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EQUIPAGGIO: io
Ernesto (pilota), mia moglie Rosa (navigatrice e organizzazione),
e i miei tre figli: Maurizio (24 anni, co-pilota ed interprete
in lingua francese), Daniela (19 anni, umorista) e Dario
(14 anni, interprete in lingua inglese).
MEZZO DI TRASPORTO: Motorhome
Arca America 618 New Deal - 2.5 T.D.
KM. PERCORSI: 6.540
SPESA CARBURANTE: € 646,80
(11 km./litro)
SPESA PEDAGGI, TRAFORO E TRAGHETTAMENTO:
€ 246,20
ALTRO: € 1382,41
IL VIAGGIO
Sabato 6 luglio - Tappa di spostamento
(km. 731)
Dopo mesi di ricerche su informazioni varie sui territori
scelti per il nostro itinerario e relativa pianificazione
(risultata poi utile), finalmente si parte alla volta della
Francia.
Alle ore 12:00 in punto si parte e tranne le soste per i
pasti, un gelato ed il traghettamento, ci fermiamo per la
sosta notturna presso l'Area di Servizio Angiolina Est (A
30) in compagnia di altri camper.
Domenica 7 luglio: Tappa di spostamento
- IMOLA (km. 543)
Sveglia alle 7:00 si riparte dopo la colazione alle ore
9:00.
Ad Orte lasciamo l'A1 e prendiamo la SS 3 bis (E45) e decidiamo
di fare prima tappa ad Assisi.
Piccola annotazione
su Assisi: gradevole e mistica la cittadina,
ma stridono e si contrappongono all'atmosfera religiosa
del luogo le vetrine, decisamente di cattivo gusto (in bella
vista magliette con scritte volgari), di alcuni negozi della
strada principale.
Alle 17:30 si riparte e decidiamo di fare una
breve tappa da mio fratello ad Imola (BO). A Cesena imbocchiamo
l'A14 e alle 22:10 usciamo al casello di Imola.
Dopo i saluti, i blablabla e quant'altro (ivi compreso un
buon gelato artigianale a mezzanotte) si va a letto.
N.B.
Chi va a Imola, magari per il Gran Premio di San Marino
(Formula 1 di automobilismo), sappia che si possono gustare
ottimi gelati artigianali al North Pole (nei pressi dell'autodromo
- Parco delle Acque Minerali).
Lunedì 8 luglio: Imola - RIVOLI (km 400)
Si decide di trascorrere la mattinata ad Imola e ripartire
nel pomeriggio dopo aver rivisitato luoghi caratteristici
nelle vicinanze (il parco delle Acque Minerali con l'annesso
circuito di F1 Dino Ferrari, la Rocca Imolese, il castello
di Dozza, nonché la caratteristica omonima cittadina
tutta tappezzata di murales di ottima fattura. Dopo aver
fatto la spesa presso uno dei grandi supermercati delle
vicinanze, alle 18:00 lasciamo Imola e alle 0:30 ci fermiamo
presso l'AS di Rivoli (TO) a pochi km dal Traforo del Frejus.
Attenzione:
nell'A.S. prima di Rivoli, dove ci siamo fermati per cenare,
siamo stati assaliti da milioni di zanzare, tanto che abbiamo
dovuto ricorrere all'uso di insetticidi spray per l'abitacolo
e spalmarci addosso apposite creme repellenti. La cosa "comica"
è che, entrati poi nel bar al nostro allarme, tutti
restano tranquilli e la barman ci risponde che da quelle
parti è normale in estate (anche dentro il bar vi
erano centinaia di zanzare svolazzanti).
Martedì 9 luglio: Tappa di spostamento (km.
667)
Solita sveglia alle 7:10 e alle 8:55 dopo colazione, partenza
per un'altra tappa di avvicinamento verso Fontainebleau
(nostra prima tappa in terra di Francia). Vedo un cartello
che indica che nell'area di servizio c'è la possibilità
di scaricare, chiedo al benzinaio (veramente sveglio!!!)
e questi, in lingua locale dopo avermi guardato allucinato
(tipo i personaggi di Verdone) mi dice che non lo sa e che
era lì solo da tre giorni. Non mi rimaneva che cercarmelo
da me ma, manco a dirlo: non ho trovato nulla! Non eravamo
ancora all'orlo, quindi ripartiamo e arriviamo al Traforo
del Frejus. Dimenticavo un piccolo particolare: da Torino
al Frejus ho pagato ben tre volte il pizzo, pardon il pedaggio
(€ 1,20 + 3,60 + 4,70). All'ingresso della galleria di confine
paghiamo il pedaggio (€ 33,80) e ci avviamo nel cuore della
montagna, Dopo circa 7 km. siamo in territorio francese
e dopo altri 6 km. usciamo dal tunnel.
Proseguiamo poi nella A43 per Chambery. Alla prima AS (Aire
de l'Omble) ci fermiamo (ma non per fare carburante) e nell'apposita
area per autocaravan scarichiamo le acque reflue e carichiamo
i serbatoi d'acqua (gratis). Visione fugace al tormentoso
fiume Arc che costeggia l'autostrada e via.
Dopo circa 150 km di autostrada usciamo e proseguiamo per
le strade normali (statali, provinciali; ecc.) viste le
tariffe applicate in Francia agli autocaravan (praticamente
uguali a quelle degli autocarri). E poi le strade in Francia
sono assolutamente idonee, senza buche e rattoppi vari (proprio
come in Italia!!!).
Senza parlare poi dei panorami e caratteristiche dei vari
luoghi e dei centri abitati che man mano si incontrano,
altrimenti non visibili.
Si prosegue attraverso l'ottima N75 per Bourg en Bress,
alle 13:24 usciamo e ci dirigiamo verso Aoste per il pranzo.
Da lì a poco trovo un piccolo slargo in riva ad un
fiumiciattolo, posteggio e rimaniamo sul posto fino alle
15:15 non prima di aver raccolto un bel mazzo di fiori di
bosco per mia moglie: bacino di rito e via.
