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14 agosto
Questa mattina, dopo una breve visita al supermercato
e dopo aver destato la curiosità delle commesse, accompagnate
dai loro cordiali saluti, alle 8 salpiamo per Budapest.
8.30 in punto entriamo nel traffico caotico della città;
cartina sotto gli occhi, occhi puntati alla ricerca dei
cartelli delle vie (ma c'erano? E se c'erano dov'erano??)
Comunque, dopo il brivido delle rotaie…e tenendoci sempre
il Danubio sulla destra, riusciamo finalmente a raggiungere
il ROMAI CAMPING, che si trova un po' fuori, vicino
i resti dell'antica città di Aquincum.
Cerchiamo di sistemarci prima possibile e dopo aver preso
qualche informazione dai ragazzi che gestiscono il camping
(tutti studenti molto gentili) alle 10.30 partiamo per
Budapest col treno/metro fino alla fermata Batthyàny Ter.
La prima immagine che ci si presenta davanti, vale da
sola il viaggio in Ungheria: facendo un giro su se stessi
si comincia con il neogotico Palazzo del Parlamento,
bellissimo, imponente il maggiore d'Europa (costruito
più di 100 anni fa e composto di 691 locali per una lunghezza
totale di mt. 268), il Danubio, il Ponte delle
Catene, il Castello di Buda, il Bastione
dei Pescatori.
Budapest ha due milioni di abitanti ed è divisa dall'immenso
fiume Danubio in due parti: Buda, la parte più
romantica ed appartata, articolata da colline e valli,
con le pittoresche e silenziose stradine tra i severi
palazzi e reliquie del passato e Pest, la più vivace
e moderna, situata sulla pianura, con i suoi ampi viali
su cui si affacciano monumentali edifici della fine del
secolo scorso. Il panorama del Lungodanubio fa parte del
Patrimonio Mondiale dell'UNESCO e dopo averlo visto con
l'illuminazione di sera, abbiamo perfettamente capito
perché. Fanno da cerniera tra queste due realtà così diverse,
ma indispensabili l'una all'altra, diversi ponti, che
convogliano a tutte le ore del giorno, l'intenso traffico
cittadino.
Una pillola di cultura e qualche notizia su Budapest:
-era abitata già 50.000 anni fa ma il nome attuale l'ottenne soltanto
125 anni fa, fino al 1873 infatti, Obuda, Buda e Pest
erano città autonome.
-sotto le colline giace un sistema di spelonche interdipendenti,
dalle sorgenti termali scaturisce l'acqua termale: 80
sorgenti con una portata di 70 milioni di litri d'acqua
termale che alimentano 12 bagni termali.
-tra i monumenti storici si trovano bimillenari anfiteatri
romani, bagni turchi di 400 anni, edifici di carattere
ungherese eretti alla fine del secolo scorso in stile
liberty. L'omogeneo panorama urbanistico, che ricorda
Parigi o Vienna, si deve agli imponenti palazzi edificati
all'inizio del novecento.
Quindi praticamente in queste nostre prime ore a Budapest,
pensando che domani, ferragosto, magari qualche attività
potrebbe essere chiusa, decidiamo di gironzolare per Pest,
la parte più commerciale e dinamica della città.
Visto dalla parte opposta del fiume l'imponente Palazzo
del Parlamento, attraversiamo il Ponte delle Catene trafficatissimo
( ma per fortuna c'è un passaggio pedonale) poi percorriamo
tutta la prima parte della famosa Vàci Utca, piena
di negozi, caffè, ristoranti tipici, molto turistica in
verità, con un look da S.Marino, ma con degli edifici
bellissimi, molto ricchi di decorazioni, che praticamente
ci costringono a camminare sempre con il naso all'insù.
Visitiamo anche la Basilica di S. Stefano, il
primo re dell'Ungheria, nella cui cappella laterale è
esposta la mano destra imbalsamata del santo.
Stanchi per aver camminato a lungo sotto un caldissimo
sole, ma soddisfatti, facciamo ritorno col solito trenino
al ns. campeggio dove ci aspetta una super doccia , una
super cena, e soprattutto per qualcuno, una super…dormita!!!!!
