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Questo che leggerete è il mio diario di
bordo dell'ultimo viaggio fatto dalla mia famiglia, composta
dalla sottoscritta Eleonora, mio padre Paolo, mia madre Ida
e mio fratello Marco e naturalmente con il nostro fedelissimo
motorhome Arca Freccia.
La destinazione, decisa da più di un mese, è la Germania e precisamente
la Romantische Strasse, la Foresta Nera e il Lago di Costanza.
L'appuntamento è fissato per il pomeriggio del 9 di agosto a
Trento con Nuccio, Sabrina, Adriana e Simone nostri compagni
d'avventura in terra germanica. Loro erano partiti la mattina
del giorno prima direttamente da Palermo, ci raggiungono dall'altra
parte dell'Italia in meno di 34 ore.
10 agosto
Dopo aver acquistato la vignette (validità 10 giorni) usciamo
dall'Italia attraverso il Brennero, ingresso in Austria alle
12,30. Proseguiamo in autostrada direzione Innsbruck ammirando
lo splendore del verde del paesaggio intorno a noi.
Sostiamo in uno spiazzo per mangiare e poi proseguiamo direzione
Germania.
Paghiamo un altro pedaggio perché attraversiamo il ponte Europa;
entriamo in Germania lasciamo l'A12 nei pressi di Zirl e prendiamo
la statale E533 direzione Garmisch-Partenkirken, attenzione
perché ad un certo punto un piccolo cartello consiglia di imboccare
una stradina a destra che porta alla statale E60; percorso consigliato,
anche se si allunga di almeno 25 Km, ai Tir, ai camion e naturalmente
anche ai camper. Il motivo lo abbiamo capito subito dopo: per
alcuni Km si sale in prima !!!
Giungiamo a Garmisch nel primo pomeriggio, ci fermiamo al parking
dello stadio olimpico e durante la visita del paese ammiriamo
una moltitudine di case abbellite con veri e propri affreschi.
Regnano la pulizia e la tranquillità. Rientriamo in serata che già inizia a piovere e quella sarà una pioggia che ci accompagnerà per ben 2 giorni consecutivi, mentre già giungono
dai nostri familiari rimasti a Palermo notizie preoccupanti di
alluvioni a Dresden a Praga e in Austria.
11 agosto
Riprendiamo il viaggio di buon mattino, giungiamo a Fussen e
ci fermiamo in uno dei tanti parcheggi lì presenti, prendiamo proprio vicino al parcheggio un piccolo fuoristrada che porta fino al castello, questi trasporta fino ad un max di 16 passeggeri, ma un
po' più in alto vicino alla zona dei negozi di souvenirs si può prendere un
pulmann il cui costo del biglietto è la metà rispetto a quello
del fuoristrada.
Dopo un attesa molto lunga, sempre sotto la pioggia, entriamo nel castello di
Neuschwanstein risalente al 1867 dove ammiriamo lo splendore
dei decori e dei dipinti delle stanze di Ludwig II ; il castello
così fiabesco ricorda molto il castello del cartone Disney
"La bella addormentata nel bosco".
Riprendiamo nel tardo pomeriggio sotto una fittissima pioggia il nostro viaggio e giungiamo a
Schongau; il parking è gratuito, dotato di servizi toilette, carico e scarico ma chiusi a chiave; le chiavi vengono distribuite (a pagamento) dalla piscina comunale che si trova qualche centinaio di metri più avanti.
Una camperista tedesca, molto cortesemente, ci ha aperto i lucchetti, così abbiamo potuto caricare i serbatoi, mentre per lo scarico nessun problema: abbiamo trovato l'unica griglia a terra di tutta la Germania; tutti gli altri scarichi tedeschi sono del tipo a cassetta rialzata da terra e quindi scomodissima per chi ha lo scarico tipo "nautico"; ma
il problema viene risolto: Nuccio prima di partire aveva acquistato a
Palermo il tubo in gomma flessibile e allungabile della Fiamma e alcuni confezioni di tubi plastificati "usa e getta" sempre
della Fiamma.