Ritorniamo nella N75 e presso Morestel facciamo una sosta
nel locale ipermarchè per la spesa e per fare il
pieno di carburante. A proposito a fronte dei € 0,87 e più
al litro nei distributori di carburante, negli ipermercati
(specifici distributori interni) il diesel costa in media
€ 0,72-0,73/l: un bel risparmio.
Attenzione ai
segnali stradali. Spesso ce n'è solo
uno e posizionato malamente (in basso). Se non si sta attenti
agli svincoli, la strada da percorrere può diventare
molto più lunga del preventivato. Ed è proprio
per questo che i francesi hanno previsto lungo i percorsi,
delle rotatorie dove alle varie indicazioni vi è
il cartello TOUTS LE DIRECTION: ciò consente di ritornare
nella direzione smarrita in precedenza (una distrazione
costa solo una ventina di km. o poco più. Pensate
che se si sbaglia di più si può entrare nei
guinness dei primati, non solo nel senso di record). Ciò
giustifica che per tutta la strada non siamo riusciti a
localizzare neanche una area per camper. Ogni tanto si vedeva
un cartello che indicava "a 5 km camping BIBIBI";
dopo……. il nulla. Chi legge non pensi che io sia cecato:
la mia vista, almeno ora, è ottima e poi gli osservatori
eravamo due e, a volte, persino tre.
Imbocchiamo la N79 in direzione di Macon, poi la N7 presso
Vilnev dove ci fermiamo per la cena. Poi altri 150 km. e
quindi, 17 min. dopo la mezzanotte, sosta per la notte in
una tranquilla piazzola in compagnia di altri autocaravan.
Mercoledì 10 luglio: Arrivo a FONTAINEBLEAU
- PARIS (km 270)
Ore 8:22 si parte alla volta di Fontainebleau dove arriviamo
dopo circa 80 km. troviamo un posteggio antistante la piazza
dell'ex residenza di Napoleone, muniti di telecamera e macchina
fotografica ci avviamo all'ingresso. Paghiamo € 5,50 a cranio
ed iniziamo a visitare i cosiddetti "Grands Appartaments".
Dopo la visita degli interni alla scoperta di ogni minuzia
da filmare o fotografare come sfondo ai "protagonisti"
(la mia famiglia), passiamo alla visita del bel parco attiguo.
Affermo che vale la pena, prima di andare a Parigi, visitare
la residenza estiva dei Re di Francia.
Pranziamo nel camper con la vista della Reggia: eccellente
ed esclusiva veduta. Alle 15:15 ripartiamo alla volta di
Provins; imbocchiamo prima la N36 quindi la N19 e, dopo
poco più di un ora, arriviamo a destinazione ma scopriamo
che gli spettacoli medievali e quelli dei rapaci erano in
"edizione minore" nei giorni feriali; per "la
guerra" si doveva, invece, attendere la domenica. Decidiamo
quindi di rimandare ad una prossima volta questa tappa e
puntiamo su Parigi. Ivi arrivati dopo h. 1,15' ci troviamo
immersi in code interminabili di auto. Un traffico allucinante
e nessuno in grado di indicarci la strada per Bois de Boulogne
dove è allocato il campeggio.
Dopo più di un'ora e mezza e non so quanti km in
mezzo ad una delle bolge più allucinanti che mi siano
mai capitate, finalmente si arriva al campeggio. Appare
subito che si tratta di un campeggio di qualità scarse
(anche in riferimento del prezzo di circa 42 € al giorno
per una sottospecie di piazzola non molto pianeggiante,
senza elettricità né acqua), con servizi igienici
non impeccabili e senza un'idonea illuminazione, ma è
il più vicino per approdare alla stazione metro di
Porte Maillot da cui iniziare il girovagare per Parigi.
N.B.
Per evitare d'incappare nella medesima situazione, arrivando
dall'Italia, prima di arrivare a Parigi imboccare l'A6 (gratis
a ridosso della città), dirigersi verso il Boulevard
Périférique (direz. Ovest, Port d'Issy) e
prendere l'uscita per Boulogne, dove finalmente non è
più difficile trovare il campeggio.
Alla reception ci chiedono quanto dobbiamo sostare
e ci fanno pagare anticipatamente. Anche qui lo sconto Federcampeggio
non è praticato: pago quindi il prezzo pieno di circa
€ 125,00 (x 3 notti).
Ci sistemiamo nella piazzola assegnata, un po' lontana dall'ingresso
ma in compenso pianeggiante e nei pressi dei servizi igienici
e, dopo una doccia tonificante, decidiamo di dare una prima
occhiata alla Parigi by night.
Prendiamo il bus navetta la cui fermata si trova nello slargo
antistante l'uscita del campeggio e con "soli"
€ 1,60 a testa per meno di 4 km. di strada periferica, praticamente
interna al grande parco, ci lascia a Porte Maillot in una
grande piazza dove c'è l'hotel grattacielo La Fayette
e le Palais des Congres.
Entriamo nella vicinissima stazione del metro e ci indirizziamo
verso la Torre Eiffel. Dalla fermata percorriamo a piedi
poca strada e tra gli alberi intravediamo la costruzione
di ferro tutta illuminata e con un faro posto alla sua sommità.
Arriviamo quindi proprio sotto la Torre e lì ne ammiriamo
la maestosità. Rimaniamo in luogo, poi tentiamo di
metterci in coda per salire ma niente da fare: c'è
troppa gente in coda alle quattro postazioni e tra l'altro
dovevamo ancora cenare. Optiamo per stare qualche altro
minuto. Acquistiamo dei panini farciti alla modica cifra
di € 4,5 cad., qualche lattina di cola e via al campeggio.
