AUSTRIA - UNGHERIA - CROAZIA

10-28 agosto 2001

Seconda parte


14 agosto

Questa mattina, dopo una breve visita al supermercato e dopo aver destato la curiosità delle commesse, accompagnate dai loro cordiali saluti, alle 8 salpiamo per Budapest. 
8.30 in punto entriamo nel traffico caotico della città; cartina sotto gli occhi, occhi puntati alla ricerca dei cartelli delle vie (ma c'erano? E se c'erano dov'erano??) Comunque, dopo il brivido delle rotaie…e tenendoci sempre il Danubio sulla destra, riusciamo finalmente a raggiungere il ROMAI CAMPING, che si trova un po' fuori, vicino i resti dell'antica città di Aquincum.
Cerchiamo di sistemarci prima possibile e dopo aver preso qualche informazione dai ragazzi che gestiscono il camping (tutti studenti molto gentili) alle 10.30 partiamo per Budapest col treno/metro fino alla fermata Batthyàny Ter. La prima immagine che ci si presenta davanti, vale da sola il viaggio in Ungheria: facendo un giro su se stessi si comincia con il neogotico Palazzo del Parlamento, bellissimo, imponente il maggiore d'Europa (costruito più di 100 anni fa e composto di 691 locali per una lunghezza totale di mt. 268), il Danubio, il Ponte delle Catene, il Castello di Buda, il Bastione dei Pescatori.

Budapest ha due milioni di abitanti ed è divisa dall'immenso fiume Danubio in due parti: Buda, la parte più romantica ed appartata, articolata da colline e valli, con le pittoresche e silenziose stradine tra i severi palazzi e reliquie del passato e Pest, la più vivace e moderna, situata sulla pianura, con i suoi ampi viali su cui si affacciano monumentali edifici della fine del secolo scorso. Il panorama del Lungodanubio fa parte del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO e dopo averlo visto con l'illuminazione di sera, abbiamo perfettamente capito perché. Fanno da cerniera tra queste due realtà così diverse, ma indispensabili l'una all'altra, diversi ponti, che convogliano a tutte le ore del giorno, l'intenso traffico cittadino. 

Una pillola di cultura e qualche notizia su Budapest:

-era abitata già 50.000 anni fa ma il nome attuale l'ottenne soltanto 125 anni fa, fino al 1873 infatti, Obuda, Buda e Pest erano città autonome.

-sotto le colline giace un sistema di spelonche interdipendenti, dalle sorgenti termali scaturisce l'acqua termale: 80 sorgenti con una portata di 70 milioni di litri d'acqua termale che alimentano 12 bagni termali.

-tra i monumenti storici si trovano bimillenari anfiteatri romani, bagni turchi di 400 anni, edifici di carattere ungherese eretti alla fine del secolo scorso in stile liberty. L'omogeneo panorama urbanistico, che ricorda Parigi o Vienna, si deve agli imponenti palazzi edificati all'inizio del novecento.

Quindi praticamente in queste nostre prime ore a Budapest, pensando che domani, ferragosto, magari qualche attività potrebbe essere chiusa, decidiamo di gironzolare per Pest, la parte più commerciale e dinamica della città.
Visto dalla parte opposta del fiume l'imponente Palazzo del Parlamento, attraversiamo il Ponte delle Catene trafficatissimo ( ma per fortuna c'è un passaggio pedonale) poi percorriamo tutta la prima parte della famosa Vàci Utca, piena di negozi, caffè, ristoranti tipici, molto turistica in verità, con un look da S.Marino, ma con degli edifici bellissimi, molto ricchi di decorazioni, che praticamente ci costringono a camminare sempre con il naso all'insù. Visitiamo anche la Basilica di S. Stefano, il primo re dell'Ungheria, nella cui cappella laterale è esposta la mano destra imbalsamata del santo.
Stanchi per aver camminato a lungo sotto un caldissimo sole, ma soddisfatti, facciamo ritorno col solito trenino al ns. campeggio dove ci aspetta una super doccia , una super cena, e soprattutto per qualcuno, una super…dormita!!!!!