15 agosto
B U O N F E R R A G O S T O ! ! ! !
Questa mattina ce la siamo presa comoda. Abbiamo deciso
di vedere Buda by night quindi non vale la pena partire
presto, anche perché la giornata si preannuncia abbastanza
calda. Le donne sistemano il camper e gli uomini se la
spassano in piscina. Poi uno spuntino veloce ed alle 13
siamo già davanti al Parlamento. Di nuovo sul Ponte delle
Catene, tutta la Vàci Utca , anche la seconda parte, dopo
l'incrocio, fino ad arrivare al più grande dei mercati
coperti di Budapest:
10000 mtq. di commercio sotto l'enorme struttura in ferro
del palazzo monumento. Un po' di acquisti, piccoli souvenir
e poi di nuovo in marcia, attraversiamo il Ponte della
Libertà, (il più moderno come costruzione), visitiamo
le terme Gellért (dove inutilmente cerchiamo di
farci fare un utilissimo massaggio ai piedi….) poi sempre
a piedi ritorniamo all'inizio del Ponte delle Catene.
Decidiamo di salire sulla collina di Buda con la ferrovia
a cremagliera; passiamo davanti al monumento con la pietra
km.0, dalla quale si misurano tutte le distanza in km.
dell'Ungheria da Budapest. Sulla parte meridionale della
Montagna del Castello si erge quello che fu il palazzo
Reale, oggi sede di musei e gallerie. Passando dietro
il castello, tra stradine tortuose arriviamo al Distretto
del Castello, decisamente la parte più romantica della
città. Ma è ancora giorno e decidiamo quindi di concederci
un meritato relax al Caffè Mirò, in attesa che
la città si "accenda" per la notte.
E la meraviglia non tarda ad arrivare….
La piazza del distretto, dedicata alla Santissima Trinità,
con la famosa Chiesa di Mattia illuminata, è bellissima.
L'Halàszbàstya cioè il meglio conosciuto Bastione
dei Pescatori è una postazione unica per ammirare
il panorama di Pest e del Danubio by night.
Una meravigliosa visione per gli occhi e per il cuore!!!
(impressionante comunque vedere dall'alto quanta strada
abbiamo percorso oggi a piedi, abbiamo oltrepassato ben
3 ponti)
Con le nostre ultime forze discendiamo a piedi la collina
fino alla fermata del trenino, non dopo aver fatto però
un giro di valzer sulle note del "bel Danubio blu". E
questa è proprio l'ultima immagine di Budapest che vediamo
da un pontile; da domani, come dice Giuseppe, tutto questo
sarà solo un ricordo……
16 agosto
Stamani lasciamo Budapest per visitare la famosa Ansa
del Danubio che costituisce uno dei paesaggi più belli
di tutta l'Ungheria ed un capolavoro della natura. Purtroppo
lasciare il campeggio è un'impresa molto ardua a causa
di macchine parcheggiate in modo selvaggio nell'unica
via di uscita che, guarda caso, è anche utilizzata come
parcheggio per una grande piscina pubblica all'aperto.
Con quel caldo la piscina è affollatissima ed i camper
passano a malapena fra due file di macchine in sosta.
Comunque alle 12.30 lasciamo finalmente Budapest, direzione
Nord. Dopo soli 20 km. arriviamo a Szentendre;
le stradine tortuose in sali/scendi continui, molto
curate; le sue piccole piazze dall'atmosfera mediterranea,
le chiese in stile serbo-ortodosso ed i palazzi in stile
barocco, le case variopinte creano un insieme vivace e
pittoresco.
Peccato però che è troppo turistica, andrebbe vista
e sicuramente apprezzata di più senza tutte quelle
bancarelle e vetrine piene di souvenir, che tappezzano
tutto il paese. E….. quanti peperoni!!!!
Verso le 15, affamati e sotto un sole caldissimo dirigiamo
verso Visegràd, ma prima riusciamo a fermare i
camper per un breve Pit Stop mangereccio, proprio in un
…ansa del Danubio, con tanto di piedi in ammollo…..