Giovedì 11 luglio: prima maratona de Paris
Purtroppo non sto bene e si parte un po' tardi. Alle 10:30,
dopo aver comprato un carnet di biglietti (10) per il bus
navetta, lasciamo il campeggio alla volta delle molteplici
mete, ben forniti di mappe, libri e cartine varie sia della
città che delle linee metro e RER, nonché
dei monumenti di Parigi. Prima tappa il Pont Neuf dove sul
margine sinistro acquistiamo in una delle bancarelle delle
cartoline e dei disegni raffiguranti i simboli della città.
Decidiamo di iniziare la visita di Parigi dall'Ile de la
Citè come a risalire simbolicamente alle origini
della città: fu infatti proprio qui che vi fu il
primo insediamento umano di quell'agglomerato che sarebbe
poi diventato Parigi. Percorriamo il ponte, proseguiamo
quindi verso la Conciergerie, poi alla volta della Sainte-Chapelle:
gioiello dell'architettura gotica di Parigi, quindi del
vicino Palazzo di Giustizia. Torniamo indietro e ci dirigiamo
verso la cattedrale di Parigi. Arrivati al cospetto della
grande piazza di Notre-Dame dove a parte la bellezza della
chiesa gotica e l'armonia delle proporzioni della stessa,
ci si incanta per la presenza di migliaia di passerotti
che vengono a beccare briciole di pane o cracker a flotte
dalle mani delle persone.
Tra tutti spicca una bimba, il cui genitore ha messo briciole
nelle due mani e persino in testa, invasa da decine e decine
di uccelletti affamati. Ovviamente la bimba diventa oggetto
di interesse fotografico di quanti eravamo lì in
quel momento. Via per la visita della chiesa.
All'uscita visitiamo gli altri lati della chiesa tutti meritevoli
di approfondita ammirazione: il magnifico rosone della facciata
principale e l'abside.
N.B.
Chi va a Notre-Dame non tralasci la salita al campanile
per godere di un panorama unico da 70 metri d'altezza: solo
da qui il centro storico di Parigi, infatti, appare veramente
vicino, sembra quasi che si possa toccare con le mani.
Poi, torniamo verso il Pont Neuf, "salutiamo"
la statua di Enrico IV e scendendo la scalinata fino al
pontile dei battelli per il suggestivo giro sulla Senna
(costo € 9,00 a cranio). Durante la rilassante traversata
numerose foto e riprese uniche, dal basso, con lo sfondo
dei più famosi monumenti parigini. Dopo circa un'ora
si ritorna all'approdo e dopo aver lasciato la mancia al
"cicerone" che ci ha spiegato i vari luoghi in
madre lingua (senza aver capito un accidenti), scendiamo.
Dopo un fugace pranzo, proseguiamo il nostro girovagare
con l'obiettivo di vedere quanto più possibile. Ci
si avvia verso il Louvre e lì si rimane a scrutare
le varie statue e le architetture esterne molto a lungo
(vista la enorme mole della costruzione).
Arrivati poi alla Grande Piramide di vetro si opta per una
panchina, considerata la stanchezza della mattinata. Dopo
esserci riposati, consultando la cartina della città
si decide di avviarci a piedi verso i Campi Elisi e l'arco
di Trionfo. Usciti dal Louvre, nella piazza antistante appare
l'Arc du Carrousel. Usciti definitivamente dal Louvre si
attraversa il grande Jardin des Tuileries che termina sulla
Place de la Concorde dove al centro si eleva maestoso, con
i suoi 23 metri, l'Obelisco di Luxor che diviene mira della
nostra videocamera. Suggestive risultano anche le due fontane,
color verde e oro, che lo fiancheggiano.
Attraversiamo la piazza e sulla destra vediamo non troppo
vicino (500 m. circa) la chiesa de la Madeleine, sarebbe
da vedere, ma vista la successiva meta situata a circa 2,5
km di distanza, optiamo per proseguire per l'Avenue des
Champs Elysees. Il percorso è da fare a piedi per
la visita ai negozi esclusivi del viale più famoso
di Parigi. A metà percorso ci si ferma per un rapido
rifocillarsi (gelato e crèpes) e via per l'ultima
meta dell'intensa giornata.
Ad un terzo del percorso, in Place Clemenceau, sulla sinistra
(Avenue W. Churchill) appaiono le Grand e le Petit Palais
e, sullo sfondo, l'Hotel des Invalides.
Curiosità:
i semafori lungo il viale dei Campi Elisi consentono di
attraversare solo metà della strada, cosicché
al verde si attraversa e si può arrivare solo al
marciapiede centrale, dove è possibile fare riprese
e foto particolari.
Si prosegue faticosamente e fra una sosta e
l'altra per ammirare le vetrine si arriva finalmente alla
Place de l'Etoile dove al centro si staglia maestoso il
grande Arc de Triomphe. Paghiamo il biglietto (gratis i
minorenni) e, come se non bastasse la stanchezza di prima,
incominciamo a salire le scale che appaiono interminabili.
A stento arriviamo alla sommità ma il panorama che
ci si presenta ci appaga della stanchezza. Da qui infatti
la visione di alcuni siti parigini è impareggiabile,
specie la Torre Eiffel, il quartiere la Défense e
gli Champs Elysees. Decidiamo di rimanere fin dopo il tramonto
per vedere Parigi illuminata.
Si fa quindi uno spuntino con wafer e dolcetti vari, quindi
si rimane sopra fino alla 21:30 circa. Poi stanchi e soddisfatti
si scendono le scale a chiocciola. Giù, sotto uno
dei quattro archi, grazie ad intensi fasci di luce gialla
provenienti da sotto la pavimentazione, faccio alcune divertenti
riprese ai miei ragazzi che nel frattempo si erano lasciati
andare a delle smorfie particolari. Ancora ora, ad una certa
distanza di tempo, non so perché (vista la stanchezza),
ma decidiamo di raggiungere a piedi e non per la via più
breve Porte Maillot dove c'è la fermata del "famigerato"
bus navetta per il camping. Lungo la strada altri gelati,
poi il curiosare nei vari negozi di souvenir e cianfrusaglie
varie ci fa trascorrere un'altra ora, prima di arrivare
al Palais des Congres, con le sue due rampe di scale esterne
particolari, antistante al quale vi è il grattacielo
La Favette.
