Diari di viaggio

Francia 2002

6-26 luglio

 

EQUIPAGGIO: io Ernesto (pilota), mia moglie Rosa (navigatrice e organizzazione), e i miei tre figli: Maurizio (24 anni, co-pilota ed interprete in lingua francese), Daniela (19 anni, umorista) e Dario (14 anni, interprete in lingua inglese).

MEZZO DI TRASPORTO: Motorhome Arca America 618 New Deal - 2.5 T.D.

KM. PERCORSI: 6.540

SPESA CARBURANTE: € 646,80 (11 km./litro)

SPESA PEDAGGI, TRAFORO E TRAGHETTAMENTO: € 246,20

ALTRO: € 1382,41

IL VIAGGIO


Sabato 6 luglio - Tappa di spostamento (km. 731)

Dopo mesi di ricerche su informazioni varie sui territori scelti per il nostro itinerario e relativa pianificazione (risultata poi utile), finalmente si parte alla volta della Francia.
Alle ore 12:00 in punto si parte e tranne le soste per i pasti, un gelato ed il traghettamento, ci fermiamo per la sosta notturna presso l'Area di Servizio Angiolina Est (A 30) in compagnia di altri camper.


Domenica 7 luglio: Tappa di spostamento - IMOLA (km. 543)

Sveglia alle 7:00 si riparte dopo la colazione alle ore 9:00.
Ad Orte lasciamo l'A1 e prendiamo la SS 3 bis (E45) e decidiamo di fare prima tappa ad Assisi.

Piccola annotazione su Assisi: gradevole e mistica la cittadina, ma stridono e si contrappongono all'atmosfera religiosa del luogo le vetrine, decisamente di cattivo gusto (in bella vista magliette con scritte volgari), di alcuni negozi della strada principale.

Alle 17:30 si riparte e decidiamo di fare una breve tappa da mio fratello ad Imola (BO). A Cesena imbocchiamo l'A14 e alle 22:10 usciamo al casello di Imola.
Dopo i saluti, i blablabla e quant'altro (ivi compreso un buon gelato artigianale a mezzanotte) si va a letto.

N.B. Chi va a Imola, magari per il Gran Premio di San Marino (Formula 1 di automobilismo), sappia che si possono gustare ottimi gelati artigianali al North Pole (nei pressi dell'autodromo - Parco delle Acque Minerali).


Lunedì 8 luglio: Imola - RIVOLI (km 400)

Si decide di trascorrere la mattinata ad Imola e ripartire nel pomeriggio dopo aver rivisitato luoghi caratteristici nelle vicinanze (il parco delle Acque Minerali con l'annesso circuito di F1 Dino Ferrari, la Rocca Imolese, il castello di Dozza, nonché la caratteristica omonima cittadina tutta tappezzata di murales di ottima fattura. Dopo aver fatto la spesa presso uno dei grandi supermercati delle vicinanze, alle 18:00 lasciamo Imola e alle 0:30 ci fermiamo presso l'AS di Rivoli (TO) a pochi km dal Traforo del Frejus.

Attenzione: nell'A.S. prima di Rivoli, dove ci siamo fermati per cenare, siamo stati assaliti da milioni di zanzare, tanto che abbiamo dovuto ricorrere all'uso di insetticidi spray per l'abitacolo e spalmarci addosso apposite creme repellenti. La cosa "comica" è che, entrati poi nel bar al nostro allarme, tutti restano tranquilli e la barman ci risponde che da quelle parti è normale in estate (anche dentro il bar vi erano centinaia di zanzare svolazzanti).


Martedì 9 luglio: Tappa di spostamento (km. 667)

Solita sveglia alle 7:10 e alle 8:55 dopo colazione, partenza per un'altra tappa di avvicinamento verso Fontainebleau (nostra prima tappa in terra di Francia). Vedo un cartello che indica che nell'area di servizio c'è la possibilità di scaricare, chiedo al benzinaio (veramente sveglio!!!) e questi, in lingua locale dopo avermi guardato allucinato (tipo i personaggi di Verdone) mi dice che non lo sa e che era lì solo da tre giorni. Non mi rimaneva che cercarmelo da me ma, manco a dirlo: non ho trovato nulla! Non eravamo ancora all'orlo, quindi ripartiamo e arriviamo al Traforo del Frejus. Dimenticavo un piccolo particolare: da Torino al Frejus ho pagato ben tre volte il pizzo, pardon il pedaggio (€ 1,20 + 3,60 + 4,70). All'ingresso della galleria di confine paghiamo il pedaggio (€ 33,80) e ci avviamo nel cuore della montagna, Dopo circa 7 km. siamo in territorio francese e dopo altri 6 km. usciamo dal tunnel.

Proseguiamo poi nella A43 per Chambery. Alla prima AS (Aire de l'Omble) ci fermiamo (ma non per fare carburante) e nell'apposita area per autocaravan scarichiamo le acque reflue e carichiamo i serbatoi d'acqua (gratis). Visione fugace al tormentoso fiume Arc che costeggia l'autostrada e via.
Dopo circa 150 km di autostrada usciamo e proseguiamo per le strade normali (statali, provinciali; ecc.) viste le tariffe applicate in Francia agli autocaravan (praticamente uguali a quelle degli autocarri). E poi le strade in Francia sono assolutamente idonee, senza buche e rattoppi vari (proprio come in Italia!!!).

