Diari di viaggio

"Marco Polo" a "Gattopardo": prossima uscita "Praga Centrum"
3 luglio - 2 agosto 2002
di Giuseppe Scuderi

Come ormai da alcuni anni la partenza in camper per le vacanze estive avviene i primi di luglio. Concordiamo con gli altri equipaggi che faranno lo stesso itinerario come incontrarci. Si parte il 3 luglio da Santa Margherita. Alle 7.00 del mattino fa già molto caldo. Dopo aver traghettato, in direzione "Reggio Calabria-Salerno", a causa delle continue interruzioni per lavori e con la temperatura, che nei tratti dove asfaltano sfiora i 45° C, è il solito "inferno".

CIOCIARIA

Finalmente in serata siamo a Fumone, un piccolissimo paesino in provincia di Frosinone a pochi chilometri da Fiuggi, dove pregustiamo un sonno tranquillo per la temperatura veramente gradevole. Troviamo posto nel piccolissimo ed unico parcheggio fuori le mura. Il nostro impegno a raggiungere questo luogo è dovuto al matrimonio di un cugino.

La sera del 4 luglio rispettando una usanza della "Ciociaria" partecipiamo alla "Serenata": una festa a casa della sposa alla quale viene tantissima gente, amici, vicini di casa, conoscenti, anche persone non invitate alla cerimonia del matrimonio. Si mangia e si balla fino a tarda ora. Ad un certo punto, la sposa si dilegua. Lo sposo, incoraggiato dagli amici inizia ad intonare la canzone pre-scelta con la quale invita l'amata ad affacciarsi ed a consentirgli di arrampicarsi ed entrare "furtivamente" dalla finestra sotto gli occhi compiaciuti dei presenti che applaudono. Poi si continua a fare baldoria.

Nell'attesa del giorno del matrimonio, il 5 luglio approfittiamo per fare delle brevi escursioni nei dintorni. Passiamo per Alatri dove visitiamo il centro storico caratteristico per la ciclopica cinta muraria e per i bei parchi alberati. Acquistiamo pane e biscotti tipici del luogo mentre una signora passa con un grande cesto di vimini sulla testa.
Proseguiamo per una breve visita alle Grotte di Collepardo, ma non riusciamo ad arrivare in tempo per vedere l'interno della Certosa di Trisulti, già chiusa alle 12.00. Decidiamo di proseguire per Fiuggi.

Troviamo da mangiare in un localino dove fanno delle ottime pizze da asporto. Rientriamo nel pomeriggio a Fumone. Il 6 luglio alle 10.00, parenti ed amici a casa dello sposo siamo già pronti per recarci in chiesa che dista meno di 50 metri. Dopo le ultime fotografie a casa dello sposo ci avviamo ad attendere la sposa. La chiesetta barocca è piccola ma ricchissima di decori. A Fumone aleggia ancora forte l'influsso dei Papi. Celestino V il papa detronizzato vi finì i suoi giorni rinchiuso in una cella del castello. Ma ecco arrivare il fotografo e dopo di lui, a piedi per quella stradina acciottolata, la sposa, sorretta sulla sue scarpine col tacco altissimo, dal braccio veramente provvidenziale del padre e seguiti da un corteo di parenti.

Ci affrettiamo ad entrare in chiesa, poi inizia la bella cerimonia allietata da canti. La sposa, cantante lirica professionista, accompagnata da organo e flauto, accenna elegantemente "L'Ave Maria". Poi la pioggia di riso, le foto di gruppo sul sagrato ed il banchetto a Veroli.
Il 7 luglio si trascorre ancora a Fumone dalla piacevole temperatura. Visitiamo il paesino che si percorre solo a piedi ed il Castello interessante per la sua storia per gli arredi e per il giardino pensile. E' un andirivieni di comitive di turisti in pullman, condotti da Fiuggi nel caratteristico paesino medievale a gustare le specialità gastronomiche, accolti da figuranti e musicisti in costume d'epoca.

L'8 luglio si va a Fiuggi, presso l'unico campeggio della cittadina in cerca del camper service all'Eurocamping 2000 in via delle Felci,1. Lo scarico ed il rifornimento dell'acqua costa 6.00 €. Si fa spesa in un supermercato, si torna a Fumone nel pomeriggio. Un altro tranquillo pernottamento. La mattina del 9 luglio si parte verso Roma per poi proseguire per L'Aquila nel pomeriggio.

MARCHE

A L'Aquila si passa davanti l'Ufficio Turistico dove sono in distribuzione la cartina e la guida con importanti informazioni storiche sulla città, un automobilista (forse anche lui camperista) ci indica con orgoglio l'area attrezzata per i camper a Porta Napoli dotata di scarico e rifornimento acqua potabile, gestita dal Camper Club L'Aquila. Arriva una coppia appena convertita dalla caravan ad un camper vecchiotto ma efficiente, che si dispera perché è incappata nel più classico degli incidenti: il benzinaio ha tolto il tappo sbagliato ed ha inserito del carburante nel serbatoio dell'acqua.