Attraversiamo la piazza e ci sediamo in una panchina ad
attendere il bus, che per l'occasione (ma solo per quella)
da odiato divenne improvvisamente celestiale e benedetto,
perché dopo una tale giornata, significava ritornare
nel nostro camper e riposarci, finalmente. Arrivati al campeggio
i circa 300 metri che ci separavano dalla nostra piazzola
sembravano km. Con coraggio affrontiamo anche questa fatica,
consapevoli che sarebbe stata l'ultima della giornata. Una
colossale doccia calda tonificante, poi un bel piatto di
pasta al ragù alla siciliana, formaggio, frutta e
a nanna sfiniti ma soddisfatti.
Venerdì 12: seconda maratona de Paris
La stanchezza della giornata precedente si fa sentire tutta.
Malgrado gli sforzi miei e quelli di mia moglie ci si muove
alle 12:20 (praticamente all'alba). Con il solito bus navetta
arriviamo a Pot Maillot e da li in metrò arriviamo
al Trocadero chiuso per lavori, così come una miriade
di altri monumenti e chiese in tutta la Francia (negli altri
casi, meno male, solo parzialmente in restauro). Ci si indirizza,
quindi, verso la Tour Eiffel, ma ai giardini del Trocadero,
sotto la chioma di grandi ippocastani, invogliati da tanti
altri turisti, decidiamo per una sosta e, considerato l'orario,
pensiamo bene di "alleggerire il carico a seguito":
facciamo quindi fuori i panini farciti ea le lattine di
bibita ancora ben fredde, che avevamo acquistato allo spaccio
del campeggio.
Quindi snack alla mano (Fonzies, per l'occasione) ci indirizziamo
verso la nostra meta. Rimaniamo in coda per più di
un'ora e, previo pagamento del biglietto alla modica cifra
di € 9,90 a testa, con l'ascensore arriviamo prima al 2°
piano poi, cambiando ascensore (e previa un'altra interminabile
coda), alla sommità. Li a 300 m. d'altezza il panorama
è spettacolare, ma a mio avviso non idoneo per le
riprese con la videocamera, in quanto i monumenti appaiono
"troppo schiacciati": meglio dal 2° piano.
A media altezza le riprese appaiono nitide e le dimensioni
dei monumenti sono più adeguate anche per le fotografie.
Si ritorna a terra sempre con l'ascensore (meglio dalle
scale) e ci premiamo con un super gelato (solo per le dimensioni
del cono) all'italiana.
Per noi che a Palermo sappiamo cosa vuol dire un buon gelato
artigianale tale dizione fa ridere, ma la curiosità
è forte e ci lasciamo convincere (sforzandomi però
di non pensare alla cifra che ho pagato € 17,50 per 5 gelati).
Dopo, riprendiamo la metropolitana e scendiamo al Louvre.
Quindi ci indirizziamo ai grandi magazzini Sanmaritaine
(Quai du Louvre, proprio di fronte al Pont Neuf), un gran
palazzo di sei piani dove si può acquistare di tutto
e dalla cui sommità (a pagamento) si può ammirare
un bel panorama di Parigi, degustando un caffè o
un gelato al bar strategicamente piazzato.
Ci si indirizza, quindi, in metro verso Montmatre, per visitare
la chiesa del Sacre Coeur una spettacolare chiesa in marmo
chiaro, che domina dalla collina la città. Suggestiva
appare, all'interno, l'effige del volto di Gesù,
in un telo opportunamente retro illuminato. Si ritorna,
quindi, in metro e si decide di avviarci verso quella che,
per questo viaggio, sarebbe stata l'ultima tappa di Parigi:
il moderno quartiere dei grattacieli La Defense, stazione-capolinea
La Villette. Lì arrivati, si percorre in sotterraneo
una immensa stazione, una sorta di piazza interna di smistamento
e con tanti negozi.
Decidiamo di cenare nel locale Mc Donald e dii riposare
per una buona mezzora. Po,i una volta guadagnata l'uscita,
attraverso scale mobili, si approda finalmente in superficie
dove si stagliano una trentina di enormi grattacieli di
forma particolare e tutti luccicanti, ognuno con un nome
ben in vista. Negli ampi spazi al suolo opere avveniristiche
che fanno da contorno all'ambiente circostante, come un
enorme pollice marrone scuro rivolto verso l'alto. Nella
piazza principale la costruzione più caratteristica
è La Grande Arche, un grande edificio a forma di
cubo, rivestito di marmo chiaro e dotato di ascensori esterni.
Di fronte, a circa 4 km., si intravede l'Arc de Triomphe.
Da qui al Louvre una linea retta di circa 9 km.
Torniamo al camper dove arriviamo alle 23:30, un po' amareggiati
di non aver potuto vedere altri bei monumenti e famose chiese
di Parigi; pazienza sarà per una sicura prossima
volta.
Sabato 13: Paris - Versailles- Rouen (km 175)
Scarico le acque reflue (nere e grigie) nell'apposita griglia
e carico i serbatoi. Acquistiamo pane e quant'altro riteniamo
utile per il pranzo e ci dirigiamo all'uscita, dove digitiamo
il codice segreto che ci hanno attribuito all'ingresso per
alzare la sbarra elettrica del campeggio. Usciamo a fatica
da Parigi perché i cartelli sono poco chiari. Alle
14:10 arriviamo a Versailles e, dopo aver girato i due parcheggi
più vicini alla Reggia, dopo 20 min. riusciamo a
parcheggiare in un'area a pagamento sopra il marciapiede,
però adatta ai camper.
Prima di avviarci alla Reggia, considerato l'orario decidiamo
di pranzare nel camper con un "Nutella party".
Dopo tanta bontà e tante calorie via per una colossale
passeggiata, visto che sapevamo già delle enormi
dimensioni del parco attiguo. Entriamo nella Reggia optiamo
per la visita ai Grands Appartments.