Senza parlare poi dei panorami e caratteristiche dei vari luoghi e dei centri abitati che man mano si incontrano, altrimenti non visibili.
Si prosegue attraverso l'ottima N75 per Bourg en Bress, alle 13:24 usciamo e ci dirigiamo verso Aoste per il pranzo. Da lì a poco trovo un piccolo slargo in riva ad un fiumiciattolo, posteggio e rimaniamo sul posto fino alle 15:15 non prima di aver raccolto un bel mazzo di fiori di bosco per mia moglie: bacino di rito e via.
Ritorniamo nella N75 e presso Morestel facciamo una sosta nel locale ipermarchè per la spesa e per fare il pieno di carburante. A proposito a fronte dei € 0,87 e più al litro nei distributori di carburante, negli ipermercati (specifici distributori interni) il diesel costa in media € 0,72-0,73/l: un bel risparmio.

Attenzione ai segnali stradali. Spesso ce n'è solo uno e posizionato malamente (in basso). Se non si sta attenti agli svincoli, la strada da percorrere può diventare molto più lunga del preventivato. Ed è proprio per questo che i francesi hanno previsto lungo i percorsi, delle rotatorie dove alle varie indicazioni vi è il cartello TOUTS LE DIRECTION: ciò consente di ritornare nella direzione smarrita in precedenza (una distrazione costa solo una ventina di km. o poco più. Pensate che se si sbaglia di più si può entrare nei guinness dei primati, non solo nel senso di record). Ciò giustifica che per tutta la strada non siamo riusciti a localizzare neanche una area per camper. Ogni tanto si vedeva un cartello che indicava "a 5 km camping BIBIBI"; dopo……. il nulla. Chi legge non pensi che io sia cecato: la mia vista, almeno ora, è ottima e poi gli osservatori eravamo due e, a volte, persino tre.

Imbocchiamo la N79 in direzione di Macon, poi la N7 presso Vilnev dove ci fermiamo per la cena. Poi altri 150 km. e quindi, 17 min. dopo la mezzanotte, sosta per la notte in una tranquilla piazzola in compagnia di altri autocaravan.


Mercoledì 10 luglio: Arrivo a FONTAINEBLEAU - PARIS (km 270)

Ore 8:22 si parte alla volta di Fontainebleau dove arriviamo dopo circa 80 km. troviamo un posteggio antistante la piazza dell'ex residenza di Napoleone, muniti di telecamera e macchina fotografica ci avviamo all'ingresso. Paghiamo € 5,50 a cranio ed iniziamo a visitare i cosiddetti "Grands Appartaments". Dopo la visita degli interni alla scoperta di ogni minuzia da filmare o fotografare come sfondo ai "protagonisti" (la mia famiglia), passiamo alla visita del bel parco attiguo. Affermo che vale la pena, prima di andare a Parigi, visitare la residenza estiva dei Re di Francia.

Pranziamo nel camper con la vista della Reggia: eccellente ed esclusiva veduta. Alle 15:15 ripartiamo alla volta di Provins; imbocchiamo prima la N36 quindi la N19 e, dopo poco più di un ora, arriviamo a destinazione ma scopriamo che gli spettacoli medievali e quelli dei rapaci erano in "edizione minore" nei giorni feriali; per "la guerra" si doveva, invece, attendere la domenica. Decidiamo quindi di rimandare ad una prossima volta questa tappa e puntiamo su Parigi. Ivi arrivati dopo h. 1,15' ci troviamo immersi in code interminabili di auto. Un traffico allucinante e nessuno in grado di indicarci la strada per Bois de Boulogne dove è allocato il campeggio.

Dopo più di un'ora e mezza e non so quanti km in mezzo ad una delle bolge più allucinanti che mi siano mai capitate, finalmente si arriva al campeggio. Appare subito che si tratta di un campeggio di qualità scarse (anche in riferimento del prezzo di circa 42 € al giorno per una sottospecie di piazzola non molto pianeggiante, senza elettricità né acqua), con servizi igienici non impeccabili e senza un'idonea illuminazione, ma è il più vicino per approdare alla stazione metro di Porte Maillot da cui iniziare il girovagare per Parigi.

N.B. Per evitare d'incappare nella medesima situazione, arrivando dall'Italia, prima di arrivare a Parigi imboccare l'A6 (gratis a ridosso della città), dirigersi verso il Boulevard Périférique (direz. Ovest, Port d'Issy) e prendere l'uscita per Boulogne, dove finalmente non è più difficile trovare il campeggio.

Alla reception ci chiedono quanto dobbiamo sostare e ci fanno pagare anticipatamente. Anche qui lo sconto Federcampeggio non è praticato: pago quindi il prezzo pieno di circa € 125,00 (x 3 notti).
Ci sistemiamo nella piazzola assegnata, un po' lontana dall'ingresso ma in compenso pianeggiante e nei pressi dei servizi igienici e, dopo una doccia tonificante, decidiamo di dare una prima occhiata alla Parigi by night.

Prendiamo il bus navetta la cui fermata si trova nello slargo antistante l'uscita del campeggio e con "soli" € 1,60 a testa per meno di 4 km. di strada periferica, praticamente interna al grande parco, ci lascia a Porte Maillot in una grande piazza dove c'è l'hotel grattacielo La Fayette e le Palais des Congres.
Entriamo nella vicinissima stazione del metro e ci indirizziamo verso la Torre Eiffel. Dalla fermata percorriamo a piedi poca strada e tra gli alberi intravediamo la costruzione di ferro tutta illuminata e con un faro posto alla sua sommità.

Arriviamo quindi proprio sotto la Torre e lì ne ammiriamo la maestosità. Rimaniamo in luogo, poi tentiamo di metterci in coda per salire ma niente da fare: c'è troppa gente in coda alle quattro postazioni e tra l'altro dovevamo ancora cenare. Optiamo per stare qualche altro minuto. Acquistiamo dei panini farciti alla modica cifra di € 4,5 cad., qualche lattina di cola e via al campeggio.