Il pomeriggio dopo una breve passeggiata arriviamo alla chiesa di S. Maria di Collemaggio, del 1287, dove all'interno, per rimanere in tema, troviamo il mausoleo di Papa Celestino V. Il 10 luglio visitiamo ancora la città, passiamo per il Duomo e camminiamo fino al Castello, circondato da un bel parco, sede del Museo Nazionale.
Nel pomeriggio partiamo per Monte San Vito vicino Ancona, dove ci rechiamo a trovare degli amici che abitano in una casetta in campagna. Ceniamo piacevolmente con loro e pernottiamo.

Al mattino dell'11 luglio, si trova un parrucchiere, si pranza e si riparte per Ravenna con destinazione Mirabilandia. Si pernotta nel grande parcheggio dedicato ai camper dove però zanzare e caldo ci fanno rimpiangere Fumone e L'Aquila. La sosta costa € 5.00 a notte. Al mattino del 12 si va alla conquista dei giochi del parco divertimenti. Tralasciate le attrazioni più "pericolose" si trascorre piacevolmente un'intera giornata il cui caldo è mitigato dai giochi d'acqua. Siamo però sprovvisti di abbigliamento adeguato. Belli gli spettacoli, tra i quali suggestivo è quello dei Maya, acrobatico e divertentissimo "Scuola di Polizia".

La serata si conclude con lo spettacolo di giochi d'acqua e laser, musica e fuochi artificiali sul laghetto. Il biglietto per due adulti ed una bambina di 7 anni è costato € 56.50. Usufruendo però dell'ingresso gratuito al parco per la seconda giornata, il 13 luglio, forti dell'esperienza del giorno precedente, indossiamo i costumi da bagno certamente più adeguati alla situazione e torniamo al parco. Dopo il pranzo ed un breve riposo si parte con destinazione Trento.

TRENTINO

All'ingresso della città di Trento notiamo subito il Camper Service ben segnalato dai cartelli stradali e delle guide. Attraversiamo poi la città per individuare gli spazi per la sosta. Incrociamo altri camperisti anch'essi alla ricerca di posteggio. Ci fermiamo al parcheggio dei pullman a 300 mt dal Duomo, ma i 9 posti espressamente riservati ai camper sono già occupati. Ci viene indicato un altro posteggio vicino ad un campetto di calcio dove troviamo qualche altro camper. Facciamo conoscenza con l'altro equipaggio con il quale siamo arrivati al parcheggio. Sono di Brindisi e lui ha lavorato per diverso tempo in Sicilia, a Marsala.

Il piccolo Stefano fa subito amicizia con nostra figlia di qualche anno più grande. Seppure di età differenti si fanno compagnia mentre facciamo una passeggiata serale in centro sino alla bella piazza del duomo, con la caratteristica torre civica ed i palazzi dai prospetti deliziosamente affrescati. Torniamo ai camper per un tranquillo pernottamento.
Il 14 luglio proviamo a spostarci al parcheggio vicino il Duomo, dove troviamo posto assieme agli amici di Brindisi. Da qui insieme visitiamo il centro. In piazza troviamo degli orchestrali che suonano in abito tirolese. Ci rifugiamo all'ufficio turistico aperto fortunatamente anche la domenica perché siano sorpresi senza ombrelli da un acquazzone.

Torniamo ai camper e decidiamo di preparare da mangiare e pranzare con i nostri vicini di Brindisi conosciuti il giorno prima. Poi, nel primo pomeriggio, scambiati gli indirizzi stiamo per salutarci quando arrivano due camper di toscani con due coppie "un poco attempate" che ci fanno morire d'invidia: partiti più di un mese prima stanno tornando da Capo Nord.

Ripartiamo verso Vipiteno. Preferiamo percorrere la strada che da Trento va verso Bolzano parallela all'autostrada per passare dalle Piramidi di Segonzano. Ma la pioggia ci scoraggia. Proseguiamo quindi fino a raggiungere l'autostrada ed arriviamo all'Autoporto di Vipiteno dove, nell'area di sosta Autocamp "Eisak" "Camp Trens" di Freienfeld BZ, si pagano € 10.00 compresa acqua, luce e scarico. Li troviamo gli altri due equipaggi con i quali, il giorno dopo 15 luglio, continueremo il viaggio oltr'Alpe.

