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19 agosto
Di buon mattino partiamo tutti alla riscoperta di quella
che a buon ragione è considerata la seconda città dell'Ungheria.
Visitiamo subito la Sinagoga (gli uomini rigorosamente
col cappellino di carta in testa), poi puntiamo sulla
cattedrale, sperando di trovarla ancora aperta. E'
questo uno degli elementi caratterizzanti il panorama
della città.
Si presenta come una massa serrata, alleggerita da una
serie di poderose arcate e arcatelle, e slanciata da quattro
imponenti campanili angolari. Una breve visita all'interno
(era in chiusura) e siamo già sulla Dòm tér la
piazzetta antistante la cattedrale, acciottolata (non
si dice ma rende l'idea) ed in pendenza, sulla quale si
affacciano il palazzo episcopale e quello dell'archivio.
Ritorniamo sulla piazza principale che possiamo finalmente
ammirare anche sotto il sole: ornata da giardini con al
centro la tradizionale Colonna della Trinità,
sta preparandosi per i festeggiamenti notturni e per quelli
dell'indomani 20 agosto, grande festa di S.Stefano, patrono
dell'Ungheria.
Maialini profumati stanno arrostendo sugli spiedi a suon
di musica, sempre quella dei tre ragazzi di ieri sera,
che, dopo aver capito che eravamo italiani (noi ci facciamo
sempre riconoscere, o meglio i Facchini si fanno sempre
riconoscere lanciando alla ragazza occhiate compiaciute
dicendo il solito: Che bbbbrava!!!!!) ci hanno regalato
"l'italiano"di Toto Cutugno.
Ma ritornando alla bella piazza, ci soffermiamo ad ammirare
tutto quello che ci si affaccia: sul lato nord il cubo
della moschea, ormai trasformata in chiesa cattolica;
sul lato occidentale al nr. 11 c'è un edificio barocco
che ospita un liceo e la Pécsi galéria mentre
al nr. 9 è l'ex banca di Pécs, un bellissimo edificio
del 1898, con decorazioni a piastrelle di ceramica; sul
lato meridionale c'è invece una chiesa barocca del 1727
l'Irgalmasok temploma, di fronte alla quale si
può ammirare la Zsolnay-kùt, la fontana Zsolnay,
considerata un capolavoro del liberty.
E' questa un'insolita fontana di porcellana pirogranitica
all'eosina della famosa manifattura Zsolnay, eretta
nel 191 da Andor Pilch sul sito di un'antica fontana turca.
Colori e sfumature mai viste.
Molto particolare.
Alle ore 14 salutiamo Pécs e ci mettiamo in marcia direzione Szigetvàr.
Ci fermiamo però subito fuori città,
in una Csarda, per gustare finalmente il tanto sospirato
goulash, beninteso quello di carne, buonissimo. Era la
nostra ultima chance perché stiamo per lasciare l'Ungheria
ed infatti, dopo aver ben mangiato, ben bevuto e ben pagato
(solo circa L. 11.500 a testa) partiamo alle 16 ed alle
17 siamo già in CROAZIA o, come si legge sulle auto,
HR.
Seguiamo la 3 per Koprivnica e poi raggiungiamo, alle
20 precise,Varazdin dove, seguendo le indicazioni per
il Centar, cerchiamo un posto per sostare.
Ricca, anzi ricchissima doccia, poi passeggiata nel vicino
centro, sperando che un bel gelato ci rinfreschi un po'.
Nessuno ha voglia di preparare da mangiare sul camper,
anche perché sentiamo delle note in lontananza, quindi
decidiamo di andare a controllare cosa potrebbe riservarci
di simpatico la cittadina di Szolnok.
C'è una festa estiva all'aperto a base di birra e di carne
arrostita alla piastra, da sotto, ed al ferro da stiro,
da sopra. Molto pittoresco, come del resto molto pittoreschi
i cuochi ed il complessino che suona musica moderna, totalmente
sconosciuta. Scegliamo un tavolo vicino all'angolo di
cottura e, praticamente a gesti, riusciamo ad ordinare
diverse porzioni di carne, maiale, manzo, petto d'oca,
tutte veramente gustose e cotte e…stirate…a puntino!!!
Quattro mosse sotto il complesso, tanto per digerire
, e poi tutti a nanna…
20 agosto
Alle 7 siamo già in moto, Rino e Marisa hanno fretta perché
devono rientrare in Italia e vorrebbere fermarsi anche
a Trieste.
Autostrada per Zagreb poi breve sosta a Karlovac, dove
salutiamo i prodi Facchini e dove cambiamo un po' di valuta.