Giovedì 11 luglio: prima maratona de Paris

Purtroppo non sto bene e si parte un po' tardi. Alle 10:30, dopo aver comprato un carnet di biglietti (10) per il bus navetta, lasciamo il campeggio alla volta delle molteplici mete, ben forniti di mappe, libri e cartine varie sia della città che delle linee metro e RER, nonché dei monumenti di Parigi. Prima tappa il Pont Neuf dove sul margine sinistro acquistiamo in una delle bancarelle delle cartoline e dei disegni raffiguranti i simboli della città.

Decidiamo di iniziare la visita di Parigi dall'Ile de la Citè come a risalire simbolicamente alle origini della città: fu infatti proprio qui che vi fu il primo insediamento umano di quell'agglomerato che sarebbe poi diventato Parigi. Percorriamo il ponte, proseguiamo quindi verso la Conciergerie, poi alla volta della Sainte-Chapelle: gioiello dell'architettura gotica di Parigi, quindi del vicino Palazzo di Giustizia. Torniamo indietro e ci dirigiamo verso la cattedrale di Parigi. Arrivati al cospetto della grande piazza di Notre-Dame dove a parte la bellezza della chiesa gotica e l'armonia delle proporzioni della stessa, ci si incanta per la presenza di migliaia di passerotti che vengono a beccare briciole di pane o cracker a flotte dalle mani delle persone.

Tra tutti spicca una bimba, il cui genitore ha messo briciole nelle due mani e persino in testa, invasa da decine e decine di uccelletti affamati. Ovviamente la bimba diventa oggetto di interesse fotografico di quanti eravamo lì in quel momento. Via per la visita della chiesa.
All'uscita visitiamo gli altri lati della chiesa tutti meritevoli di approfondita ammirazione: il magnifico rosone della facciata principale e l'abside.

N.B. Chi va a Notre-Dame non tralasci la salita al campanile per godere di un panorama unico da 70 metri d'altezza: solo da qui il centro storico di Parigi, infatti, appare veramente vicino, sembra quasi che si possa toccare con le mani.

Poi, torniamo verso il Pont Neuf, "salutiamo" la statua di Enrico IV e scendendo la scalinata fino al pontile dei battelli per il suggestivo giro sulla Senna (costo € 9,00 a cranio). Durante la rilassante traversata numerose foto e riprese uniche, dal basso, con lo sfondo dei più famosi monumenti parigini. Dopo circa un'ora si ritorna all'approdo e dopo aver lasciato la mancia al "cicerone" che ci ha spiegato i vari luoghi in madre lingua (senza aver capito un accidenti), scendiamo. Dopo un fugace pranzo, proseguiamo il nostro girovagare con l'obiettivo di vedere quanto più possibile. Ci si avvia verso il Louvre e lì si rimane a scrutare le varie statue e le architetture esterne molto a lungo (vista la enorme mole della costruzione).

Arrivati poi alla Grande Piramide di vetro si opta per una panchina, considerata la stanchezza della mattinata. Dopo esserci riposati, consultando la cartina della città si decide di avviarci a piedi verso i Campi Elisi e l'arco di Trionfo. Usciti dal Louvre, nella piazza antistante appare l'Arc du Carrousel. Usciti definitivamente dal Louvre si attraversa il grande Jardin des Tuileries che termina sulla Place de la Concorde dove al centro si eleva maestoso, con i suoi 23 metri, l'Obelisco di Luxor che diviene mira della nostra videocamera. Suggestive risultano anche le due fontane, color verde e oro, che lo fiancheggiano.

Attraversiamo la piazza e sulla destra vediamo non troppo vicino (500 m. circa) la chiesa de la Madeleine, sarebbe da vedere, ma vista la successiva meta situata a circa 2,5 km di distanza, optiamo per proseguire per l'Avenue des Champs Elysees. Il percorso è da fare a piedi per la visita ai negozi esclusivi del viale più famoso di Parigi. A metà percorso ci si ferma per un rapido rifocillarsi (gelato e crèpes) e via per l'ultima meta dell'intensa giornata.
Ad un terzo del percorso, in Place Clemenceau, sulla sinistra (Avenue W. Churchill) appaiono le Grand e le Petit Palais e, sullo sfondo, l'Hotel des Invalides.

Curiosità: i semafori lungo il viale dei Campi Elisi consentono di attraversare solo metà della strada, cosicché al verde si attraversa e si può arrivare solo al marciapiede centrale, dove è possibile fare riprese e foto particolari.

Si prosegue faticosamente e fra una sosta e l'altra per ammirare le vetrine si arriva finalmente alla Place de l'Etoile dove al centro si staglia maestoso il grande Arc de Triomphe. Paghiamo il biglietto (gratis i minorenni) e, come se non bastasse la stanchezza di prima, incominciamo a salire le scale che appaiono interminabili. A stento arriviamo alla sommità ma il panorama che ci si presenta ci appaga della stanchezza. Da qui infatti la visione di alcuni siti parigini è impareggiabile, specie la Torre Eiffel, il quartiere la Défense e gli Champs Elysees. Decidiamo di rimanere fin dopo il tramonto per vedere Parigi illuminata.

Si fa quindi uno spuntino con wafer e dolcetti vari, quindi si rimane sopra fino alla 21:30 circa. Poi stanchi e soddisfatti si scendono le scale a chiocciola. Giù, sotto uno dei quattro archi, grazie ad intensi fasci di luce gialla provenienti da sotto la pavimentazione, faccio alcune divertenti riprese ai miei ragazzi che nel frattempo si erano lasciati andare a delle smorfie particolari. Ancora ora, ad una certa distanza di tempo, non so perché (vista la stanchezza), ma decidiamo di raggiungere a piedi e non per la via più breve Porte Maillot dove c'è la fermata del "famigerato" bus navetta per il camping. Lungo la strada altri gelati, poi il curiosare nei vari negozi di souvenir e cianfrusaglie varie ci fa trascorrere un'altra ora, prima di arrivare al Palais des Congres, con le sue due rampe di scale esterne particolari, antistante al quale vi è il grattacielo La Favette.