AUSTRIA

Partiti verso il Brennero iniziamo a comunicare via radio. In onda siamo "Gattopardo", "Eta Beta" e "Piè Veloce". Se non avessimo dovuto fermarci a comprare la "vignette", necessaria per percorrere le autostrade austriache non ci saremmo accorti di essere già in Austria: da quest'anno neanche la sosta al confine per il cambio dei soldi. Informo gli altri che occorre fare attenzione ai limiti di velocità, in Austria, (ma anche in Germania) i nostri mezzi non possono superare gli 80 km/h sia sulle statali che in autostrada. Probabilmente a nessuno sarebbe venuto in mente di andare più forte, ma è meglio essere chiari per evitare spiacevoli inconvenienti.

Godiamo così, "in sicurezza" delle delizie della vista del paesaggio che, per noi che veniamo dalla "liofilizzata" Sicilia è assolutamente inconsueto. Attraversato il Brennero e il "Passo d'Europa" (unico tratto a pagamento), ci dirigiamo verso Innsbruck. Alle porte della città troviamo un Ufficio Informazioni efficientissimo dove ci forniscono le cartine della città, consigliandoci di dirigerci verso l'unico campeggio a 3 km dal centro ma ben servito dal bus.

Troviamo facilmente il bel campeggio Innsbruck-Kranebitten a Kranebitter Allee 214 (www.campinginnsbruck.com) dove, mentre ci organizziamo per il pranzo, approfittiamo per fare il bucato. Il campeggio è dotato di piccolo market alimentari. Per il camper ed il nostro equipaggio un pernottamento costa 20.45 €. Nel pomeriggio, con l'autobus, andiamo in centro. Occorre cambiare bus, ma è tutto molto semplice.

Presto, entrati nella Friedrich Strasse ci troviamo davanti la Casa dal Tetto Dorato, emblema della città. Una volta rinsaviti dallo stupore ci rendiamo conto che non abbiamo più con noi la giacca di mia figlia (fortunatamente solo la giacca), pensiamo sia caduta durante la corsa per prendere l'autobus. Percorriamo le deliziose vie del centro dove nelle splendide costruzioni dai prospetti colorati si alternano bei negozi, birrerie, pizzerie. Arriviamo al bel Duomo Barocco di St. Jakob. Poi passiamo dal Palazzo Imperiale. L'Imperatore Francesco Giuseppe e la futura imperatrice Sissi, (che per mia figlia sono principalmente i personaggi di un cartone animato), si incontrarono proprio ad Innsbruck. Ceniamo in centro con pizza e birra, poi ci dirigiamo alla fermata dal bus che ci porta alla coincidenza per il campeggio.

Alla fermata è provvidenziale la piccola pensilina sotto la quale ci ripariamo dalla pioggia. Arrivato l'autobus prendiamo posto ed intravediamo, vicino l'autista, una macchia di colore "familiare". Era la giacchetta della bimba che l'autista aveva diligentemente conservato. Con soddisfazione lo ringraziamo.
Al mattino del 16 luglio si stila un minimo di programma della giornata, che comprende, prima di proseguire verso la Romantic Strasse in Germania, il trasferimento a Wattens, per visitare il parco museo Swarovski.

Facilmente raggiungibile e ben segnalato, appena usciti dall'autostrada, dopo gli stabilimenti di produzione, troviamo il parco della Swarovski Krisstallwelten con la caratteristica testa ricoperta d'erba, dagli occhi illuminati e con la cascata d'acqua dalla bocca. A prescindere dal gusto per i cristalli come oggetti decorativi è uno spettacolo: un vero museo d'arte contemporanea. L'ingresso al museo costa € 5,45 a persona. Nel posteggio non è consentito pernottare, ma (con discrezione), approfittiamo della sosta per il pranzo dopo il quale ripartiamo.

GERMANIA

Seguiamo un tratto di autostrada e poi deviamo del la statale in direzione Germania. Verso Seefeld la strada sale sempre più e le rampe di decelerazione in senso opposto annunciano un tratto impegnativo per i nostri mezzi costretti ormai a superare un pendenza del 16%. Fortunatamente il tratto in discesa, che logicamente ne consegue è meno ripido e ci porta verso Scharmitz, Partenkirchen, Garmisch, Granau, Reutte e finalmente in un paesaggio che ha cambiato fisionomia, aperto verso estese vallate, lasciando più in lontananza le alte vette alpine, si arriva a Fussen.


Seguiamo le indicazioni per l'area attrezzata per camper Wohnmobilplatz Fussen. Ricordate bene!: Abt-Hafener-Str. 9 89629 Fussen. Tel. 08362/940104 - Fax 925829 Mobil 0172/5647708, Camper tutto compreso € 12.
L'area attrezzata è ordinatissima: vi si arriva da una strada sulla quale vi sono un bel supermercato Lidl (Tenetelo bene a mente! Può essere la chiave di tutto.), un bel negozio di scarpe. Accanto vi è un deposito di bus urbani. Piazzola ben delimitata e dotata di colonnine per corrente. L'ingresso è consentito dalle ore 17.00 fino alle 21.00. Vi sono altre limitazioni di orario per scarichi e rifornimenti.
La serata è ormai inoltrata e si pensa alla cena e al riposo.