N.B.
Sconsiglio gli altri percorsi che, sebbene più economici,
sottraggono però alla vista reperti, mobili e suppellettili
vari che risultano significativi per proiettare il visitatore
in una realtà surreale di sfarzo e assoluta opulenza
degna di re di altri tempi.
Dopo essere rimasti "a bocca aperta"
per la visita dei vari ambienti ove, su tutti, spiccano
la camera da letto del re, la sala del trono e la famosissima
sala degli specchi, si esce fuori nell'immenso parco tutto
da scoprire (tempo permettendo). Alle 19,30, stanchi morti,
ma molto soddisfatti, torniamo in camper e riprendiamo la
marcia verso Rouen. Ma, tanto per cambiare, sbagliamo strada
e la ritroviamo qualche km più avanti. Facciamo la
spesa presso uno degli ipermarchè presenti sulle
strade e alle 21:45 (col sole che non era ancora tramontato)
arriviamo nel tranquillo paesino di Econis e posteggiamo
tra un'antichissima abbazia (XII secolo) e il caratteristico
palazzo del comune.
Non vi era anima viva. Sembrava una città fantasma;
in compenso nell'aria si respirava una meravigliosa quanto
strana (vista la distanza con l'Oceano) aria di mare. Ceniamo
e alle 22:50 proseguiamo in direzione di Rouen. Arrivati
alla periferia della città rintracciamo un'area tranquilla
e illuminata nei pressi di un residence, spostato dalla
strada principale. Alle 23:40 parcheggiamo in uno slargo
che sembrava aspettasse proprio un camper (il nostro) ,
e lì trascorriamo la notte tranquillamente.
Domenica 14 luglio: Rouen - Le Mont St. Michel (km
265)
Dopo pochi km. entriamo a Rouen, capoluogo della Bretagna.
Da lontano scorgo una bellissima chiesa gotica in fondo
a destra ed un'altra, altrettanto bella, a sinistra. Decidiamo
per una visita alla città (da non perdere per chi
passa da queste parti), ma non riesco a trovare come entrare
nei due parcheggi all'ingresso della città, non idonei
per gli autocaravan (altezza max 2,10 m.). Faccio qualche
centinaio di metri e riesco a parcheggiare proprio di fianco
a una delle due chiese, in un tratto non a pagamento. I
ragazzi dormono e non ne vogliono sentire di alzarsi, così
c'è ne andiamo in giro io e mia moglie.
La prima chiesa St. Ouen, in stile gotico, molto grande
e antica (XIV sec.) è bellissima, mi affascina; però
non è visitabile (causa restauri) all'interno (la
porta principale è chiusa). Graziosa è la
piazza adiacente alla chiesa, così come la fontana
che si intravede verso la collina. Siamo in Bretagna, ecco
quindi le caratteristiche case a graticchio che numerose
adornano e caratterizzano questa simpatica e vivace città
(che consiglio di visitare a coloro che si recano a St.
Michel). Andiamo quindi nell'altra chiesa, la cattedrale
(XII - XVI sec.), anch'essa in stile gotico, molto bella
e con un'altissima guglia e due torri laterali che adornano
ed armonizzano l'insieme. Poi si va in giro e notiamo che,
tranne quelli d'abbigliamento, i negozi sono tutti aperti.
Arriviamo poi in un mercatino simile a quelli italiani ma
situato in una piazza riservata ad esso, tematico (zone
distinte per specialità merceologiche) e con alle
due estremità due aree distinte uno dedicata alla
floricoltura e l'altra all'antiquariato. Facciamo la spesa
approvvigionandoci di quanto serve per pranzo e cena: tutto
a buon prezzo e, soprattutto, di ottima qualità.
Mia moglie effettua qualche ripresa al mercato e poi si
ritorna al camper dopo aver acquistato dei croissant per
la colazione dei ragazzi. Ancora da vedere a Rouen la Rue
de la Grosse Horloge e la piazza del Vieux Marché,
dove sorge una croce che ricorda il punto esatto del rogo
di Giovanna d'Arco. Nei pressi (a 16 km), attraverso la
N31, vi è il castello medievale di Martainville.
Si riparte quindi alla volta di Caen (tappa trascurabile),
dove facciamo una brevissima sosta solo per gasolio; quindi
per le Mont St. Michel dove arriviamo alle 19:00 circa e
parcheggiamo (€ 8,00 al giorno) nel parcheggio antistante.
L' "isola" è completamente circondata per
km. da sabbia con qualche pozza d'acqua e, sul lato sinistro
rispetto alla strada di approdo, un corso d'acqua che sembra
un piccolo fiume che si addentra verso l'interno per un
lungo tratto. Posteggiato il camper e posizionati i piedini,
ci avviamo ma, prima di salire assistiamo ad una forma di
brigantaggio tra uccelli: un grosso gabbiano sottrae con
prepotenza ad un tranquilla colomba una vaschetta con delle
patatine fritte e se li mangia soddisfatto della bravata.
Poi, vantandosi di quello che aveva fatto, se ne va a passeggio
gridando e allargando le ali in segno di soddisfazione.
Bell'elemento!!!
Entriamo dall'arco d'ingresso al Monte e ci sbizzarriamo
a riprendere il tutto: viuzze, negozi, angoli suggestivi
e panorami. Alle 22:00 ritorniamo al camper e ci scappa
un sorriso ironico leggendo un cartello che indicava l'arrivo
della marea, proprio per le ore 22. Mezz'ora dopo, mentre
ceniamo, dalla finestra scorgiamo che il mare ha circondato
tutto St. Michel, facendolo diventare quasi un'isola, ad
eccezione delle strada d'accesso, quella più alta.
Vengono sommerse dall'acqua anche le due strade/piazze laterali,
quella utilizzata dai pullman che accompagnano i turisti
e l'altra adibita a posteggio auto.