Attraversiamo la piazza e ci sediamo in una panchina ad attendere il bus, che per l'occasione (ma solo per quella) da odiato divenne improvvisamente celestiale e benedetto, perché dopo una tale giornata, significava ritornare nel nostro camper e riposarci, finalmente. Arrivati al campeggio i circa 300 metri che ci separavano dalla nostra piazzola sembravano km. Con coraggio affrontiamo anche questa fatica, consapevoli che sarebbe stata l'ultima della giornata. Una colossale doccia calda tonificante, poi un bel piatto di pasta al ragù alla siciliana, formaggio, frutta e a nanna sfiniti ma soddisfatti.


Venerdì 12: seconda maratona de Paris

La stanchezza della giornata precedente si fa sentire tutta. Malgrado gli sforzi miei e quelli di mia moglie ci si muove alle 12:20 (praticamente all'alba). Con il solito bus navetta arriviamo a Pot Maillot e da li in metrò arriviamo al Trocadero chiuso per lavori, così come una miriade di altri monumenti e chiese in tutta la Francia (negli altri casi, meno male, solo parzialmente in restauro). Ci si indirizza, quindi, verso la Tour Eiffel, ma ai giardini del Trocadero, sotto la chioma di grandi ippocastani, invogliati da tanti altri turisti, decidiamo per una sosta e, considerato l'orario, pensiamo bene di "alleggerire il carico a seguito": facciamo quindi fuori i panini farciti ea le lattine di bibita ancora ben fredde, che avevamo acquistato allo spaccio del campeggio.

Quindi snack alla mano (Fonzies, per l'occasione) ci indirizziamo verso la nostra meta. Rimaniamo in coda per più di un'ora e, previo pagamento del biglietto alla modica cifra di € 9,90 a testa, con l'ascensore arriviamo prima al 2° piano poi, cambiando ascensore (e previa un'altra interminabile coda), alla sommità. Li a 300 m. d'altezza il panorama è spettacolare, ma a mio avviso non idoneo per le riprese con la videocamera, in quanto i monumenti appaiono "troppo schiacciati": meglio dal 2° piano. A media altezza le riprese appaiono nitide e le dimensioni dei monumenti sono più adeguate anche per le fotografie. Si ritorna a terra sempre con l'ascensore (meglio dalle scale) e ci premiamo con un super gelato (solo per le dimensioni del cono) all'italiana.

Per noi che a Palermo sappiamo cosa vuol dire un buon gelato artigianale tale dizione fa ridere, ma la curiosità è forte e ci lasciamo convincere (sforzandomi però di non pensare alla cifra che ho pagato € 17,50 per 5 gelati). Dopo, riprendiamo la metropolitana e scendiamo al Louvre. Quindi ci indirizziamo ai grandi magazzini Sanmaritaine (Quai du Louvre, proprio di fronte al Pont Neuf), un gran palazzo di sei piani dove si può acquistare di tutto e dalla cui sommità (a pagamento) si può ammirare un bel panorama di Parigi, degustando un caffè o un gelato al bar strategicamente piazzato.

Ci si indirizza, quindi, in metro verso Montmatre, per visitare la chiesa del Sacre Coeur una spettacolare chiesa in marmo chiaro, che domina dalla collina la città. Suggestiva appare, all'interno, l'effige del volto di Gesù, in un telo opportunamente retro illuminato. Si ritorna, quindi, in metro e si decide di avviarci verso quella che, per questo viaggio, sarebbe stata l'ultima tappa di Parigi: il moderno quartiere dei grattacieli La Defense, stazione-capolinea La Villette. Lì arrivati, si percorre in sotterraneo una immensa stazione, una sorta di piazza interna di smistamento e con tanti negozi.

Decidiamo di cenare nel locale Mc Donald e dii riposare per una buona mezzora. Po,i una volta guadagnata l'uscita, attraverso scale mobili, si approda finalmente in superficie dove si stagliano una trentina di enormi grattacieli di forma particolare e tutti luccicanti, ognuno con un nome ben in vista. Negli ampi spazi al suolo opere avveniristiche che fanno da contorno all'ambiente circostante, come un enorme pollice marrone scuro rivolto verso l'alto. Nella piazza principale la costruzione più caratteristica è La Grande Arche, un grande edificio a forma di cubo, rivestito di marmo chiaro e dotato di ascensori esterni. Di fronte, a circa 4 km., si intravede l'Arc de Triomphe. Da qui al Louvre una linea retta di circa 9 km.
Torniamo al camper dove arriviamo alle 23:30, un po' amareggiati di non aver potuto vedere altri bei monumenti e famose chiese di Parigi; pazienza sarà per una sicura prossima volta.


Sabato 13: Paris - Versailles- Rouen (km 175)

Scarico le acque reflue (nere e grigie) nell'apposita griglia e carico i serbatoi. Acquistiamo pane e quant'altro riteniamo utile per il pranzo e ci dirigiamo all'uscita, dove digitiamo il codice segreto che ci hanno attribuito all'ingresso per alzare la sbarra elettrica del campeggio. Usciamo a fatica da Parigi perché i cartelli sono poco chiari. Alle 14:10 arriviamo a Versailles e, dopo aver girato i due parcheggi più vicini alla Reggia, dopo 20 min. riusciamo a parcheggiare in un'area a pagamento sopra il marciapiede, però adatta ai camper.

Prima di avviarci alla Reggia, considerato l'orario decidiamo di pranzare nel camper con un "Nutella party". Dopo tanta bontà e tante calorie via per una colossale passeggiata, visto che sapevamo già delle enormi dimensioni del parco attiguo. Entriamo nella Reggia optiamo per la visita ai Grands Appartments.