L'indomani 17 luglio, ci svegliamo tutti pimpanti e curiosi di visitare la cittadina dal centro storico tardo medievale. Il personale del parcheggio ci fornisce la cartina della città ed alcune indicazioni preziose (ma non tutte ascoltate con attenzione!). Appena fuori il parcheggio c'è la fermata del bus per il centro. L'autista ci fa capire che per tornare ai camper la fermata è dall'altra parte della piazza.

La visita alla città si svolge piacevolmente tra monumenti tra i quali il Castello ed il Monastero di San Mang, negozi, gastronomia. All'Ufficio del Turismo otteniamo le informazioni su come arrivare ai Castelli di Ludwig che contiamo di visitare nel pomeriggio. Finita la visita al centro di Fussen, dopo un rapido rifornimento al supermercato vogliamo ritornare ai camper. Ma l'errore è sempre in agguato! Nessuno dei 6 adulti della comitiva, e naturalmente neanche i due ragazzi sedicenni che sono con noi e tanto meno le bambine, ha fatto caso al numero del bus che ci ha portato al centro. Ma ancora peggio ci rendiamo conto di non essere in grado di chiedere informazioni per tornare ai camper poiché non ricordiamo il nome del parcheggio. Più a gesti che a parole ci fanno capire che di parcheggi per camper ve ne sono più di uno.

La situazione diventa tragicomica. Non osiamo salire sugli autobus per paura di essere portati chissà dove. Nella piazza vi sono sei fermate diverse con diversi numeri di bus ogni fermata. Gli autisti, dovendo rispettare rigorosamente gli orari, non si fermano che pochi istanti e non hanno il tempo di ascoltarci. Nessuno sa o può darci indicazioni avendo noi stessi difficoltà a chiederle: sappiamo di essere in un paese più che civile e che prima o poi riusciremo a tornare ai camper, ma siamo ormai rassegnati ad una figuraccia da "cretini". Un tassista si indispettisce perché gli chiediamo informazioni sugli autobus. Occorre cercare qualcuno disposto ad ascoltarci e che abbia il tempo di capire cosa vogliamo.

In lontananza c'è un bus al capolinea! Forse l'autista fa proprio al caso nostro!
Cartina alla mano (inutile non sapendo dove andare) iniziamo con gli "indovinelli". Per far capire che vogliamo tornare al "camper platz" dove abbiamo i mezzi, mostriamo il biglietto dell'andata, speriamo che da quello l'autista possa capire da dove siamo venuti e dove vorremmo andare (Auguriamoci solo di non dovergli chiedere chi siamo!). Sembriamo Totò e Peppino De Filippo nella scena del film, quando a Milano, chiedono informazioni al vigile urbano milanese. Poi una specie di folgorazione! Lidl! Si il supermercato Lidl! Il Market di… (e li grandi pacche sulle scarpe), il Bus-stop (vocabolo composto coniato sul momento per indicare il deposito dei bus). La speranza è che non tutte le aree attrezzate per camper abbiano vicino un Lidl un grande negozio di scarpe ed un deposito di bus.

Bene, finalmente ha capito: "Ya! Ya!" Ma il grande libro delle corse dice che dobbiamo aspettare più di due ore, il prossimo bus è alle 15,30. Ma noi non possiamo aspettare tutto questo tempo! E i castelli di Ludwig quando li vediamo? Dovremmo anche mangiare qualcosa!
Intanto l'autista guarda l'orologio e ci chiede in quanti siamo. Forse (non proprio disinteressatamente) ha intenzione di aiutarci. E' disposto a fare "solo per noi" una corsa straordinaria. Gli paghiamo l'importo dei dodici biglietti che però finisce nelle sue tasche e via di filato mentre continua a guardare l'orologio. Al semaforo una signora alla guida di una macchina si attarda e lui, con una trasformazione da Dr. Jekil a Mister Hide grida parole indecifrabili che hanno proprio l'aria di essere imprecazioni: ha paura di non tornare in tempo per la corsa ordinaria.