Quel pomeriggio era stata organizzato nella piazza del paese
un mercatino con prodotti tipici locali. Sotto ai gazebi troneggiavano invitanti botti piene di birra (ottima !) e poi angoli con degustazione di wurstel e crauti.
Purtroppo la pioggia, insistente, aveva scoraggiato gli abitanti del paese a mettere il naso fuori dalla porta e così ci
ritrovammo ad essere praticamente gli unici visitatori di questo
delizioso mercatino;
alcuni simpatici (e forse anche un pò gonfi di birra) venditori
ambulanti ci invitavano ad entrare in un tendone dove un trio
si esibiva con costumi tipici locali e suonavano con strani strumenti
(una somigliava ad una cornamusa) una musica allegra e coinvolgente,
i 4 ragazzi del nostro gruppo hanno fatto una foto insieme.
Visitiamo la bella chiesa e facciamo un rapido giro del paesino,
molto bello, ma la pioggia ci costringe a ritornare ai camper
e ad andare a letto prima del solito, e a causa del freddo (10
gradi), ad accendere per un pò la stufa.
12 agosto
Piove, oramai, ininterrottamente da 48 ore, terribili notizie
di alluvioni provengono da Dresden, ma la mattina un timido sole
compare dietro le nuvole, ciò ci rincuora e riprendiamo sempre
lungo la Romantische Strasse il nostro viaggio giungendo in breve tempo a
Landsberg dove abbiamo potuto visitare la bellissima e decoratissima chiesa barocca, molto interessante la stadtmitte ma anche la zona che scorre accanto al
fiume.
In giornata raggiungiamo Augsburg dove ammiriamo il quartiere dei poveri di
Fuggerei risalente al 500, la fontana dell'imperatore romano Augusto, la chiesa di
Ulrich (anche questa barocca) e la chiesa di S. Anna.
Nel tardo pomeriggio arriviamo ad Ulm, parcheggiamo in un comodissimo parcheggio, gratuito, asfaltato ben illuminato con servizi, carico e
scarico (a pagamento) vicino alla fermata del tram e ai bordi di un bellissimo parco con
bellissimi giochi per bambini e un laghetto stracolmo di papere.
13 agosto
Di buon mattino ci spostiamo con il tram e andiamo a visitare
la splendida cattedrale in stile gotico (il campanile è il più alto
del modo) e l'orologio astronomico nella facciata ovest del municipio
(rathaus), infine visitiamo il museo del pane.
Decidiamo di lasciare la Romantische Strasse e imbocchiamo la A7, arriviamo in un paio di ore nel bel parcheggio per soli camper di
Rothemburg ob der Tauer; subito ci incamminiamo per la
visita del più bel paese della Germania (a mio parere e fra tutti quelli che abbiamo visto); All'ingresso del paese troviamo la fortezza, e saliamo sulle antiche mura della città.Proseguiamo
lungo l'antico percorso delle sentinelle, godendoci lo spettacolo
che ci offre la vista dall'alto.
Una volta scesi abbiamo il tempo di sbizzarrirci girando i negozi
di addobbi prettamente natalizi e anche il negozio degli orsi.
14 agosto
Il mattino seguente rientriamo nuovamente a Rothemburg O. D.
T. per comprare alcuni souvenirs; a tal proposito abbiamo
potuto constatare che il negozio con i prezzi più bassi è quello che c'è proprio
di fronte l'ingresso principale del duomo.
Giungiamo in piazza e saliamo le numerose e sempre più strette e ripide scale del
Rathausturm, per poi ritrovarci ad ammirare lo spettacolo di quella città dall'alto (non meno di 100 metri).
Le case meritano una menzione a parte, sono tutte perfettamente ben tenute, risalgono ad un
periodo databile tra il 600 e primi 800, ma è l'atmosfera che si respira soprattutto la
sera che ci fa sentire in un posto dove il tempo si è fermato
e si ha la sensazione che da un momento all'altro da una di quelle
case possano uscire gnomi e fate.