Riusciamo anche a fare il pieno, con l'aiuto di una bella
ragazza che ci fa strada fino alla stazione di rifornimento
e poi riprendiamo l'autostrada, destinazione Rijeka (Fiume).
Sulle strade i distributori di carburante sono molto
scarsi quindi è consigliabile viaggiare sempre col pieno.
Finalmente alle 12.45 intravediamo il mare; c'è un po'
di foschia ma la costa che si intravede è ugualmente molto
bella. Ci accorgiamo però di aver sbagliato strada quando
lasciamo la costa, infatti seguendo direzione Pula, ci
siamo purtroppo immessi in una strada interna, non abbiamo
visto bene le indicazioni, peraltro molto, ma molto,
scarse. Nessun problema, arriviamo a Pazin dove mangiamo
in un rustico:
Fùzi sa govedinom (sarebbero i nostri garganelli con
manzo)
Njoki sa govedinom (sarebbero gnocchi con manzo)
Buoni, sughetto un po' sbrodazzoso, ma buono.
Ritorniamo sul mare, ma la sfortuna ancora viaggia con
noi: il primo campeggio che visitiamo "Rabac"
è strapieno di gente ed il troppo caldo non ci fa connettere.
Decidiamo quindi di puntare direttamente sull'isola di Cres.
Traghettiamo e dopo aver percorso una strada abbastanza
pericolosa, a picco sul mare, spesso senza guard rail,
ma dal panorama mozzafiato, arriviamo alle 21.30 all'AUTOKAMP
KOVACINE, dove posteggiamo in modo provvisorio,
vista l'ora, la stanchezza e la tensione della guida.
Domattina prenderemo visione del campeggio.
21 agosto
Il campeggio è stupendo: situato su di una penisola tra
pini e ulivi, dispone di ben 2000 posti e dopo aver fatto
un breve giro di ricognizione, ci spostiamo con i camper,
più vicino al mare.
Via l'orologio, staccare la spina e vai … solo seguendo
il ritmo biologico, peraltro molto, ma molto rallentato!!!!
S O L E sempre, bello, caldo, da arrostirsi… (si
è abbronzato persino Sergio!!!)
S P I A G G I A inesistente, per come la intendiamo
noi naturalmente, solo sassi, tanti sassi, grossi, appuntiti,
duri (anche e soprattutto perché non eravamo attrezzati)
M A R E non bello, di più, dai riflessi azzurro-verdi,
sempre calmo, stracolmo di pesci , argentei sotto i riflessi
dei raggi solari, una meraviglia
A C Q U A non trasparente, di più; non cristallina,
di più; stupenda. Pinne e maschera in prestito da Maria
ero praticamente sempre sott'acqua, decisamente rapita
da uno scenario mai visto, da sensazioni mai provate.
N U D I S T I praticamente ovunque (o forse eravamo
noi che avevamo invaso i loro territori? ma accidenti,
hanno sempre i posti migliori!!!)
Persa totalmente la cognizione del tempo, passiamo l'intera
giornata tra sole, mare, uno snack, ancora sole, mare,
raccolta ricci, e poi ancora sole, mare pulizia ricci
fino alle 17. Poi dopo una ricca doccia, sempre però mantenendo
il nostro ritmo molto, ma molto rallentato, verso le 18
abbiamo pranzato e cenato con una supersquisitissima "Pasta
coi rizzi".
Breve pennichella (perche si sa, il mare stanca….), poi
alle 21 bellissima passeggiata di circa 2 km. costeggiando
tutto il campeggio, fino ad arrivare al paese di Cres,
molto pittoresco, col suo porticciolo pieno di barche,
locali, bancarelle coi soliti souvenir, musica e tanta
gente .
22 agosto: come ieri
23 agosto: come l'altro ieri e come ieri
24 agosto
Stamattina cambieremo campeggio, e dopo aver fatto carico,
scarico e pagato (690 kune), alle 8 decidiamo di dirigerci
verso Malj Losinj al campeggio Cikat.
Però purtroppo è ancora troppo affollato, decisamente
un carnaio ed il mare non è bellissimo per noi appiedati,
cioè senza barca. I piccoli motoscafi partono direttamente
da riva, quindi l'acqua è molto schiumata e … inquinata.
Inoltre non ci sono tratti di "spiaggia" dove potersi
fermare, ci sono solo roccioni sul mare dove, se hai la
fortuna di trovare un 30cm x 30cm in piano, ti puoi anche
sedere…Comunque siccome tutto questo lo abbiamo visto
dopo aver sistemato i camper decidiamo di: farci comunque
un bagnetto direttamente scivolando in mare da uno scoglio,
concederci una breve pausa pranzo pennichella compresa,
poi abbiamo inventato una scusa di certi amici che ci
aspettavano altrove e siamo scappati via.
