Bretagna Mon Amour
22/8/2003 – 2/9/2003

 


Atto primo
Personaggi ed interpreti


FACCHINI SERGIO PILOTA
FACCHINI TIZIANA ROMPITOUR OPERATOR – NAVIGATORE –INTERPRETE
FACCHINI RINO SPECIAL GUEST STAR – ASSISTENTE OPERAZIONI CS
FACCHINI MARISA SPECIAL GUEST STAR
ALOONSO MAGGIORDOMO

mezzo
IL MITICO ALBATROS LAIKA 560 LASERCAR


Prefazione

Ne avevamo parlato in occasione di una riunita mangereccia lo scorso aprile.
Vi va di venire con noi quest’estate in camper?
Abbiamo pensato alla Francia, che ne dite??
Ok, purché si vada però a Le Mont St. Michel.
E così sia!!!!
Organizzato in quattro e quattr’otto il piano d’attacco, grazie all’ottimo contributo dei diversi diari di bordo consultati nel sito www.turismoitinerante.com, ad una cartina stradale della Francia (con i particolari debitamente ingranditi ) e alla guida del Touring Club , con molto entusiasmo l’equipaggio dà il via al suo primo Tour de France il 22 agosto 2003 e quello che segue è il suo diario di bordo.


22 Agosto - Fano-Traforo Frejus km. 655

Partiamo da casa alle 13,40 e dopo aver fatto il rifornimento d’acqua via subito alla volta di Marina di Ravenna dove salirà il resto dell’equipaggio. L’entusiasmo è alle stelle, del resto basta solo metter piede sull’Albatros e sei già in vacanza…
Con tutti a bordo iniziamo ufficialmente il nostro viaggio alle 17.00.

Come da programma, A14 fino Bologna, che attraversiamo sotto un grande acquazzone, ma con tutto il caldo patito quest’estate, non ci sembra vero prendere un po’ di freschetto (purché non ci segua in Francia, comunque subito fuori Bologna torna il sereno) poi A1 fino Piacenza Sud – da qui A21 (sono le 20,30) fino Torino.
Ci accompagna un magnifico tramonto che decidiamo di festeggiare degnamente con la pizza di Rino (ottima, come sempre).

A Torino seguiamo le indicazioni per Rivoli Sud, poi ci immettiamo nella A32 fino Bardonecchia poi direzione Francia e T4 traforo Frejus.
Una lunga coda di Tir e auto ci annuncia che siamo in prossimità del traforo. Nel parcheggio posto in prossimità dell’entrata del tunnel, dopo un leggero spuntino, riposiamo le nostre stanche membra tra Tir, bilici e camion frigo…..è mezzanotte e domani mattina passeremo il tunnel di buon’ora.


23 Agosto - Traforo Frejus - Bourges km. 523 (tot.1178)

Sveglia alle 6.30 circondati da cime illuminate dai primi raggi di sole. La giornata si presenta bene, e ce la prendiamo con calma anche perché abbiamo deciso che queste saranno vacanze all’insegna di un total supermeritato relax.
Dopo una colazione degna dei migliori hotel **** alle 8.50 siamo finalmente pronti per attraversare il Frejus ed… abbandonare la patria!!
13 km. di tunnel percorsi con un Bocelli a tutto volume di sottofondo in circa 10 minuti, al costo di € 37,20, e siamo in Francia, che ci accoglie amorevolmente con uno splendido sole. Très charmant!!

Ci immettiamo subito nella N6, strada statale buonissima che corre pressocchè parallela alla più costosa e decisamente più monotona autostrada, direzione Chambery. Qui arriviamo dopo circa 120 km. e decidiamo di concederci un piccolo stop per sgranchirci un po’. E’ giorno di mercato, parcheggiamo senza difficoltà lungo una strada poco distante e gironzoliamo un po’. Pit stop nella prima di una lunga serie di Patisserie, per degustare le delizie dolciarie francesi (alla linea penseremo al ritorno), e puntatina nella prima di un’altrettanto lunga serie di Boulangerie per l’acquisto della famosa baguette quotidiana.

Partiamo alle 12.30 direzione Bourg en Bresse proseguendo sulla N504, ad Ambérieu en Bugey sulla N75 il paesaggio cambia, lasciamo le montagne e d’ora in avanti sarà solo pianura, distese immense di pascoli e di vigneti.
Alle 15.30 superata Bourg, ci immettiamo nella N79 direzione Maçon e ci fermiamo in una delle tantissime aree di sosta/parcheggio segnalate lungo la strada, per la pausa pranzo e relativa sosta; il caldo comincia a farsi sentire e noi non abbiamo fretta…

Superata Maçon, cittadina che merita sicuramente una sosta negli ampi parcheggi lungo il fiume, con adiacente passeggio, continuiamo a percorrere la N79, strada molto bella.
Le immagini che ancora abbiamo ben impresse nella memoria sono quelle di una strada incredibilmente diritta, un continuo e dolce saliscendi, che permette allo sguardo di percorrerla tutta ancor prima di passarci sopra realmente.