Un grosso scoglio a destra di St. Michel che dista circa
un km., fino a poco più di mezz'ora prima, era praticamente
all'asciutto, ora è una isola in mezzo al mare. Il
parcheggio è in buona posizione, ma il "precipitare"
degli eventi crea del panico: tanto che mia moglie vuole
andarsene. La tranquillizzo e dopo una passeggiata notturna
e lo stabilizzarsi della marea a mezzanotte si va a letto.
Tutti dormiamo tranne mia moglie che resta a vigilare fino
a notte fonda.
Lunedì 15 luglio: le Mont St. Michel - Samur
(km 300)
Sveglia alle 9:00. Dopo colazione mia figlia Daniela armata
di telecamera risale il Monte con l'intento di riprendere
la chiesa dall'interno. Tentativo fallito: l'ingresso è
assurdamente a pagamento, lei desiste per principio. Si
limita quindi a qualche ripresa e presto ritorna al camper.
Alle 11:00 lasciamo St. Michel e ci muoviamo in direzione
Rennes. Nei pressi di Antrain facciamo la spesa e puntiamo
su Nantes dove arriviamo alle 17:35. Breve sosta, quindi
dirigiamo verso Angers (capoluogo dell'Angiò), situata
sulle rive della Maine, dove troviamo un parcheggio niente
male sulla piazza principale, sotto gli alberi, ben illuminato
e con vicino una fontanella con acqua potabile freschissima
(per la gioia delle nostre bottiglie e dei serbatoi).
Adiacente a questa piazza ve n'è una con una bella
fontana illuminata al centro e delle grandi aiuole curatissime,
ognuna con un motivo floreale diverso. Allungando il giro
arriviamo al castello, che visitiamo (visto l'orario) esternamente,
quindi torniamo al camper e ceniamo. Decidiamo di sostare
per la notte a Samur dove arriviamo alle 2 di notte. Prima
di entrare nel centro città attraversiamo un lungo
ponte sulla Loira dove, ai due lati, sui parapetti, c'erano
ad attenderci decine e decine di gabbianelle urlanti che
al nostro passaggio si tuffavano, svolazzavano e facevano
un baccano assordante: "si vede che erano contente
di vederci !!! ". Posteggiamo in uno slargo a fianco
del fiume e riprendiamo il castello da lontano, che appare
molto bello perché sapientemente illuminato.
N.B.:
In molte piazze i parcheggi sono gratis dopo le 19,00 e
fino alle 9,00. Non è possibile sostare oltre le
24 ore e non sono consentiti i bivacchi.
Martedì 16: Samur - Chenonceaux (km 167)
Sveglia alle 7:15 ma i ragazzi non ne vogliono sapere di
alzarsi. Alle 8:30 io e mia moglie decidiamo di andare in
giro da soli per visitare la cittadina di Samur. Riprendiamo
il castello e qualche angolo particolare del luogo (bella
la chiesa di Notre Dame de Nantilly e il palazzo gotico
Hotel de Ville), poi torniamo in camper dopo aver acquistato
l'ormai immancabile bastone di pane, la baguette (mai imbustato,
se acquistato nelle boulangerie). Alle 10:45 ripartiamo
per un'altra meta.
Consiglio:
Considerati i molteplici castelli (oltre 100) della Loira,
praticamente impossibile da vedere tutti, occorre aver,
preventivamente ben chiari, gli itinerari da percorrere
scegliendo quali visitare.
Si arriva (dopo 27 km) a Chinon e, dopo una
breve visita (che, tempo permettendo, meriterebbe essere
un po' approfondita), percorriamo la strada che porta in
collina per il castello che, almeno dall'apparenza esteriore,
non ci attrae molto. Caratteristici risultano, invece, le
armi medievali ricostruite e ben tenute (catapulta, ariete,
balestra gigante, ecc.), presenti nel fossato. Alle 12:40
circa dirigiamo (20 km) verso lo Château di Rigny-Ussé:
il bellissimo castello che, a dir di molti (ed anche nostro),
assomiglia, tra tutti quelli della Valle della Loira, di
più a quello della fiaba della "Bella addormentata".
Il parcheggio è assolato e polveroso, ce n'è
andiamo. Decidiamo di arrivare allo Chateaux di Azay-le-Rideau
(a 20 km dal precedente) dove, trovato un parcheggio all'ombra,
decidiamo di pranzare in loco. Ci avviamo al magnifico castello,
che sorge sul fiume Indre.
Altra meta lo Ch. di Villandry (a 12 km), ma decidiamo di
non entrare (€ 7,50 a cranio ci è sembrato troppo).
Ancora, il castello di Langeais (a km 13) del quale ammiriamo
gli esterni da lontano. Caratteristico è il ponte
antico prima di arrivare nella cittadina.
Si riparte subito per Tours, dove arriviamo dopo poco meno
di 30 km. Lì qualche breve ripresa e via di corsa:
tutta la città è invasa dalle formiche con
le ali (a milioni). Notiamo però che la gente ai
tavoli esterni dei bar e dei ristoranti mangia e beve tranquilla,
così esclamo: - "i gusti sono gusti" (che
schifo !!!).
Si va quindi verso la meta finale della giornata (a 23 km),
cioè il castello di Chenonceaux (detto anche delle
Sei Dame) dove, già sapevo esisteva un parcheggio
riservato per i camper (non illuminato, ma pianeggiante
e tranquillo).
Lì arrivati troviamo una trentina di altri camper
, di cui una decina italiani, posteggiati. Ceniamo, poi
usciamo per una passeggiata serale. Tentiamo di entrare
per fare una veloce ripresa notturna del castello. Erano
le 23:30 e a mezzanotte chiudevano il cancello, ma due guardiani
"mastini" messi lì davanti pretendevano
lo stesso il pagamento di 5 biglietti a prezzo intero (€
3,00 a persona): ci è sembrato esorbitante, così
desistiamo dall'intento. A mezzanotte si ritorna al camper
e lungo il cammino scorgiamo un piccolo sciame di bellissime
lucciole: uno spettacolo che "ci blocca" per un
buon quarto d'ora.