N.B. Sconsiglio gli altri percorsi che, sebbene più economici, sottraggono però alla vista reperti, mobili e suppellettili vari che risultano significativi per proiettare il visitatore in una realtà surreale di sfarzo e assoluta opulenza degna di re di altri tempi.

Dopo essere rimasti "a bocca aperta" per la visita dei vari ambienti ove, su tutti, spiccano la camera da letto del re, la sala del trono e la famosissima sala degli specchi, si esce fuori nell'immenso parco tutto da scoprire (tempo permettendo). Alle 19,30, stanchi morti, ma molto soddisfatti, torniamo in camper e riprendiamo la marcia verso Rouen. Ma, tanto per cambiare, sbagliamo strada e la ritroviamo qualche km più avanti. Facciamo la spesa presso uno degli ipermarchè presenti sulle strade e alle 21:45 (col sole che non era ancora tramontato) arriviamo nel tranquillo paesino di Econis e posteggiamo tra un'antichissima abbazia (XII secolo) e il caratteristico palazzo del comune.

Non vi era anima viva. Sembrava una città fantasma; in compenso nell'aria si respirava una meravigliosa quanto strana (vista la distanza con l'Oceano) aria di mare. Ceniamo e alle 22:50 proseguiamo in direzione di Rouen. Arrivati alla periferia della città rintracciamo un'area tranquilla e illuminata nei pressi di un residence, spostato dalla strada principale. Alle 23:40 parcheggiamo in uno slargo che sembrava aspettasse proprio un camper (il nostro) , e lì trascorriamo la notte tranquillamente.


Domenica 14 luglio: Rouen - Le Mont St. Michel (km 265)

Dopo pochi km. entriamo a Rouen, capoluogo della Bretagna. Da lontano scorgo una bellissima chiesa gotica in fondo a destra ed un'altra, altrettanto bella, a sinistra. Decidiamo per una visita alla città (da non perdere per chi passa da queste parti), ma non riesco a trovare come entrare nei due parcheggi all'ingresso della città, non idonei per gli autocaravan (altezza max 2,10 m.). Faccio qualche centinaio di metri e riesco a parcheggiare proprio di fianco a una delle due chiese, in un tratto non a pagamento. I ragazzi dormono e non ne vogliono sentire di alzarsi, così c'è ne andiamo in giro io e mia moglie.

La prima chiesa St. Ouen, in stile gotico, molto grande e antica (XIV sec.) è bellissima, mi affascina; però non è visitabile (causa restauri) all'interno (la porta principale è chiusa). Graziosa è la piazza adiacente alla chiesa, così come la fontana che si intravede verso la collina. Siamo in Bretagna, ecco quindi le caratteristiche case a graticchio che numerose adornano e caratterizzano questa simpatica e vivace città (che consiglio di visitare a coloro che si recano a St. Michel). Andiamo quindi nell'altra chiesa, la cattedrale (XII - XVI sec.), anch'essa in stile gotico, molto bella e con un'altissima guglia e due torri laterali che adornano ed armonizzano l'insieme. Poi si va in giro e notiamo che, tranne quelli d'abbigliamento, i negozi sono tutti aperti.

Arriviamo poi in un mercatino simile a quelli italiani ma situato in una piazza riservata ad esso, tematico (zone distinte per specialità merceologiche) e con alle due estremità due aree distinte uno dedicata alla floricoltura e l'altra all'antiquariato. Facciamo la spesa approvvigionandoci di quanto serve per pranzo e cena: tutto a buon prezzo e, soprattutto, di ottima qualità. Mia moglie effettua qualche ripresa al mercato e poi si ritorna al camper dopo aver acquistato dei croissant per la colazione dei ragazzi. Ancora da vedere a Rouen la Rue de la Grosse Horloge e la piazza del Vieux Marché, dove sorge una croce che ricorda il punto esatto del rogo di Giovanna d'Arco. Nei pressi (a 16 km), attraverso la N31, vi è il castello medievale di Martainville.

Si riparte quindi alla volta di Caen (tappa trascurabile), dove facciamo una brevissima sosta solo per gasolio; quindi per le Mont St. Michel dove arriviamo alle 19:00 circa e parcheggiamo (€ 8,00 al giorno) nel parcheggio antistante. L' "isola" è completamente circondata per km. da sabbia con qualche pozza d'acqua e, sul lato sinistro rispetto alla strada di approdo, un corso d'acqua che sembra un piccolo fiume che si addentra verso l'interno per un lungo tratto. Posteggiato il camper e posizionati i piedini, ci avviamo ma, prima di salire assistiamo ad una forma di brigantaggio tra uccelli: un grosso gabbiano sottrae con prepotenza ad un tranquilla colomba una vaschetta con delle patatine fritte e se li mangia soddisfatto della bravata. Poi, vantandosi di quello che aveva fatto, se ne va a passeggio gridando e allargando le ali in segno di soddisfazione. Bell'elemento!!!

Entriamo dall'arco d'ingresso al Monte e ci sbizzarriamo a riprendere il tutto: viuzze, negozi, angoli suggestivi e panorami. Alle 22:00 ritorniamo al camper e ci scappa un sorriso ironico leggendo un cartello che indicava l'arrivo della marea, proprio per le ore 22. Mezz'ora dopo, mentre ceniamo, dalla finestra scorgiamo che il mare ha circondato tutto St. Michel, facendolo diventare quasi un'isola, ad eccezione delle strada d'accesso, quella più alta. Vengono sommerse dall'acqua anche le due strade/piazze laterali, quella utilizzata dai pullman che accompagnano i turisti e l'altra adibita a posteggio auto.