A destra e sinistra ampie pianure con mandrie al pascolo, mucche di varie specie, bianche, marroni, maculate bianco/nero, maculate bianco/marrone; dolci colline coperte di immensi vigneti, insomma un bellissimo e rilassante paesaggio è il tema conduttore di questa nostro pomeriggio di viaggio verso l’ambita meta. Non possiamo che confermare quello che avevamo già letto circa le strade francesi, in poche parole, è un piacere percorrerle. Sono bellissime, ampie, piene di parcheggi ed aree di sosta, con indicazioni ben chiare e precise e con un innumerevole numero di rotatorie, veri e propri giardini , posizionate al posto dei nostri semafori o svincoli, ma decisamente molto, ma molto più funzionali. Ed a questo punto la domanda sorge spontanea: Ma ci vuole tanto a copiare????

Decidiamo di passare la notte a Bourges, città che secondo quanto letto dovrebbe essere meritevole di una sosta. Arriviamo alle 20.45 dopo ben 1178 km. da casa e posteggiamo Albatros in un ampio parcheggio in Place de Marionniers, che abbiamo trovato seguendo le indicazioni per la cattedrale. Una doccetta rigenerante ed un veloce snack a base di frutta spazza via la stanchezza del viaggio e siamo pronti per la Bourges by night.
….e non potevamo neanche immaginare quale meraviglioso regalo questa città aveva preparato per i turisti che la visitavano nelle sere d’estate.

Les Nuits Lumiere de Bourges praticamente un meraviglioso circuito gratuito, nel centro storico, trasformato con l’emozione della musica e della luce. Non appena si fa buio, i punti principali del centro storico, vengono valorizzati da scenografie, musiche ed effetti luce a dir poco stupendi, affascinanti.
Un’atmosfera unica, irreale, riesce ad avvolgere il pubblico presente ad ogni tappa. E senza l’aiuto di nessuna guida, ma molto semplicemente guidata da minuscole lucine blu incastrate nella pavimentazione, la gente veniva condotta come “per magia” lungo questo percorso:

la storia della città, attraverso i secoli ed i regnanti, con bellissime immagini d’epoca proiettate su una parete nei giardini a fianco della cattedrale, accompagnate da una voce narrante, ovviamente in francese;

la cattedrale di St. Etienne, capolavoro dell’arte gotica, dichiarata patrimonio mondiale dell’Unesco, illuminata in modo superbo tale da valorizzare al massimo ogni suo più piccolo particolare.

Archi, chiostri, androni di palazzi, riportati in vita da proiezioni di cherubini, damigelle e cavalieri che, con un sapiente gioco di luci ed ombre, apparivano e svanivano , rendendo quell’ambiente, seppure per qualche solo istante, incredibilmente reale.
E questo spettacolo c’è sempre da maggio a settembre, ed in particolare a luglio ed agosto tutte le sere, dès la tombée de la nuit.
Insomma abbiamo passato una serata veramente piacevole, gratificante, del tutto inaspettata, che ha contribuito a farci dormire tranquillamente sereni e beati. Pensierino della sera: come inizio non c’è male!!!!

 

24 Agosto – Bourges – A/S Sains km. 442 (tot.1620)

La giornata è stupenda e soleggiata. Alle 9.15, dopo colazione a dopo aver acquistato le immancabili baguette, siamo già fuori.
Abbiamo gironzolato per lo stesso percorso fatto in notturna ieri sera, nel centro antico, tutto raccolto attorno alla magnifica cattedrale, tanto per rivedere quelle meraviglie sotto la luce del sole, lasciando la parte più moderna della città per un’altra volta (ma questo lo abbiamo capito solo durante il viaggio di ritorno).
Visita all’interno della cattedrale, con le sue cinque navate e con le sue vetrate multicolori, uno dei complessi più ricchi e importanti di tutta la Francia; promenade per Rue Bourbonnoux, con molte case a graticcio di fine ‘400, e sosta d’obbligo in una Patisserie.
Alle 14 partiamo direzione Vierzon, superiamo poi Tours e alle 17,10, dopo un po’ di difficoltà, finalmente prendiamo direzione Laval.
Tours è una grande città dove ci sono numerosi svincoli. Per uscirne indenni bisogna seguire sempre le indicazioni verdi LE-MANS/ANGERS finchè non appare anche l’indicazione per la città di Laval.