Nel tardo pomeriggio ci spostiamo ad ovest, riprendiamo la A7 poi la A6 e ci dirigiamo ad
Heidelberg, dove l'unico posto dove poter pernottare è al
parcheggio dei pulmann, adiacente una trafficata e rumorosa strada
lungo le sponde del limaccioso Neckar, e per di più lontano
dal centro; decidiamo di cercare qualche altro parcheggio, alla
fine dopo un paio di ore sostiamo al parcheggio della stazione
della funicolare, sulla collina vicino al castello in luogo tranquillo,
senza nessun servizio ma con una fontana d'acqua freschissima;
la stessa sera visitiamo il castello illuminato e assistiamo,
in parte, ad un opera lirica in inglese.
15 agosto
Il custode, cortesemente, ci invita a sloggiare perché quello è un parcheggio per soli
pulmann, ci informa che 200 metri più su è possibile sostare per la notte in un parcheggio a pagamento,
si tratterebbe dell'unico parking dove i camper non siano sgraditi in questa città e ci consiglia di sostare lì anche
perché a 200 metri si può prendere la funicolare, unico modo agevole per visitare giù a
valle la stadtmitt.
Scendiamo giù verso il grande fiume pieno di battelli e ci rendiamo subito conto che il custode aveva perfettamente ragione: la città, purtroppo, la vediamo passare sotto i nostri occhi, dai finestrini dei
camper; peccato, perché si intuisce che è veramente una bella città con
un centro storico che meriterebbe una visita molto accurata.
Ma è ferragosto !!! ci fermiamo in un area alberata, lontana dal traffico e dai sguardi severi dei tedeschi; dietro due alberi arrostiamo salsicce e
wurstel e su di un fornello da campeggio friggiamo 2 chili di patate.
Due tavoli, otto sedie e buon ferragosto anche ai tedeschi che ci guardano con un pò di curiosità.
Alle 17,30 arriviamo al museo all'aria aperta (appena all'inizio
della Foresta Nera), ma non facciamo in tempo perché chiude alle
18,00. Ceniamo sui tavoli in riva al fiume e dormiamo nel parcheggio
del museo.
16 agosto
Alle 10,00 entriamo nel museo , rimaniamo affascinati nel vedere la ricostruzione della vita degli abitanti della
Foresta Nera dal 500 al 1960.
Pranziamo con dei panini fuori dal museo. Una particolarità della
Germania sono gli orologi a cucù. Abbiamo anche visto il più grande
di tutta la Foresta Nera.
Nel tardo pomeriggio arriviamo a Triberg, dove per la
sosta notturna, si consiglia di parcheggiare presso il comodo
parking della Volksbank, mentre per una semplice sosta, il tempo
utile per la visita delle cascate, si consiglia parcheggiare
presso il parcheggio dei pulmann, nella parte più alta del paese
a 200 metri dall'ingresso per la cascata.
Dopo l'incredibile scarpinata per poter vedere da vicino le cascate riprendiamo il cammino all'interno della
Foresta Nera, giungiamo a Donaueschingen, dove il parcheggio
per soli camper è stato
abolito. E' possibile sostare ma si può pernottare solo nei pressi
del parking del castello, molto piccolo, insieme alle auto. Ma
del pozzetto per lo scarico e la fontanella segnalati presso
tutte le guide specializzate neanche l'ombra!
Dopo una rapida visita al castello di Donauschingen dove, dicono, ci siano le sorgenti del Danubio ci dirigiamo a
Titisee dove è possibile pernottare e sostare solo in
un parcheggio a pagamento (10 euro).
17 agosto
Di buon mattino entriamo in paese e giriamo il lago omonimo sul
battello (elettrico come tutte le barchette del lago o a pedali).
Le informazioni sono in tutte le lingue tranne che in italiano,
ma non importa perché il lago è così bello che le spiegazioni
non servono; durante la traversata abbiamo anche notato, adagiati
sulle sponde, 2 campeggi stracolmi di camper e tende.