Un grosso scoglio a destra di St. Michel che dista circa un km., fino a poco più di mezz'ora prima, era praticamente all'asciutto, ora è una isola in mezzo al mare. Il parcheggio è in buona posizione, ma il "precipitare" degli eventi crea del panico: tanto che mia moglie vuole andarsene. La tranquillizzo e dopo una passeggiata notturna e lo stabilizzarsi della marea a mezzanotte si va a letto. Tutti dormiamo tranne mia moglie che resta a vigilare fino a notte fonda.


Lunedì 15 luglio: le Mont St. Michel - Samur (km 300)

Sveglia alle 9:00. Dopo colazione mia figlia Daniela armata di telecamera risale il Monte con l'intento di riprendere la chiesa dall'interno. Tentativo fallito: l'ingresso è assurdamente a pagamento, lei desiste per principio. Si limita quindi a qualche ripresa e presto ritorna al camper. Alle 11:00 lasciamo St. Michel e ci muoviamo in direzione Rennes. Nei pressi di Antrain facciamo la spesa e puntiamo su Nantes dove arriviamo alle 17:35. Breve sosta, quindi dirigiamo verso Angers (capoluogo dell'Angiò), situata sulle rive della Maine, dove troviamo un parcheggio niente male sulla piazza principale, sotto gli alberi, ben illuminato e con vicino una fontanella con acqua potabile freschissima (per la gioia delle nostre bottiglie e dei serbatoi).

Adiacente a questa piazza ve n'è una con una bella fontana illuminata al centro e delle grandi aiuole curatissime, ognuna con un motivo floreale diverso. Allungando il giro arriviamo al castello, che visitiamo (visto l'orario) esternamente, quindi torniamo al camper e ceniamo. Decidiamo di sostare per la notte a Samur dove arriviamo alle 2 di notte. Prima di entrare nel centro città attraversiamo un lungo ponte sulla Loira dove, ai due lati, sui parapetti, c'erano ad attenderci decine e decine di gabbianelle urlanti che al nostro passaggio si tuffavano, svolazzavano e facevano un baccano assordante: "si vede che erano contente di vederci !!! ". Posteggiamo in uno slargo a fianco del fiume e riprendiamo il castello da lontano, che appare molto bello perché sapientemente illuminato.

N.B.: In molte piazze i parcheggi sono gratis dopo le 19,00 e fino alle 9,00. Non è possibile sostare oltre le 24 ore e non sono consentiti i bivacchi.


Martedì 16: Samur - Chenonceaux (km 167)

Sveglia alle 7:15 ma i ragazzi non ne vogliono sapere di alzarsi. Alle 8:30 io e mia moglie decidiamo di andare in giro da soli per visitare la cittadina di Samur. Riprendiamo il castello e qualche angolo particolare del luogo (bella la chiesa di Notre Dame de Nantilly e il palazzo gotico Hotel de Ville), poi torniamo in camper dopo aver acquistato l'ormai immancabile bastone di pane, la baguette (mai imbustato, se acquistato nelle boulangerie). Alle 10:45 ripartiamo per un'altra meta.

Consiglio: Considerati i molteplici castelli (oltre 100) della Loira, praticamente impossibile da vedere tutti, occorre aver, preventivamente ben chiari, gli itinerari da percorrere scegliendo quali visitare.

Si arriva (dopo 27 km) a Chinon e, dopo una breve visita (che, tempo permettendo, meriterebbe essere un po' approfondita), percorriamo la strada che porta in collina per il castello che, almeno dall'apparenza esteriore, non ci attrae molto. Caratteristici risultano, invece, le armi medievali ricostruite e ben tenute (catapulta, ariete, balestra gigante, ecc.), presenti nel fossato. Alle 12:40 circa dirigiamo (20 km) verso lo Château di Rigny-Ussé: il bellissimo castello che, a dir di molti (ed anche nostro), assomiglia, tra tutti quelli della Valle della Loira, di più a quello della fiaba della "Bella addormentata".

Il parcheggio è assolato e polveroso, ce n'è andiamo. Decidiamo di arrivare allo Chateaux di Azay-le-Rideau (a 20 km dal precedente) dove, trovato un parcheggio all'ombra, decidiamo di pranzare in loco. Ci avviamo al magnifico castello, che sorge sul fiume Indre.
Altra meta lo Ch. di Villandry (a 12 km), ma decidiamo di non entrare (€ 7,50 a cranio ci è sembrato troppo). Ancora, il castello di Langeais (a km 13) del quale ammiriamo gli esterni da lontano. Caratteristico è il ponte antico prima di arrivare nella cittadina.

Si riparte subito per Tours, dove arriviamo dopo poco meno di 30 km. Lì qualche breve ripresa e via di corsa: tutta la città è invasa dalle formiche con le ali (a milioni). Notiamo però che la gente ai tavoli esterni dei bar e dei ristoranti mangia e beve tranquilla, così esclamo: - "i gusti sono gusti" (che schifo !!!).
Si va quindi verso la meta finale della giornata (a 23 km), cioè il castello di Chenonceaux (detto anche delle Sei Dame) dove, già sapevo esisteva un parcheggio riservato per i camper (non illuminato, ma pianeggiante e tranquillo).

Lì arrivati troviamo una trentina di altri camper , di cui una decina italiani, posteggiati. Ceniamo, poi usciamo per una passeggiata serale. Tentiamo di entrare per fare una veloce ripresa notturna del castello. Erano le 23:30 e a mezzanotte chiudevano il cancello, ma due guardiani "mastini" messi lì davanti pretendevano lo stesso il pagamento di 5 biglietti a prezzo intero (€ 3,00 a persona): ci è sembrato esorbitante, così desistiamo dall'intento. A mezzanotte si ritorna al camper e lungo il cammino scorgiamo un piccolo sciame di bellissime lucciole: uno spettacolo che "ci blocca" per un buon quarto d'ora.