In poco tempo siamo a destinazione e quando riconosciamo la via dove tra poco rivedremo il parcheggio ci lasciamo andare ad un applauso liberatorio. L'avventura si è conclusa bene e forse abbiamo pure salvato la faccia.
Si pranza velocemente e si parte per il primo tratto della Romantic Strasse da Fussen a Schwangau verso il villaggio dei Castelli reali di Ludovico di Neuschwanstein e di Hohen-Schwangau. Troviamo posto nel parcheggio a pagamento e ci dirigiamo alla biglietteria. E' ormai tardi per vederli entrambi ed in base al turni di visita disponibili possiamo vedere solo il Schloss Neuschwanstein che è il più alto dei due. Poco distante la biglietteria vi è la fermata del bus navetta che porta al castello (A pagamento. In alternativa una lunga scarpinata in salita.). L'ingresso al castello costa € 7.00 a persona e sul biglietto è segnato il turno di entrata con l'orario. Siamo costretti, prima di entrare, a trascorrere del tempo a girovagare tra le bancarelle di souvenir e ci consoliamo con l'unica certezza: l'orario di entrata è rispettato in maniera cronometrica. Alle 17,50 siamo dentro.

Il castello sfoggia una magnificenza che denuncia la "follia" del proprietario. Per fare un esempio la sala del trono sembra una chiesa. Alcune sale del castello custodiscono quadri, mobili, armi ed uniformi storiche risalenti sino al periodo nazista. Immersi nel verde delle foreste tedesche e circondati da laghi, i due castelli possono essere anche ammirati da postazioni panoramiche e da un ponte di ferro e legno.
Lasciato il castello la pioggerellina intermittente che ci ha accompagnato per tutto il pomeriggio diventa un acquazzone che ci sorprende in strada.
Presi i camper seguiamo il percorso della Romantic strasse indicato sulla casta e dirigiamo verso Halblech, poi Steingaden, Wildsteig, Rottenbuch, Peiting, Schongau, Hohenfurch ammirando l'amenità del paesaggio quasi fino a sera quando arriviamo a Landsberg am Leck.

Le preziose indicazioni trovate su una rivista ci portano al parcheggio n.2 lungo il fiume e vicino alla "Torre della Madre", a brevissima distanza dal centro dove ci fermiamo per la notte.
La mattina del 18 luglio due di noi vanno in avanscoperta per capire se è possibile continuare a sostare nel parcheggio. Trovato l'Ufficio del turismo nella Piazza municipale veniamo rassicurati e forniti di materiale informativo. Torniamo a prendere la "ciurma". Giriamo per le vie principali e ci spingiamo sino alle estremità centro storico per vedere la Porta di Landau, la Porta dei Fornai, e la Porta Bavarese. Le chiese del centro custodiscono dipinti pregevoli ed hanno magnifici altari.

Altra tappa prevista, lasciata Landsberg am Leck, era Augsburg. Per arrivarci si percorrono ancora belle strade dai paesaggi suggestivi e rilassanti. Meno rilassante però si dimostra il centro della città fondata dai romani e dedicata all'imperatore Augusto. Non riusciamo a trovare un parcheggio per i camper, non troviamo indicazioni di campeggi e di aree di sosta. Decidiamo di proseguire per Monaco di Baviera passando per Friedberg, ultima cittadina attraversata della Romantic Strasse.
Il 18 luglio di pomeriggio, prima di arrivare a Monaco, sulla segnaletica si evidenzia ricorrente "Dachau", il cui nome ci richiama verso un sentito atto di riverenza. La proposta della visita fuori programma al campo di concentramento è accolta rispettosamente subito da tutti.

Arriviamo all'ingresso ma è tardi. Decidiamo comunque di fermarci per la notte, trovando posto vicino ad un parco, dove prima, passando, avevamo visto degli altri camper fermi. Ci sistemiamo per la cena e la notte e rimandiamo la visita del campo all'indomani.
Il 19 mattina, al campo di concentramento oggi "Memorial di Dachau", si paga il posteggio ma l'ingresso è libero. I bambini che hanno visto "La vita è bella" di Benigni, riconoscono alcuni elementi: le baracche, il recinto di ferro spinato, i letti a castello di legno. Mia figlia mi chiede se è in questo posto che hanno fatto il film in cui quel bambino gioca a nascondino col suo papà… Cerchiamo di farle capire il possibile…, forse fra qualche anno riuscirà a comprendere anche il resto.

Gli adulti, tra una baracca ed un forno crematoio, forse ancora increduli di trovarci veramente in uno dei luoghi dell'orrore dell'olocausto, ci abbandoniamo a dei calcoli "agghiaccianti": 400 persone previste per ogni baracca che in realtà poi diventavano 1.800, per 30 baracche fa 54.000 persone contemporaneamente presenti in una estensione di terreno grande quanto quattro campi di calcio. E se facciamo il conto per quanti giorni, mesi ed anni ha funzionato vengono fuori numeri terrificanti. Poca consolazione sono in grado di suscitare le scritte di speranza poste sulle lapidi, e i sacrari delle chiese ebraica, cattolica, protestante, ortodossa.