Giungiamo per l'ora di pranzo a Friburg e ci dirigiamo al grandissimo
parcheggio all'ingresso della città adiacente la fermata del
tram. Il parcheggio era pieno di roulotte di zingari.
Friburg presenta influenze latine che notiamo anche nella cattedrale gotica, per mezzo dei gargoiles (presenti anche a
Notre-Dames de Paris), visitiamo poi la chiesa di St. Johannus e gustiamo un ottimo gelato in un bar italiano.
Ma fa caldo, e troviamo un pò di refrigerio immergendo i piedi nella gelida acqua che scorre sui canaletti che raccolgono l'acqua piovana della città.
In serata giungiamo sul lago di Costanza a Meersburg, dove
ci sono 2 parcheggi: il primo, più vicino al paese, ma più piccolo con
punto scarico, carico e servizi toilette, l'altro a 50 metri + grande ma
presidiato da camperisti che con i loro tendalini sedie e tavoli avevano
occupato oltre ogni buon senso civico tutto lo spiazzale.
18 agosto
Le nostre intenzioni erano di fare il bagno nel lago, ma
ci accorgiamo che l'acqua è troppo fredda: desistiamo.
Visitiamo il paese, ammirando la particolarità dei negozi, le casette i vicoli stretti e caratteristici, la parte più alta è dominata dal castello, da un imponente palazzo e un bellissimo giardino dall'alto del quale si ammira gran parte del lago di
Costanza, le stradine sono piene di turisti, e questa è, a parer mio , dopo naturalmente Rothemburg O. d. T. , la più bella
cittadina da noi visitata in Germania.
Dopo aver visitato anche gli angolini più nascosti di Meersburg ci dirigiamo a
Lindau e pernottiamo nel più bel parking da noi visto
in Germania, molto grande, sull'erba con una discreta ombreggiatura,
con carico e scarico (a pagamento) con bus navetta gratuito per
il paesino.
19 agosto
Ci dirigiamo con il bus sull'isolotto lacustre di Lindau dove
ammiriamo lo splendore del Rathaus, interamente dipinto. Poi
il faro, la statua raffigurante un leone all'ingresso del molo,
all'orizzonte potevamo vedere le altre sponde del lago, quella
austriaca e quella svizzera, sulla piazza del porto migliaia
di turisti, comodamente seduti, vicino ai biergarten contemplavano
la tranquillità del lago e i battelli provenienti dagli altri
porti.
La nostra avventura tedesca finisce qui; nel primo pomeriggio varchiamo il confine austriaco e ci dirigiamo a
Innsbruck.
Osservazioni e commenti:
Non è raro trovare il gasolio sotto gli 80 centesimi, quindi
ben al di sotto dei costi italiani, le autostrade sono tutte
gratuite e in buono stato, con numerose piazzole ombreggiate
per la sosta, tutte dotate di servizi wc, fontanelle, panchine
e tavoli in legno.
Le indicazioni sono numerose e abbastanza precise sia nelle città che
sulle strade.
Stadtmitte e zentrum significano la stessa cosa, e cioè "centro città".
In Germania il camper è molto diffuso, logico, quindi che i comuni
si siano dotati da tempo di ampie piazzole, quasi tutte dotate
di punto carico, scarico e servizi toilette.
Il senso civico dei tedeschi è molto forte, soprattutto alla guida; sulle autostrade i camion non vanno oltre i 100-110 km orari, raramente sorpassano e poi ho notato una cosa mai vista in Italia: alla fine del sorpasso segnalano con gli abbaglianti quando si può rientrare
sulla corsia di destra.
In Germania tutti si fermano allo stop, sulle strisce per far passare i pedoni, al giallo del semaforo e nessuno usa il clacson.
A parte Heidelberg, splendida città ma decisamente inospitale
verso i camperisti, e la zingarata di Merrsburg, ovunque abbiamo
trovato comodi e ampi parcheggi.
In 10 giorni non abbiamo visto l'ombra del più piccolo incidente mentre nei giorni "italiani" almeno
una dozzina.
Eleonora Corsini
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