15 agosto

B U O N F E R R A G O S T O ! ! ! !

Questa mattina ce la siamo presa comoda. Abbiamo deciso di vedere Buda by night quindi non vale la pena partire presto, anche perché la giornata si preannuncia abbastanza calda. Le donne sistemano il camper e gli uomini se la spassano in piscina. Poi uno spuntino veloce ed alle 13 siamo già davanti al Parlamento. Di nuovo sul Ponte delle Catene, tutta la Vàci Utca , anche la seconda parte, dopo l'incrocio, fino ad arrivare al più grande dei mercati coperti di Budapest: 
10000 mtq. di commercio sotto l'enorme struttura in ferro del palazzo monumento. Un po' di acquisti, piccoli souvenir e poi di nuovo in marcia, attraversiamo il Ponte della Libertà, (il più moderno come costruzione), visitiamo le terme Gellért (dove inutilmente cerchiamo di farci fare un utilissimo massaggio ai piedi….) poi sempre a piedi ritorniamo all'inizio del Ponte delle Catene.


Decidiamo di salire sulla collina di Buda con la ferrovia a cremagliera; passiamo davanti al monumento con la pietra km.0, dalla quale si misurano tutte le distanza in km. dell'Ungheria da Budapest. Sulla parte meridionale della Montagna del Castello si erge quello che fu il palazzo Reale, oggi sede di musei e gallerie. Passando dietro il castello, tra stradine tortuose arriviamo al Distretto del Castello, decisamente la parte più romantica della città. Ma è ancora giorno e decidiamo quindi di concederci un meritato relax al Caffè Mirò, in attesa che la città si "accenda" per la notte.


E la meraviglia non tarda ad arrivare….


La piazza del distretto, dedicata alla Santissima Trinità, con la famosa Chiesa di Mattia illuminata, è bellissima.
L'Halàszbàstya cioè il meglio conosciuto Bastione dei Pescatori è una postazione unica per ammirare il panorama di Pest e del Danubio by night.

Una meravigliosa visione per gli occhi e per il cuore!!!
(impressionante comunque vedere dall'alto quanta strada abbiamo percorso oggi a piedi, abbiamo oltrepassato ben 3 ponti)

Con le nostre ultime forze discendiamo a piedi la collina fino alla fermata del trenino, non dopo aver fatto però un giro di valzer sulle note del "bel Danubio blu". E questa è proprio l'ultima immagine di Budapest che vediamo da un pontile; da domani, come dice Giuseppe, tutto questo sarà solo un ricordo……

16 agosto

Stamani lasciamo Budapest per visitare la famosa Ansa del Danubio che costituisce uno dei paesaggi più belli di tutta l'Ungheria ed un capolavoro della natura. Purtroppo lasciare il campeggio è un'impresa molto ardua a causa di macchine parcheggiate in modo selvaggio nell'unica via di uscita che, guarda caso, è anche utilizzata come parcheggio per una grande piscina pubblica all'aperto.
Con quel caldo la piscina è affollatissima ed i camper passano a malapena fra due file di macchine in sosta.
Comunque alle 12.30 lasciamo finalmente Budapest, direzione Nord. Dopo soli 20 km. arriviamo a Szentendre; le stradine tortuose in sali/scendi continui, molto curate; le sue piccole piazze dall'atmosfera mediterranea, le chiese in stile serbo-ortodosso ed i palazzi in stile barocco, le case variopinte creano un insieme vivace e pittoresco.
Peccato però che è troppo turistica, andrebbe vista e sicuramente apprezzata di più senza tutte quelle bancarelle e vetrine piene di souvenir, che tappezzano tutto il paese. E….. quanti peperoni!!!!
Verso le 15, affamati e sotto un sole caldissimo dirigiamo verso Visegràd, ma prima riusciamo a fermare i camper per un breve Pit Stop mangereccio, proprio in un …ansa del Danubio, con tanto di piedi in ammollo…..