Ritornati indietro fino a Osor proseguiamo fino
a Punta Croce, o come dicono da queste parti Punta
Kriza per sostare al camping BALDARIN.
Percorriamo per circa 15 km. una stradina abbastanza
stretta e la cosa più curiosa che ci colpisce sono quei
muretti a secco, le "masiere", ai due lati della
strada, con i quali, in anni e anni di paziente e minuzioso
lavoro, l'uomo chersino è riuscito a proteggere la poca
terra che aveva. Sono dei muretti particolarissimi, chiamati
appunto a secco, a volte più alti, a volte bassi, perché
le pietre, tutte bianche sono semplicemente appoggiate
le une sulle altre, in modo da rimanere incastrate, però
se le tocchi……..
Alle 17 arriviamo a Punta Kriza, l'estremità dell'isola
di Cres.
Il camping è situato in una folta pineta, tutto molto
in salita, i servizi in salita, il supermercato ancora
più su, ma il mare è come al solito limpido e cristallino
e a noi va benissimo.
Posteggiamo in una radura vicino ai campi da tennis e
alla strada che percorre tutto il campeggio. Cena in totale
relax ed in compagnia, meraviglia delle meraviglie, di
due bellissimi cervi che poi
conosceremo anche più da vicino.
25 agosto
Anche oggi la giornata si presenta calda e molto soleggiata.
Decidiamo di affittare una barchetta a remi da un croato che
parlava più come un venesian che come un croato (40
kune all'ora) ed il prode Sergio voga ininterrotamente
per tre ore e noi invece alterniamo il sole al mare, il
mare al sole ed io mi sono divertita un mondo a tuffarmi
dalla barca in quella meraviglia di mare mai vista prima..…Chiurli
naturalmente sempre all'orizzonte perché anche qui c'è
una zona riservata ai FKK (nudisti).
26 agosto
Probabilmente oggi sarà l'ultima giornata in questo paradiso!!!
La barca ieri ci è piaciuta molto ed oggi facciamo il
bis, per 5 ore e vai con un'altra overdose di sole!!
Che meraviglia fare la lucertola!!!
Non c'è altro da dire di queste giornate, vissute in
totale rilassamento, con la mente che si disintossica
e le pile che si ricaricano.
27 agosto
Questa mattina di buon'ora lasciamo il campeggio (senza
camper service) per risalire l'isola ed avvicinarci a
casa. Però non lasceremo l'isola di Cres o Cherso
senza prima passare almeno una giornata a Beli,
che secondo i consigli di Marinko, dovrebbe essere veramente
da non perdere. E noi, baldi camperisti, potevamo mai
rimanere con l'amletico dubbio (perché un dubbio è sempre
amletico…) di non aver visto magari la spiaggia più pittoresca
dell'isola????
Decidiamo quindi di puntare direttamente su Beli; il
tempo si mantiene splendido e questo aumenta ancor di
più la
nostra voglia di mare.
Alle 8.45 ci fermiamo per rifornirci di acqua in una fontanella
situata sotto il campanile di Osor, proprio subito
prima del ponte in ferro che collega l'isola di Cres con
quella di Lussino.
Proseguiamo quindi fino a salire sul monte Sis (650
mt.), il punto più alto dell'isola, poi una svolta
a sinistra e si puo' scendere fino a Caisole.
La strada è strettissima, sempre sulla cresta del monte,
ma questa volta c'è un piccolo guard-rail, perché lo strapiombo
è notevole, ed il panorama pure….
Una collina tra il verde, un grappolo di case ed un cartello
che indica l'autocampeggio Brajdi, proprio all'inizio
di una stradina tutta in discesa, ripidissima, piena
di curve, senza protezione, talvolta pure dissestata
e, cosa vuoi di più per finire in bellezza?????
Dopo aver naturalmente mandato un primo accidente a Marinko,
fermiamo i camper , che avevano già iniziato la discesa,
mettendo delle grosse pietre sotto le ruote ed andiamo
in avanscoperta io e Giuseppe. In effetti la stradina
è pericolosa solo in due punti dove si stringe notevolmente
e non c'è protezione proprio dal lato guida, ma si tratta
in fondo di percorrere solo 500 mt. e lo spettacolo che
poi ti si presenta è veramente magnifico: un piccolo
campeggio (30 posti) tra gli ulivi in una baia circondata
da strapiombi che si tuffano in un mare cristallino,
una lastra di vetro.
Chiedendo perdono a Marinko per l'accidente di cui sopra,
andiamo a chiamare il resto dell'equipaggio…com'è dura
la salita….ma la voglia di mare è talmente forte che
non possiamo perdere altro tempo prezioso.