Acquistiamo la pubblicazione: "Cosa avvenne a Dachau? - Un tentativo di avvicinarsi alla verità" del Dott. Giovanni Neuhauser Vescovo ausiliario di Monaco, testimone diretto per aver subito in quel campo, personalmente, la prigionia da parte della Gestapo. Il libretto apparso per la prima volta al XXXIVII congresso Eucaristico Mondiale nel giugno 1960, racconta la storia del campo di concentramento. Per una migliore possibilità di conoscenza e divulgazione della testimonianza è stato già tradotto in italiano, inglese e francese, in varie ristampe destina-te alle migliaia di visitatori di ogni nazionalità, religione, età, che ci ogni giorno percorrono in rigoroso silenzio i viali e gli ambienti.

Terminata la visita del Memorial di Dachau, lasciamo il campo con l'ultimo sguardo alla lapide sulla quale è inciso in tutte le lingue "Mai più". Pensosi ci dirigiamo verso Monaco alla ricerca del campeggio Talkirchen vicino lo Zoo.
A Monaco, il pomeriggio del 19 luglio, seguiamo la segnaletica con attenzione e finalmente arriviamo, senza difficoltà al campeggio dove ci sistemiamo. Dopo il pranzo, appena fuori il campeggio prendiamo prima il bus e poi la metropolitana che ci porta alla Marienplatz gremita di turisti.
Straordinari sono gli artisti da strada, musicisti, giocolieri, mimi, statue viventi, ecc.
Facciamo un giro panoramico per tutta la piazza in attesa di assistere al famoso gioco di campane della torre del Municipio. Percorrendo i portici incontriamo un quartetto d'archi che incanta i viandanti. Poi visitiamo il Duomo di Nostra Signora con il monumento funerario dell'Imperatore Ludwig di Baviera e la chiesa di St. Peter. Gironzolando per le vie arriviamo sino alla Hofbrauhaus, antica e famosa Birreria di corte. Torniamo alla Marienplatz, per riprendere la metropolitana e poi il bus che ci riporteranno al campeggio.

La mattina del 20 luglio si torna al centro per un giro più approfondito con visita a diversi monumenti tra i quali la chiesa Theatinerkirche e al grande parco Hofgarten, a Nationaltheater.
Concludiamo il giro al Viktualienmarkt, tradizionale mercato alimentare e di articoli vari dove approfittiamo del Biergarten per concederci dei panini con hamburger e crauti ed una grandiosa bevuta di ottima birra bavarese. Naturalmente… non resistiamo alla tentazione di trasformare i bei bicchieri in souvenir. Torniamo per le 15.00 in campeggio e ci organizziamo per la partenza alle 16.00 alla volta di Salisburgo.

AUSTRIA

A Monaco riceviamo notizie del quarto equipaggio della carovana con il quale concordiamo di incontrarci a Salisburgo al Terminal P+R di Salisburbo Sud. "Gattopardo", "Eta Beta" e "Piè Veloce" arriviamo all'appuntamento intorno alle 18.00. Troviamo ad attenderci "Marco Polo" che conosce già la città. E' arrivato anche lui dalla Sicilia facendo qualche tappa forzata. La sera del 20 luglio rimaniamo nel parcheggio per la cena ed il pernottamento.
Il 21 luglio è domenica. Al centro di Salisburgo i parcheggi sono gratuiti e c'è pochissimo traffico. Ne approfittiamo, raggruppando due equipaggi per camper ed andiamo al centro con due dei nostri mezzi che riusciamo a posteggiare con facilità accanto alla sede dalla Polizia. Attraversiamo il fiume Salzach percorso dai battelli a ruota e prima di arrivare al Duomo incontriamo una suonatrice di arpa (strumento alquanto strano da trovare in strada) che diffonde le delicate note tra i monumenti. Passando per al Duomo, invece, sotto il portico troviamo in terzetto di balalaike, ci dirigiamo per la visita della inespugnabile Fortezza Hohensalzburg, posta a 120 metri, sull'altura che domina la città, che raggiungiamo salendo a piedi.

All'ingresso siamo 12 persone e possiamo usufruire di convenienti biglietti famiglia cumulativi. Torniamo giù ed arriviamo sino al cuore della città vecchia, ed arriviamo alle Sigmund-Haffer-Gasse e alla famosissima Gereidegasse "tempestata" di splendidi negozi. Su questa strada un suonatore di bicchieri intona musiche del repertorio classico, lasciando i presenti sbalorditi. E' proprio vero: Salisburgo, la città del sale, è la città della musica e dell'allegria. Girovaghiamo ancora, pranziamo in centro e poi torniamo ai camper intorno alle 18.00. Poi, stanchi, ci prepariamo per la cena ed il pernottamento.