Ore 17 ci fermiamo nell'ultima stazione del serpeggiamento del Danubio sul lato destro, la città di Esztergom detta anche la Roma ungherese in quanto capitale del cattolicesimo ungherese, residenza degli arcivescovi primati di Esztergom.
In questa città, già capitale dell'Ungheria, nacque il primo sovrano: re Santo Stefano. Già da lontano ci appare la cattedrale in tutta la sua imponenza, è in stile neoclassico ed è la maggiore chiesa del paese. Poco distante ci sono dei giardini, con una terrazza sul Danubio da cui si può ammirare il maestoso ondeggiare del fiume… Panorama bellissimo e suggestivo e dopo l'ultima foto
di nuovo in viaggio.

Vorremmo passare sull'altra sponda, ma naturalmente il problema è come avere delle informazioni e naturalmente come…comprenderle!!!
Dopo qualche tentativo andato a vuoto, Rino con il suo fiuto da Lupin (o forse per l'aspetto decisamente gradevole della ragazza) riesce a trovare l'unica persona in grado di capire e parlare inglese..(NB: era un'insegnante di lingua inglese…) Ci dice dove possiamo attraversare il fiume, ma dobbiamo fare in fretta perché l'ultima corsa del traghetto è alle 19.50 e sono già le 19.15!!
Comunque, tutto O K, prendiamo il traghetto a Szob, con tanto di tramonto sul fiume: una lingua di fuoco pennellata sull'acqua. E' bellissimo, questo fiume ha veramente un fascino tutto particolare e credo che AFFASCINANTE sia l'aggettivo che qui in Ungheria si adopera più spesso! ! !
Ci fermiamo a Vàc per la notte, nella piazza principale di Vàc, ahimè, trafficatissima.

17 agosto

Notiamo sbirciando dai finestrini che alle 6, dico alle 6 di mattina, la città ha già un ritmo frenetico.
Fuori c'è un sacco di gente alle prese con la routine quotidiana, adulti, bambini già belli vestiti (ripeto sono le 6 di mattina) e quello che ci stupisce è una marea di persone, con cesti e borse, andare in fretta verso la stessa direzione, quella di una mercato settimanale di frutta, carne, verdura e pesce e di prodotti locali messi direttamente in vendita dai singoli contadini, da vecchiette con i loro mesti grembiuli e fazzoletti in testa, sempre comunque molto dignitose.

Una sola polleria, un solo negozio di carne, un solo banco di pesce con un solo tipo di pesce, un solo negozio di dolci e tanti banchi di frutta e verdura. Ovunque una lunga fila, composta, fino fuori al negozio; c'erano anche diverse vecchiette che avevano portato al mercato la loro oca, pronta per essere cucinata, già pulita e spellata. Inevitabile un paragone con la nostra abbondanza, con i nostri sprechi e con le nostre continue insoddisfazioni ! ! ! ! inevitabile fermarsi a riflettere ! ! !

Verso le ore 10 partiamo direzione Godollo. La putza ungherese, la nostra meta più lontana ci attende…..

Continuiamo sempre per la S3 direzione Aszòd, poi Hatvan, attraversiamo una serie di paesini tutti uguali e con le stesse caratteristiche:
file di casette basse - modeste, ma comunque dignitose - chiesa nel Centrum, mini ABC (supermercati di queste parti), superiamo Gyongyos poi, all'altezza di Fuzesabony, giriamo per la 33 .

Il parco nazionale di Hortobàgy istituito nel 1973, accoglie una superficie di 70.000 ettari; è uno dei maggiori territori erbosi dell'Europa, protetto, dove pascolano mandrie di bovini grigi (specie ungherese), cavalli, ovini "racka" e bufali. Noi ne abbiamo viste poche, sarà forse per l'orario o anche per il caldo, troppo caldo….
Dopo il ponte dei 9 fori, arriviamo in quella che, sia per il caldo afoso di cui sopra che per la stanchezza e non ultima per la fame, decidiamo essere la nostra meta:
un deludente assembramento di bancarelle più o meno scalcinate, alcune già montate, altre in fase di sistemazione, con prodotti tipici e non, totalmente sotto lo scioppone del sole. Sembrava più una fiera ed infatti ,come ho potuto poi leggere nelle varie documentazioni prese qua e là, il 19 e 20 di agosto ci sarebbe stata la fiera del Ponte, una delle manifestazioni più frequentate della zona.

