeta. Come la maggior parte dei Coleotteri Carabidi è carnivoro, nutrendosi di piccoli invertebrati, chiocciole, vermi che caccia di notte, soprattutto in primavera e autunno. E’ stato oggetto in passato di intense ricerche a scopo collezionistico e, per molti anni, ritenuto anche estinto.
Appartiene al sottogenere Macrothorax che comprende alcune specie diffuse nel Mediterraneo sud-occidentale, Spagna e Marocco in particolare. Il Carabo planato, invece, come detto, vive solo in Sicilia su Madonie e Nebrodi, spesso in compagnia del Carabus lefebvrei lefebvrei, altra specie legata ai boschi.

Il PARNASSIO APOLLO
Il Parnassio apollo (Parnassius apollo Linnaeus, 1758) è una farfalla diurna della famiglia dei Papilionidi, diffusa su tutte le maggiori catene montuose dell’Europa e dell’Asia centrale con numerose razze locali. Le popolazioni siciliane vengono attribuite ad una sottospecie endemica: Parnassius apollo siciliae Oberthur. Come tutti i Parnassius vive solo nella parte cacuminale delle montagne, ad alta quota, dove si rinviene in giugno-luglio. La larva si nutre di piante erbacee del genere Sedum. Giunto in Sicilia probabilmente dopo l’ultima glaciazione, con climi quindi più freddi, rappresenta anch’ essa una specie relitta; morfologicamente sembra più affine alle specie dell’Europa orientale.