La mattina del 22 luglio usiamo i servizi gratuiti offerti per i camper dal Terminal per il carico e lo scarico. Sostiamo davanti un supermercato per rifornirci, poi con un camper una parte della comitiva ci dirigiamo in centro. Il lunedì è tutto più difficile: il traffico è intenso e muoversi con i camper è problematico perché non si trova posteggio. Riusciamo a fermarci e mentre alcuni rimaniamo sul camper altri visitano la Casa natale di Mozart. Dopo il pranzo e gli ultimi rifornimenti al terminal si parte per Linz. Lungo la strada sostiamo al grande magazzino Ikea e poi ci sistemiamo per la notte nell'area di servizio alle porte della città. Al mattino del 23 luglio, "Eta Beta" e "Piè Veloce" dopo i saluti proseguono per visitare Vienna dopo la quale rientreranno in Italia, mentre, "Gattopardo" e "Marcopolo" ci mettiamo in viaggio per Praga.

REPUBBLICA CECA - Praga

Si arriva con facilità al confine e si preparano i passaporti. Passiamo senza grandi formalità e acquistiamo la vignette. E' solo ora, dovendo cambiare la moneta, che si evidenzia il fatto che ci troviamo in un paese "un poco più straniero" degli altri.
Subito dopo il confine, si nota qualche "ragazza" sul ciglio della strada in attesa di clienti, poi passando per un piccolo e povero paesino rurale non ancora elettrificato, vediamo dei bambini che aiutano il padre a raccogliere il carbone per caricarlo su una vecchia carriola. Il manto stradale è sconnesso, ma dalle descrizioni degli autisti napoletani conosciuti a Salisburgo capiamo che il percorso è giusto.

Passiamo per Ceska Budrovice. Proseguendo le condizioni della strada migliorano e poi verso Praga inizia l'autostrada. Più vicino alla capitale è già tutto perfettamente "globalizzato", vediamo innumerevoli cartelloni pubblicitari, automobili nuovissime. Iniziamo a cercare l'uscita. Più avanti: - "Marcopolo" a "Gattopardo" prossima uscita "Praga Centrum". Subito ci rendiamo conto che non c'è una uscita vera e propria, l'autostrada entra in città e ci ritroviamo lungo le vie sulla rive della Moldava, passiamo davanti al Teatro Nazionale dal caratteristico tetto dalle decorazioni dorate. Poi cercando la zona per la sosta indicataci a Salisburgo dagli autisti napoletani saliamo nella parte alta di Malà Strana accanto allo stadio vecchio.

Preferiamo però tornare a valle e cerchiamo il campeggio sull'isola della Moldava di cui parla un articolo su una rivista di turismo itinerante. Si deve rientrare in autostrada ma quando siamo nei pressi del campeggio sulla strada Strakonicka procedendo in direzione sud non individuiamo la svolta e proseguiamo. Cerchiamo l'uscita per ritornare e percorriamo diversi chilometri. Rifacciamo tutto il giro e finalmente ripresa la strada Strakonicka un direzione centro entriamo nell'isola Cisarska Luoka sulla quale vi sono due campeggi e, superato il primo, troppo affollato e angusto, arriviamo nel Caravan Park Cisarska Luoka.
Nel campeggio ci sono solo camper quasi tutti italiani e qualche turista sistemato in bungalow. Sulla stradina di accesso c'è della ghiaia, ma l'intera superficie del campeggio è ri-coperta da un gradevole e fittissimo tappeto erboso. Alla reception veniamo registrati su un computer un poco obsoleto che però la ragazza di turno manovra con orgoglio.

Il campeggio è sede del Yacht club e vi è attivato un servizio di taxi boat che troviamo utilissimo per recarci in centro il successivo 24 luglio. Il battello passa accanto allo strano edificio moderno della Nazionale Nederlander "La Casa Danzante" sul lungargine Rasin, lungo il quale vi sono degli splendidi edifici liberty, e ci lascia nei pressi del Teatro Nazionale, da cui è facilissimo girare a piedi tutto il centro storico. Arriviamo presto su Ponte Carlo su quale ci soffermiamo, di tanto in tanto, ad ascoltare i musicisti da strada o a curiosare sulle varie bancarelle. Seguendo un flusso interminabile di turisti, attraversando la Torre della città Vecchia, entriamo a Malà Strana. Passando davanti l'Ambasciata Italiana, che individuiamo con piacere, saliamo al Castello ed alla Cattedrale di San Vito che visitiamo. All'uscita, davanti la Porta d'Oro i parapioggia che non lasciamo mai sono provvidenziali. Ci ripariamo poi sotto il portico all'uscita del complesso monumentale del castello perché la pioggia diventa troppo intensa. Su Ponte Carlo, i musicisti, come le lumache dopo la pioggia, sono tornati al loro posto. Notiamo un caratteristico vecchietto, con tanto di cappello da Buffalo Bill, che si alterna al sax ed al trombone con grande maestria.