Mercoledì 17 luglio: Chenonceaux - Gien (km 216)

Sveglia di buon mattino, i ragazzi decidono di rimanere a letto, così io e mia moglie, pagato il biglietto (€ 7,60 cad.) entriamo nel più romantico (almeno per me) castello della Valle della Loira. Si tratta di uno stupendo castello costruito sulle rive del placido fiume Cher, dal quale viene attraversato tramite le sue cinque arcate del particolare basamento a ponte. Attiguo un bellissimo giardino all'inglese voluto ed intitolato a Diana di Poitiers, la favorita di Enrico II. All'interno i diversi ambienti, bei dipinti e tanti quadri, che scandiscono la storia del castello (dal momento del suo progetto alla sua realizzazione), una collezione di monete storiche, le cucine praticamente perfette, danno l'impressione che il tempo si sia fermato.

La passeggiata nel tranquillo bosco, la visita ai giardini e il giro in barca con attraversamento del castello in uno dei suoi archi, completa una mezza giornata all'insegna della tranquillità. Rimaniamo molto soddisfatti, pertanto ne consigliamo la visita. Torniamo al parcheggio e, data l'ora,decidiamo di pranzare in loco e nel primo pomeriggio si riparte. Prima alla volta di Amboise (a 25 km): città da visitare, così come il bellissimo castello omonimo che noi, per ragioni di itinerario, filmiamo da lontano (con l'intento di tornarci nell'ambito di un prossimo viaggio in Francia). Ci si dirige poi su Chaumont-sur-Loire: anche qui optiamo per una ripresa veloce ed esterna.

Un'ora dopo siamo a Blois dove ammiriamo brevemente e da lontano il castello. Quindi si punta verso il più grande tra tutti i castelli della Valle della Loira: lo Chateau di Chambord. Risalente al XIV secolo, sorge all'interno di un immenso parco recintato e circondato da mura. Si dice che i re di Francia che l'abitarono facevano accendere per tutto l'anno, ed ogni giorno diverso, un caminetto (tanto il castello ne consta ben 365). La grandezza della costruzione e la forma variegata (e forse, un po' confusa) dei tetti, gli conferiscono un aspetto originalissimo. Rimaniamo veramente affascinati.
Nel grande parcheggio antistante dove avevo posteggiato il camper noto una fontana e lì mi avvicino attacco il tubo e via col pieno dei serbatoi e delle bottiglie.

N.B. Nel parcheggio di Chambord è vietato sostare dalle ore 19:00 alle ore 9:00.

Si riprende il cammino e passiamo da Orleans dove riprendiamo il magnifico duomo e poi via perché decidiamo di dare un taglio alla vacanza in Francia e ritornare in Italia. Dopo la cena praticamente sulla riva del fiume Orleans, proseguiamo per Gien dove, al termine della cittadina, vi è un enorme parcheggio tranquillo, illuminato e non a pagamento. Qui trascorriamo la notte.


Giovedì 18 luglio: Gien - ITALY <A.S. Pera - MI> (km 781)

Alle 9:45 in marcia; alle 20:40 entriamo nel tunnel del Frejus e ne usciamo alle 21:00. Ceniamo in un' A.S. della tangenziale di Torino, poi proseguiamo con l'A4 verso Milano. Ne superiamo la barriera e all'A.S. Pera (MI) ci fermiamo per la notte, in compagnia di altri camper.


Venerdì 19 luglio: A.S. Pera (MI) - Peschiera del Garda (km 137)

Ripartiamo alle 9:30 e ci dirigiamo (come oramai facciamo praticamente ad ogni viaggio) verso il magnifico Lago di Garda, stavolta, solo per fare una capatina a Gardaland prima e a Caneva- World il giorno dopo; saltando la visita dei suggestivi e numerosi luoghi in prossimità del lago (troppo stanchi e troppo breve il tempo residuo ancora a nostra disposizione). Attraversiamo questo breve tratto autostradale dell'A4 non senza difficoltà, per la fortissima concentrazione di Tir, che occupavano, ininterrottamente, a velocità sostenuta, due delle tre corsie fino a Brescia: ciò spiega il perché dei numerosi incidenti da queste parti.
Alle 12:00 arriviamo al campeggio Gasparina, situato sulla sponda del Garda, a circa 1 ½ km dall'ingresso di Gardaland.

Caratteristiche e prezzi del campeggio: € 45,00 al giorno. Servizi igienici e lavabi puliti e funzionali. Scarico camper gratis. Elettricità gratis. Uso piscina gratis. Docce calde e rifornimento acqua camper a gettone. Tutto sommato posso dare una valutazione sufficiente.

Sciacquati e messi a stendere i panni (divertente, e per loro istruttivo, è stato vedere i miei due figli maschi alle prese con bacinelle, detersivo e corde da stendere). Poi, tra una nuotata in piscina e quattro bracciate nel calmo e caldo lago, un giro in bicicletta e una grigliata col barbecue, trascorriamo una giornata di tutto riposo. Si aggiungano poi un paio di docce calde a testa e il "gioco è fatto".


Sabato 20 luglio: GARDALAND

Tralascio i particolari, ma consiglio a chi legge di evitare di andarci il sabato (noi siamo stati costretti per via del "calendario"). Entriamo nel parco alle 10:00 e ne usciamo alle 23:00. Pernottiamo in compagnia di altri camper in uno slargo dietro un distributore di carburante, in un'area di sosta camper ormai dismessa da un paio d'anni. Il posto però è tranquillo, pianeggiante ed illuminato quel tanto che basta.