Nelle vicinanza di questo piazzale c'era la Grande Ciarda di Hortobàgy, una tipica osteria magiara, dicono le guide (vedere e non toccare) ed il Museo dei Pastori, che fa vedere dove abitavano, come si vestivano, che oggetti di uso preparavano i pastori di questa zona. 
Sarà stato per la nostra condizione psicologica, sicuramente non ottimale, che forse ci ha un po' condizionato nell'esprimere un giudizio obiettivo, ma alla fine eravamo comunque tutti d'accordo nel dire che avremmo potuto anche fare a meno di arrivare fin lì.
Ma come si sa, se non si tocca con mano………

Ore 17,15, gli autisti belli riposati, freschi e sciacquati (abbiamo inaugurato la doccetta esterna di Albatros, eccezziunale veramente) danno via ai motori continuando a percorrere la 33 fino al bivio per Hajdu-Szoboszlo, da qui torniamo indietro sulla 4 direzione Budapest, ma destinazione Szolnok:


.. il comandante informa i signori passeggeri che il viaggio di ritorno è iniziato..


A Szolnok arriviamo verso le 20 e ci fermiamo in un parcheggio per la notte.


18 agosto

Anche oggi giornata calda e splendido sole! Dopo aver fatto breve tour nel vicino mercato di frutta e fiori, che si trova davanti a noi e che fin dalle 6, come consuetudine di queste parti, già brulicava di gente, alle ore 10 riprendiamo la 4 , direzione Cegléd.

Deviamo poi per la 441 fino a Kecskemet, dove decidiamo di fermarci un pochino tanto per sgranchirci le gambe…e visitare due belle piazze, il Palazzo Comunale, nella piazza Kossuth, ornato da tegole verniciate, da decorazioni con motivi floreali, è un capolavoro del liberty ungherese. Sulla facciata principale, una serie di campanelli di diverse misure suona in ogni ora esatta, una melodia composta da Zoltàn Kodàly (compositore di fama mondiale).

Anche il Palazzo Cifra o Variopinto, riccamente adornato da elementi di fiori è considerato un miracolo dell'architettura liberty a cavallo dei due secoli. Attualmente è sede della Galleria di Kecskemèt, con le opere dei maggiori artisti della pittura magiara novecentesca.

Alle 14 ripartiamo direzione Dunafoldvàr percorrendo la 52 e cercando un'area dove sostare per il pranzo e soprattutto per riposarsi un po'; il caldo si fa sentire e rende tutto più faticoso.

Comunque, l'impavido gruppo alle 17 è di nuovo in marcia sulla E73 o 6 direzione Pécs, dove arriviamo verso le 19,30.
Dopo aver chiesto qualche informazione, ci appostiamo in un ampio parcheggio, non distante dal centro, una veloce cena e poi un giro al centro, per ammirare Pécs by night.

Nella piazza principale, Széchenyi tér, è in corso una festa o fiera estiva, bancarelle con prodotti artigianali, tanta gente seduta ai tavolini a bere e mangiare, buona musica suonata da un fantastico trio di giovani, una bella ragazza al violino, un ragazzo alla chitarra ed un altro al contrabbasso ed una buffa coppia alle prese con danze folcloristiche.

Ci sediamo ad ascoltarli sulle gradinate che circondano il grande cubo del Belvarosi Templom, la più importante moschea di tutta l'Ungheria, poi proseguiamo per la cattedrale, che con l'illuminazione notturna è decisamente…affascinante!!!
Un ultimo giro per il centro ci fa scoprire la Kiràly utca, la strada principale della città, pedonalizzata, piena di bei negozi e magnifici palazzi stile liberty, pulitissima.
Continueremo il nostro tour domani per la versione Pécs by day…. 

Terza parte