Poi torniamo all'attracco del battello che in breve tempo ci riporta al campeggio. Intanto è pomeriggio inoltrato, in centro, tra una visita e l'altra, abbiamo pranzato velocemente con dei panini: ci prepariamo quindi per una cena un poco più consistente seduti fuori a tavolino, considerato che il "tempo tiene".
Il 25 luglio, svegliatici con comodo, torniamo al centro in battello e dirigendoci verso Staré Mesto arriviamo alla piazza della Città Vecchia con il Vecchio Municipio con la torre ornata dallo splendido Orologio Astronomico e la chiesa della Vergine Maria del Tyn. Assistiamo allo spettacolo dell'orologio, ed ascoltiamo alcuni musicisti da strada. Poi percorriamo diverse vie lasciandoci attrarre ai negozietti, arriviamo al cimitero ebraico, passiamo sotto la Torre delle Polveri, torniamo verso piazza Venceslao, rimaniamo ad assaporare l'atmosfera praghese.

Nelle vetrine delle vie più vicine alla città nuova è un susseguirsi di marchi alla moda. Mc Donald colpisce ancora! E colpisce anche noi, che ci concediamo uno spuntino (si fa per dire: non è che poi sia questa grande goduria! E della mucca pazza che notizie avete?).
Torniamo in campeggio pernottiamo e l'indomani 26 luglio partiamo. Prima di lasciare Praga siamo curiosi di trovare Ikea. Dopo alcuni tentativi arriviamo nella zona commerciale che ci stupisce. E' una vera città di strutture commerciali. Il gruppo di grandi edifici attorno Ikea è costituito da meganegozi di abbigliamento, articoli sportivi, elettrodomestici, ecc. ed un enorme supermercato Tesco che è aperto 24 ore su 24. I prezzi? Perfettamente in linea con il resto d'Europa.

Nel pomeriggio ci mettiamo in cammino per tornare verso l'Italia, via Germania. Sull'autostrada, incontriamo dei rallentamenti dovuti a lavori, che ci fanno perdere più tempo del previsto. Arriviamo all'ultima stazione di servizio, prima del confine tedesco, dove cerchiamo di spendere le ultime corone rimaste nelle nostre tasche ed acquistiamo dell'ottima birra. Attraversiamo il confine senza alcuna formalità da parte della polizia ceca che non vuole neanche vedere i passaporti e, convinti che poco dopo possiamo sostare per la notte proseguiamo, ma troviamo la prima stazione di servizio solo a notte inoltrata quando la stanchezza ha messo a dura prova la nostra resistenza.

AUSTRIA

Al mattino del 27 luglio ripartiamo dalla Germana verso l'Austria e, per l'ora di pranzo siamo nei pressi di Wattens, dove sostiamo al parco museo Swarovski. Poi si prosegue fino alle porte di Trento dove sostiamo per la notte.

ITALIA

La mattina del 28 luglio dopo le operazioni si scarico e rifornimento al Camper Service di Trento si parte per San Marino dove arriviamo nel primo pomeriggio.
Sostiamo nel parcheggio sotto la funivia e saliamo a visitare la città alta. La sera ceniamo in pizzeria e torniamo ai camper per il pernottamento. Al mattino del 29 luglio si fa un altro giretto in centro e poi dopo il pranzo si passa da San Leo. Il piccolo centro poco distante da San Marino è delizioso. E' possibile sostare nella piazza poco distante la Cattedrale che ispira assoluta serenità. Poi saliamo al castello famoso per essere stato la prigione di Giuseppe Balsamo ovvero Cagliostro. La sera a cena integriamo quanto ancora è nelle nostre dispense con delle gustose schiacciate del luogo. Dormiamo in assoluto silenzio ed il giorno dopo, espletate le operazione di rito nel locale camper service, ripartiamo per Roma.

Nel pomeriggio del 30 luglio, sotto un cielo minaccioso di pioggia arriviamo nel grande parcheggio di Ikea, lungo il G.R.A di Roma. E' già sul posto "Piè Veloce" e dopo di noi: "Marco Polo" e "Gattopardo", arriva anche "Eta Beta". Si ricostituisce così il convoglio dei 4 camper che proseguirà fino in Sicilia dopo la sosta notturna sulla Roma-Napoli. Il 31 luglio si parte per una tappa unica per Villa S. Giovanni e dopo aver traghettato di arriva fino a Capo d'Orlando nella tarda serata.

A Capo d'Orlando ritrovato il sole siciliano trascorriamo primo giorno di agosto al mare. Il 2 agosto torniamo a casa.