Dopo neanche mezz'ora, parcheggiati i camper, allacciata
la corrente, siamo già in acqua. Il fondale è trasparente
per una decina di metri, poi diventa blu abisso 644 (deformazione
professionale...), nel senso che c'è uno strapiombo sott'acqua
ed improvvisamente non si vede più niente…è affascinante
ed impressionante nello stesso tempo, però io continuo
sempre a nuotare e scopro che sorpassato lo strapiombo
che si tuffa in mare, si vede un'altra baia favolosa
con un grande cartello.
Decido di andare a leggere cosa c'è scritto (speriamo
non sia l'indirizzo del più vicino Mc.Donald) e dopo
una bella nuotata raggiungo la baia.
Trattasi di un'area protetta perché in questi luoghi nidifica
un nonmiricordochi e scopro che anche con un sentiero
si può raggiungere questa seconda baia.
La giornata è presto trascorsa tra: mare, sole, nuotate,
scarpinate per sentieri, relax ed ancora scarpinate per
sentieri, nuotate, sole, mare… Però questa sera la cena
sarà a lume di candela e segnerà ufficialmente la fine
di queste vacanze insieme ai cucinazzi.
28 agosto
Alle 7.30 siamo già pronti per partire: io e Maria ci
facciamo la salita a piedi per fermare eventuali macchine
in discesa e poi diamo il via libera via cellulare ai
ns. impavidi guidatori che in 5 minuti, uno dopo l'altro,
sbucano fuori dalla stradina ripidissima e tortuosa.
Bravi Bravissimi!!!!!
Ore 9 imbarco a Porozina per Brestova,
20 minuti di traghetto poi prendiamo direzione Rijeka
(Fiume), risaliamo lungo la costa accompagnati da un paesaggio
stupendo, i paesi sono molto carini e pieni di campeggi.
A OPATIJA
Prendiamo direzione TRST (I),ormai siamo a casa…
Alle 11 lasciamo la Croazia ed entriamo per un breve
tratto in Slovenija. Un pit stop in un duty free è d'obbligo
per comprare un po' di birra. A Kozina usciamo dalla
Slovenija e ci immettiamo nella E61 per Trieste.
Alle 12.15 siamo in Italia e con un DOVIDENJA come dicono
in Croazia e un DOBRODOSLI come dicono in Slovenia, salutiamo
i Cucinazzi e via veloci verso casa. Anche se ne abbiamo
fatto volentieri a meno, ora siamo contenti di sentire
un po' di radio italiana ed un po' di notizie.
Alle 13.10 ci immettiamo nella A4 seguirà poi A13 e A14
fino a casa, dove arriviamo, stanchi ma contenti, alle
19 in punto.
Anche per quest'anno è andata!!! Cominciamo a programmare
la nostra prossima vacanza……
...sfinito di stampare il 7.4.2002 dopo numerosi lascia
a prendi e prendi e lascia
all right reserved
Tiziana Alexis
PENSIERINO FINALE: Una vacanza col camper bisognerebbe
sempre
concluderla con qualche giorno al mare in total
relax
In breve
PERIODO 10/8/01 - 28/8/01
MEZZO LAIKA LASERCAR 560 per gli amici Albatros
Al seguito di Rimor Koala e con la Polo in mezzo…
EQUIPAGGIO Facchini Sergio (50) pilota
Facchini Tiziana (45) ufficiale di rotta, cronista, rompi,
Tour operator e cambusiere.
Facchini Rino e Marisa as special guest-stars*
*( solo per vitto, alloggio e bisogni fisiologici)
DOCUMENTI Carta d'identità valida per l'estero
E111 per l'assistenza mutualistica
Carta verde per l'assicurazione che LLOYD la fornisce
automaticamente
METEO - A parte la prima giornata trascorsa in Austria,fortunatamente
sempre bel tempo con sole, sempre sole.
Caldo afoso in Ungheria
Caldo, ma ventilato, in Croazia.
INCONVENIENTE Tentativo di suicidio di una giovane
ungherese a Veszprém
CURIOSITA' 1 Come al solito, non abbiamo mai incontrato
un vigile
Pochissimi inoltre i poliziotti.
CURIOSITA' 2 In Ungheria non abbiamo potuto usare
né American Express né Diner's per pagare, solo
per prelevare contante, mentre in Croazia venivano regolarmente
accettate.
CURIOSITA' 3 I cimiteri nei piccoli paesi sono
sempre lungo le strade
CURIOSITA' 4 In Ungheria nessuno, dico nessuno,
parla inglese, neanche i giovani. Alcuni conoscono solo
un po' di tedesco e siccome la loro lingua è difficilissima
ed oltretutto impronunciabile, è molto difficile comunicare.
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