Mercoledì 17 luglio: Chenonceaux - Gien (km
216)
Sveglia di buon mattino, i ragazzi decidono di rimanere
a letto, così io e mia moglie, pagato il biglietto
(€ 7,60 cad.) entriamo nel più romantico (almeno
per me) castello della Valle della Loira. Si tratta di uno
stupendo castello costruito sulle rive del placido fiume
Cher, dal quale viene attraversato tramite le sue cinque
arcate del particolare basamento a ponte. Attiguo un bellissimo
giardino all'inglese voluto ed intitolato a Diana di Poitiers,
la favorita di Enrico II. All'interno i diversi ambienti,
bei dipinti e tanti quadri, che scandiscono la storia del
castello (dal momento del suo progetto alla sua realizzazione),
una collezione di monete storiche, le cucine praticamente
perfette, danno l'impressione che il tempo si sia fermato.
La passeggiata nel tranquillo bosco, la visita ai giardini
e il giro in barca con attraversamento del castello in uno
dei suoi archi, completa una mezza giornata all'insegna
della tranquillità. Rimaniamo molto soddisfatti,
pertanto ne consigliamo la visita. Torniamo al parcheggio
e, data l'ora,decidiamo di pranzare in loco e nel primo
pomeriggio si riparte. Prima alla volta di Amboise (a 25
km): città da visitare, così come il bellissimo
castello omonimo che noi, per ragioni di itinerario, filmiamo
da lontano (con l'intento di tornarci nell'ambito di un
prossimo viaggio in Francia). Ci si dirige poi su Chaumont-sur-Loire:
anche qui optiamo per una ripresa veloce ed esterna.
Un'ora dopo siamo a Blois dove ammiriamo brevemente e da
lontano il castello. Quindi si punta verso il più
grande tra tutti i castelli della Valle della Loira: lo
Chateau di Chambord. Risalente al XIV secolo, sorge all'interno
di un immenso parco recintato e circondato da mura. Si dice
che i re di Francia che l'abitarono facevano accendere per
tutto l'anno, ed ogni giorno diverso, un caminetto (tanto
il castello ne consta ben 365). La grandezza della costruzione
e la forma variegata (e forse, un po' confusa) dei tetti,
gli conferiscono un aspetto originalissimo. Rimaniamo veramente
affascinati.
Nel grande parcheggio antistante dove avevo posteggiato
il camper noto una fontana e lì mi avvicino attacco
il tubo e via col pieno dei serbatoi e delle bottiglie.
N.B.
Nel parcheggio di Chambord è vietato sostare dalle
ore 19:00 alle ore 9:00.
Si riprende il cammino e passiamo da Orleans
dove riprendiamo il magnifico duomo e poi via perché
decidiamo di dare un taglio alla vacanza in Francia e ritornare
in Italia. Dopo la cena praticamente sulla riva del fiume
Orleans, proseguiamo per Gien dove, al termine della cittadina,
vi è un enorme parcheggio tranquillo, illuminato
e non a pagamento. Qui trascorriamo la notte.
Giovedì 18 luglio: Gien - ITALY <A.S.
Pera - MI> (km 781)
Alle 9:45 in marcia; alle 20:40 entriamo nel tunnel del
Frejus e ne usciamo alle 21:00. Ceniamo in un' A.S. della
tangenziale di Torino, poi proseguiamo con l'A4 verso Milano.
Ne superiamo la barriera e all'A.S. Pera (MI) ci fermiamo
per la notte, in compagnia di altri camper.
Venerdì 19 luglio: A.S. Pera (MI) - Peschiera
del Garda (km 137)
Ripartiamo alle 9:30 e ci dirigiamo (come oramai facciamo
praticamente ad ogni viaggio) verso il magnifico Lago di
Garda, stavolta, solo per fare una capatina a Gardaland
prima e a Caneva- World il giorno dopo; saltando la visita
dei suggestivi e numerosi luoghi in prossimità del
lago (troppo stanchi e troppo breve il tempo residuo ancora
a nostra disposizione). Attraversiamo questo breve tratto
autostradale dell'A4 non senza difficoltà, per la
fortissima concentrazione di Tir, che occupavano, ininterrottamente,
a velocità sostenuta, due delle tre corsie fino a
Brescia: ciò spiega il perché dei numerosi
incidenti da queste parti.
Alle 12:00 arriviamo al campeggio Gasparina, situato sulla
sponda del Garda, a circa 1 ½ km dall'ingresso di
Gardaland.
Caratteristiche e prezzi del campeggio: € 45,00
al giorno. Servizi igienici e lavabi puliti e funzionali.
Scarico camper gratis. Elettricità gratis. Uso piscina
gratis. Docce calde e rifornimento acqua camper a gettone.
Tutto sommato posso dare una valutazione sufficiente.
Sciacquati e messi a stendere i panni (divertente,
e per loro istruttivo, è stato vedere i miei due
figli maschi alle prese con bacinelle, detersivo e corde
da stendere). Poi, tra una nuotata in piscina e quattro
bracciate nel calmo e caldo lago, un giro in bicicletta
e una grigliata col barbecue, trascorriamo una giornata
di tutto riposo. Si aggiungano poi un paio di docce calde
a testa e il "gioco è fatto".
Sabato 20 luglio: GARDALAND
Tralascio i particolari, ma consiglio a chi legge di evitare
di andarci il sabato (noi siamo stati costretti per via
del "calendario"). Entriamo nel parco alle 10:00
e ne usciamo alle 23:00. Pernottiamo in compagnia di altri
camper in uno slargo dietro un distributore di carburante,
in un'area di sosta camper ormai dismessa da un paio d'anni.
Il posto però è tranquillo, pianeggiante ed
illuminato quel tanto che basta.