Ore 17 ci fermiamo nell'ultima stazione del serpeggiamento
del Danubio sul lato destro, la città di Esztergom
detta anche la Roma ungherese in quanto capitale del cattolicesimo
ungherese, residenza degli arcivescovi primati di Esztergom.
In questa città, già capitale dell'Ungheria, nacque il
primo sovrano: re Santo Stefano. Già da lontano ci appare
la cattedrale in tutta la sua imponenza, è in stile neoclassico
ed è la maggiore chiesa del paese. Poco distante ci sono
dei giardini, con una terrazza sul Danubio da cui si può
ammirare il maestoso ondeggiare del fiume… Panorama bellissimo
e suggestivo e dopo l'ultima foto
di nuovo in viaggio.
Vorremmo passare sull'altra sponda, ma naturalmente il
problema è come avere delle informazioni e naturalmente
come…comprenderle!!!
Dopo qualche tentativo andato a vuoto, Rino con il suo
fiuto da Lupin (o forse per l'aspetto decisamente gradevole
della ragazza) riesce a trovare l'unica persona in grado
di capire e parlare inglese..(NB: era un'insegnante di
lingua inglese…) Ci dice dove possiamo attraversare il
fiume, ma dobbiamo fare in fretta perché l'ultima corsa
del traghetto è alle 19.50 e sono già le 19.15!!
Comunque, tutto O K, prendiamo il traghetto a Szob,
con tanto di tramonto sul fiume: una lingua di fuoco pennellata
sull'acqua. E' bellissimo, questo fiume ha veramente un
fascino tutto particolare e credo che AFFASCINANTE sia
l'aggettivo che qui in Ungheria si adopera più spesso!
! !
Ci fermiamo a Vàc per la notte, nella piazza
principale di Vàc, ahimè, trafficatissima.
17 agosto
Notiamo sbirciando dai finestrini che alle 6, dico alle
6 di mattina, la città ha già un ritmo frenetico.
Fuori c'è un sacco di gente alle prese con la routine
quotidiana, adulti, bambini già belli vestiti (ripeto
sono le 6 di mattina) e quello che ci stupisce è una marea
di persone, con cesti e borse, andare in fretta verso
la stessa direzione, quella di una mercato settimanale
di frutta, carne, verdura e pesce e di prodotti locali
messi direttamente in vendita dai singoli contadini, da
vecchiette con i loro mesti grembiuli e fazzoletti in
testa, sempre comunque molto dignitose.
Una sola polleria, un solo negozio di carne, un solo banco
di pesce con un solo tipo di pesce, un solo negozio di
dolci e tanti banchi di frutta e verdura. Ovunque una
lunga fila, composta, fino fuori al negozio; c'erano anche
diverse vecchiette che avevano portato al mercato la loro
oca, pronta per essere cucinata, già pulita e spellata.
Inevitabile un paragone con la nostra abbondanza, con
i nostri sprechi e con le nostre continue insoddisfazioni
! ! ! ! inevitabile fermarsi a riflettere ! ! !
Verso le ore 10 partiamo direzione Godollo. La
putza ungherese, la nostra meta più lontana ci attende…..
Continuiamo sempre per la S3 direzione Aszòd, poi
Hatvan, attraversiamo una serie di paesini tutti
uguali e con le stesse caratteristiche:
file di casette basse - modeste, ma comunque dignitose
- chiesa nel Centrum, mini ABC (supermercati di queste
parti), superiamo Gyongyos poi, all'altezza di
Fuzesabony, giriamo per la 33 .
Il parco nazionale di Hortobàgy istituito nel
1973, accoglie una superficie di 70.000 ettari; è uno
dei maggiori territori erbosi dell'Europa, protetto, dove
pascolano mandrie di bovini grigi (specie ungherese),
cavalli, ovini "racka" e bufali. Noi ne abbiamo viste
poche, sarà forse per l'orario o anche per il caldo, troppo
caldo….
Dopo il ponte dei 9 fori, arriviamo in quella che, sia
per il caldo afoso di cui sopra che per la stanchezza
e non ultima per la fame, decidiamo essere la nostra meta:
un deludente assembramento di bancarelle più o meno scalcinate,
alcune già montate, altre in fase di sistemazione, con
prodotti tipici e non, totalmente sotto lo scioppone del
sole. Sembrava più una fiera ed infatti ,come ho potuto
poi leggere nelle varie documentazioni prese qua e là,
il 19 e 20 di agosto ci sarebbe stata la fiera del Ponte,
una delle manifestazioni più frequentate della zona.