Domenica 21 luglio: Canevaworld - Imola (km 239)

Di buon mattino ci rechiamo presso un supermercato nelle vicinanze dove facciamo la spesa ed ordiniamo due polli allo spiedo per la sera. Dopodiché via dentro uno dei migliori parchi acquatici d'Italia: peccato che era domenica e che la massiccia presenza di persone (in verità, non tutte) rendeva penosamente lunga l'attesa per accedere ad ogni attrazione (punte di un'ora di fila).
Alle 19:00 usciamo e, ritirati i polli, via verso Imola (il ritorno !!!) per fare una sorpresa (la seconda in due settimane) a mio fratello. Ceniamo in un'area di servizio della A22, arriviamo a Imola alle ore 23:30 e andiamo a parcheggiare il camper nel parcheggio riservato, praticamente sotto casa di mio fratello.


Lunedì 22 luglio: Imola

Alle 7:30 sento bussare alla porta, apro e vedo mio fratello che scendendo a passeggiare il cagnolino. Dopo la sorpresa iniziale e le spiegazioni del perché non mi sono fatto sentire la sera prima, ci siamo dati appuntamento mezzora dopo a casa sua per fare colazione. Trascorsa la mattinata, in macchina, ci rechiamo a Faenza, rinomata cittadina che ha un grande e ben curato parco che vale la pena visitare. Nel pomeriggio facciamo un giro a Bologna per rivisitare la città dopo qualche anno. La sera, dopo cena, tutti al parco delle Acque Minerali, dove avevano allestito un divertente spettacolo all'aperto. A mezzanotte e mezza, dopo l'immancabile gelato (stavolta non dico dove, per non far pubblicità) si va a nanna.


Martedì 23: Imola e dintorni (km 130) - Terni (km 300)

Alle 9:00 si va a mare, ci dirigiamo verso Marina di Ravenna dove le donne sono rimaste in spiaggia a prendere il sole e i maschietti a pescare cozze e ostriche. Alle 13:15 eravamo già a casa, le donne a preparare il pranzo e i maschietti a pulire quanto avevano pescato. Dopo un gustoso pasto a base di spaghetti con le cozze, cozze al sugo, impepata di cozze e ostriche da un sapore super delicato, nel pomeriggio un meritato riposo. Alle 19:30 salutiamo (stavolta definitivamente) e via verso un'altra tappa di avvicinamento. Ci fermiamo nelle vicinanze di Sansepolcro per la cena. Poi si prosegue e, arrivati nei pressi di Terni, sostiamo per la notte in una piazza tranquilla, illuminata e con una fontanella.


Mercoledì 24 luglio: Terni - Sapri (km 480)

All'ormai consueto orario la sveglia ci dà il buongiorno e, dopo colazione, si procede al pieno dei serbatoi. Alle 8:45 si parte per Sapri dove, ad attenderci, c'è un nostro amico di Mestre che, camperista anche lui, vi fa sosta da almeno 15 anni. Arriviamo alle 19:30 e, parcheggiato il mezzo in un parco privato accanto al camper dell'amico mio, c'era ad attendermi un barbecue a base di pesce. Dopo cena a passeggio lungo il bellissimo lungomare molto animato e vario (spettacoli, giochi, bancarelle di ogni genere). Migliaia di persone a passeggiare lungo il viale o radunati intorno ai tavoli delle decine di locali (bar, paninerie, gelaterie, ecc.) presenti. Qui si progetta la giornata dell'indomani: si decide di andare in barca di buon mattino, nel pomeriggio in spiaggia a Palinuro e poi la sera in pizzeria. All'una tutti a nanna.


Giovedì 25 luglio: Sapri e dintorni (km 60)

Alle 8:00 spaccate sveglia per l'equipaggio individuato: la figlia dell'amico mio, i miei tre ragazzoni, noi due. Le signore hanno preferito non venire con noi. Andiamo al porticciolo e preso il natante del mio amico, un sette metri con un motore da 125 cv, ci dirigiamo verso un tratto di mare, quello della Basilicata, godibile solo per via mare. Infatti in quelle zone, non ci si può arrivare per via terra poiché vi sono strapiombi di diverse decine di metri dalla strada. Sempre in questo tratto, le cime dei monti, viste dal mare, assomigliano parecchio ad un tratto caratteristico delle Alpi; infatti, i bagnanti frequentatori di queste, esclusive, zone le hanno soprannominate: le Dolomiti del mare.

Ovviamente si tratta di un mare cristallino e pescosissimo, visto che solo in pochi possono raggiungere questi posti. Raccolti ricci di mare di dimensioni notevoli e in abbondanza (per poter fare un super spaghettata ed anche per gustarli "a crudo", con le scarpette di pane), torniamo al porticciolo dove, ormeggiata l'imbarcazione, riprendiamo l'auto del mio amico Ernesto (proprio come me), ma di Mestre. Dopo un gustoso pranzo, nel pomeriggio si va in spiaggia a Palinuro: gli altri a fare il bagno in mare, io e il mio amico abbandonati nelle nostre sdraio ad un meritato quanto profondo "riposino" che sapeva tanto di "pansata di sonno". Al tramonto torniamo ai camper. Decidiamo di andare in pizzeria, quindi alla consueta, quanto rilassante, passeggiata lungo il vialone di Sapri. Quasi all'una torniamo ai camper, salutati i nostri amici, perché l'indomani dovevamo essere a casa, andiamo a dormire.


Giovedì 25: Sapri - Palermo (km 615)

Alle 8:45 si parte verso la tappa del rientro a casa. Anche se avevamo ancora una settimana di ferie abbiamo anticipato (non tanto ben volentieri) il rientro perché mia figlia Daniela voleva festeggiare il suo 19° compleanno con i suoi amici. Alle 23:30 eravamo a casa. VACANZA FINITA.

Alla prossima !!!
Uno ciao da Ernesto, Rosa, Maurizio, Daniela e Dario Zarcone.