Domenica 21 luglio: Canevaworld - Imola (km 239)
Di buon mattino ci rechiamo presso un supermercato nelle
vicinanze dove facciamo la spesa ed ordiniamo due polli
allo spiedo per la sera. Dopodiché via dentro uno
dei migliori parchi acquatici d'Italia: peccato che era
domenica e che la massiccia presenza di persone (in verità,
non tutte) rendeva penosamente lunga l'attesa per accedere
ad ogni attrazione (punte di un'ora di fila).
Alle 19:00 usciamo e, ritirati i polli, via verso Imola
(il ritorno !!!) per fare una sorpresa (la seconda in due
settimane) a mio fratello. Ceniamo in un'area di servizio
della A22, arriviamo a Imola alle ore 23:30 e andiamo a
parcheggiare il camper nel parcheggio riservato, praticamente
sotto casa di mio fratello.
Lunedì 22 luglio: Imola
Alle 7:30 sento bussare alla porta, apro e vedo mio fratello
che scendendo a passeggiare il cagnolino. Dopo la sorpresa
iniziale e le spiegazioni del perché non mi sono
fatto sentire la sera prima, ci siamo dati appuntamento
mezzora dopo a casa sua per fare colazione. Trascorsa la
mattinata, in macchina, ci rechiamo a Faenza, rinomata cittadina
che ha un grande e ben curato parco che vale la pena visitare.
Nel pomeriggio facciamo un giro a Bologna per rivisitare
la città dopo qualche anno. La sera, dopo cena, tutti
al parco delle Acque Minerali, dove avevano allestito un
divertente spettacolo all'aperto. A mezzanotte e mezza,
dopo l'immancabile gelato (stavolta non dico dove, per non
far pubblicità) si va a nanna.
Martedì 23: Imola e dintorni (km 130) - Terni
(km 300)
Alle 9:00 si va a mare, ci dirigiamo verso Marina di Ravenna
dove le donne sono rimaste in spiaggia a prendere il sole
e i maschietti a pescare cozze e ostriche. Alle 13:15 eravamo
già a casa, le donne a preparare il pranzo e i maschietti
a pulire quanto avevano pescato. Dopo un gustoso pasto a
base di spaghetti con le cozze, cozze al sugo, impepata
di cozze e ostriche da un sapore super delicato, nel pomeriggio
un meritato riposo. Alle 19:30 salutiamo (stavolta definitivamente)
e via verso un'altra tappa di avvicinamento. Ci fermiamo
nelle vicinanze di Sansepolcro per la cena. Poi si prosegue
e, arrivati nei pressi di Terni, sostiamo per la notte in
una piazza tranquilla, illuminata e con una fontanella.
Mercoledì 24 luglio: Terni - Sapri (km 480)
All'ormai consueto orario la sveglia ci dà il buongiorno
e, dopo colazione, si procede al pieno dei serbatoi. Alle
8:45 si parte per Sapri dove, ad attenderci, c'è
un nostro amico di Mestre che, camperista anche lui, vi
fa sosta da almeno 15 anni. Arriviamo alle 19:30 e, parcheggiato
il mezzo in un parco privato accanto al camper dell'amico
mio, c'era ad attendermi un barbecue a base di pesce. Dopo
cena a passeggio lungo il bellissimo lungomare molto animato
e vario (spettacoli, giochi, bancarelle di ogni genere).
Migliaia di persone a passeggiare lungo il viale o radunati
intorno ai tavoli delle decine di locali (bar, paninerie,
gelaterie, ecc.) presenti. Qui si progetta la giornata dell'indomani:
si decide di andare in barca di buon mattino, nel pomeriggio
in spiaggia a Palinuro e poi la sera in pizzeria. All'una
tutti a nanna.
Giovedì 25 luglio: Sapri e dintorni (km 60)
Alle 8:00 spaccate sveglia per l'equipaggio individuato:
la figlia dell'amico mio, i miei tre ragazzoni, noi due.
Le signore hanno preferito non venire con noi. Andiamo al
porticciolo e preso il natante del mio amico, un sette metri
con un motore da 125 cv, ci dirigiamo verso un tratto di
mare, quello della Basilicata, godibile solo per via mare.
Infatti in quelle zone, non ci si può arrivare per
via terra poiché vi sono strapiombi di diverse decine
di metri dalla strada. Sempre in questo tratto, le cime
dei monti, viste dal mare, assomigliano parecchio ad un
tratto caratteristico delle Alpi; infatti, i bagnanti frequentatori
di queste, esclusive, zone le hanno soprannominate: le Dolomiti
del mare.
Ovviamente si tratta di un mare cristallino e pescosissimo,
visto che solo in pochi possono raggiungere questi posti.
Raccolti ricci di mare di dimensioni notevoli e in abbondanza
(per poter fare un super spaghettata ed anche per gustarli
"a crudo", con le scarpette di pane), torniamo
al porticciolo dove, ormeggiata l'imbarcazione, riprendiamo
l'auto del mio amico Ernesto (proprio come me), ma di Mestre.
Dopo un gustoso pranzo, nel pomeriggio si va in spiaggia
a Palinuro: gli altri a fare il bagno in mare, io e il mio
amico abbandonati nelle nostre sdraio ad un meritato quanto
profondo "riposino" che sapeva tanto di "pansata
di sonno". Al tramonto torniamo ai camper. Decidiamo
di andare in pizzeria, quindi alla consueta, quanto rilassante,
passeggiata lungo il vialone di Sapri. Quasi all'una torniamo
ai camper, salutati i nostri amici, perché l'indomani
dovevamo essere a casa, andiamo a dormire.
Giovedì 25: Sapri - Palermo (km 615)
Alle 8:45 si parte verso la tappa del rientro a casa. Anche
se avevamo ancora una settimana di ferie abbiamo anticipato
(non tanto ben volentieri) il rientro perché mia
figlia Daniela voleva festeggiare il suo 19° compleanno
con i suoi amici. Alle 23:30 eravamo a casa. VACANZA FINITA.
Alla prossima !!!
Uno ciao da Ernesto, Rosa, Maurizio, Daniela e Dario Zarcone.
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