Nelle vicinanza di questo piazzale c'era la Grande
Ciarda di Hortobàgy, una tipica osteria magiara, dicono
le guide (vedere e non toccare) ed il Museo dei Pastori,
che fa vedere dove abitavano, come si vestivano, che oggetti
di uso preparavano i pastori di questa zona.
Sarà stato per la nostra condizione psicologica, sicuramente
non ottimale, che forse ci ha un po' condizionato nell'esprimere
un giudizio obiettivo, ma alla fine eravamo comunque tutti
d'accordo nel dire che avremmo potuto anche fare a meno
di arrivare fin lì.
Ma come si sa, se non si tocca con mano………
Ore 17,15, gli autisti belli riposati, freschi e sciacquati
(abbiamo inaugurato la doccetta esterna di Albatros, eccezziunale
veramente) danno via ai motori continuando a percorrere
la 33 fino al bivio per Hajdu-Szoboszlo, da qui torniamo
indietro sulla 4 direzione Budapest, ma destinazione Szolnok:
.. il comandante informa i signori passeggeri che il viaggio
di ritorno è iniziato..
A Szolnok arriviamo verso le 20 e ci fermiamo in un parcheggio
per la notte.
18 agosto
Anche oggi giornata calda e splendido sole! Dopo aver
fatto breve tour nel vicino mercato di frutta e fiori,
che si trova davanti a noi e che fin dalle 6, come consuetudine
di queste parti, già brulicava di gente, alle ore 10 riprendiamo
la 4 , direzione Cegléd.
Deviamo poi per la 441 fino a Kecskemet, dove decidiamo
di fermarci un pochino tanto per sgranchirci le gambe…e
visitare due belle piazze, il Palazzo Comunale,
nella piazza Kossuth, ornato da tegole verniciate, da
decorazioni con motivi floreali, è un capolavoro del liberty
ungherese. Sulla facciata principale, una serie di campanelli
di diverse misure suona in ogni ora esatta, una melodia
composta da Zoltàn Kodàly (compositore di fama mondiale).
Anche il Palazzo Cifra o Variopinto, riccamente
adornato da elementi di fiori è considerato un miracolo
dell'architettura liberty a cavallo dei due secoli. Attualmente
è sede della Galleria di Kecskemèt, con le opere
dei maggiori artisti della pittura magiara novecentesca.
Alle 14 ripartiamo direzione Dunafoldvàr percorrendo la
52 e cercando un'area dove sostare per il pranzo e soprattutto per
riposarsi un po'; il caldo si fa sentire e rende tutto
più faticoso.
Comunque, l'impavido gruppo alle 17 è di nuovo in marcia
sulla E73 o 6 direzione Pécs, dove arriviamo verso
le 19,30.
Dopo aver chiesto qualche informazione, ci appostiamo
in un ampio parcheggio, non distante dal centro, una veloce
cena e poi un giro al centro, per ammirare Pécs by night.
Nella piazza principale, Széchenyi tér, è in corso
una festa o fiera estiva, bancarelle con prodotti artigianali,
tanta gente seduta ai tavolini a bere e mangiare, buona
musica suonata da un fantastico trio di giovani, una bella
ragazza al violino, un ragazzo alla chitarra ed un altro
al contrabbasso ed una buffa coppia alle prese con danze
folcloristiche.
Ci sediamo ad ascoltarli sulle gradinate che circondano
il grande cubo del Belvarosi Templom, la più importante
moschea di tutta l'Ungheria, poi proseguiamo per la cattedrale,
che con l'illuminazione notturna è decisamente…affascinante!!!
Un ultimo giro per il centro ci fa scoprire la Kiràly
utca, la strada principale della città, pedonalizzata,
piena di bei negozi e magnifici palazzi stile liberty,
pulitissima.
Continueremo il nostro tour domani per la versione Pécs
by day….
Terza
parte
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