Alle 20.30, dopo 1570 km. da casa, incontriamo dopo Fougères, la prima indicazione della nostra ambita meta, salutata naturalmente con entusiasmo da tutto l’equipaggio di Albatros.
Giunti a Pontorson, direzione St. Malò, imbocchiamo la N176 diretti all’area di sosta consigliata di Sains, ben segnalata sulla strada da un grande cartello.
Ore 21.15 ci posteggiamo tra altri numerosi camper, in questa bella e confortevole area di sosta nel verde, ombreggiata, con tavolini in legno da pic-nic, carico e scarico, e colonne per 1 ora di elettricità o 100 lt. di acqua al costo di € 4.

25 Agosto- Primo giorno in Bretagna pardon Normandia
Sains -Le Mont Saint Michel km. 20 (tot. 1640)


Finalmente alle 9.40, dopo aver fatto carico, scarico e caricato i telefonini, partiamo per le Mont St. Michel, la Merveille, dove passeremo l’intera giornata e la notte.
Sulle note di “Alta marea” di Venditti, tra una “marea” di camper, ormeggiamo Albatros nell’immenso parcheggio situato proprio sotto l’abbazia, per € 8. Sarà perché una meta quando si raggiunge emoziona sempre, sarà perché questa meraviglia emana un fascino particolare, fatto è che percorrendo quel nastro d’asfalto che collega l’isolotto alla terraferma un’indescrivibile gioia era nei nostri cuori.

Felici ed appagati gironzoliamo per il borgo, visitiamo tutta l’abbazia con il supporto della guida audio (€11 a testa, ma è meglio avvalersi dei ragazzi che all’interno fanno da guida , nelle varie lingue, in orari già stabiliti) ed attendiamo la marea che purtroppo non è di quelle imponenti, ma è comunque sufficiente per trasformare completamente il paesaggio e coprire quella grande distesa di sabbia che avevamo trovato la mattina.

Alla fine della settimana ci sarebbe stata una marea più grande, a saperlo avremmo potuto programmare il giro al contrario, abbiamo comunque imparato che prima di programmare un’altra puntatina da queste parti consulteremo il sito www.meteoconsult.com.
Per uno snack e per riposare le nostre stanche membra (perché è tutto in salita e le scale sono numerose) abbiamo scelto il ristorantino Le Saint Michel: Omelettes jambon e le famose Moules & frites, poi sul tardi ci siamo anche concessi delle crepes sul camper brindando alla nostra vacanza.

La sera cala verso le 21.30. Seduti davanti al camper, lo sguardo sulla meraviglia che si sta “accendendo”, ci prepariamo a gustare lo spettacolo by night.
Nessun altro nome potrebbe essere più appropriato:
è  u n a  v e r a m e r a v i g l i a !!! e dormirci proprio sotto, con la tendina aperta naturalmente è emozionante!

26 Agosto
Secondo giorno in Bretagna
S. Michel-Cap Fréhel km. 116 (tot. 1756)

Tempo bello. Croissants per colazione, e dopo aver lanciato un ultimo sguardo all’abbazia e all’isolotto più visitato di Francia, alle 10.05 iniziamo a percorrere la Route de la Baie D997/797, direzione St. Malò par la cote.
E’ nostra intenzione sostare a Cancale, piccolo e delizioso porto conosciuto per le sue ostriche e per la sua gastronomia. Arriviamo alle 11.10 dopo aver percorso una cinquantina di chilometri.

Fermato il camper in un parcheggio all’inizio del paese, purtroppo leggermente in salita, decidiamo di arrivare al porto, la houle, per vedere i famosi allevamenti di ostriche con il marché aux huitres, una serie di pittoresche bancarelle dove su dei piatti bianchi fatti apposta si possono gustare, a dozzine, favolose e freschissime ostriche a scelta tra le plates e le creuses.
Una fila di vecchie case, molti ristorantini caratteristici che si alternano a negozi di souvenir stile marinaro, trattori che vanno e vengono carichi di ostriche e cozze, e quel fenomeno della bassa marea che da qui si vede benissimo: tante barche in secca appoggiate sul fianco, le più grosse appoggiate al molo, che sembrano lì, in attesa di riprendere vita con l’arrivo dell’acqua. L’atmosfera è affascinante ed è anche quella giusta per toglierci la voglia dei frutti di mare.

Pit stop nel ristorantino La Frégate dove ordiniamo un vero e proprio Bateau con ogni sorta di prelibatezze freschissime, tutte cotte a vapore, servite sopra strane alghe, su un piatto di portata a forma di battello, con solamente delle salsine come condimento: ostriche – cozze – bombolini – bomboloni– patelle – gamberetti – specie di vongole giganti, granchie, il tutto per quattro persone, per soli € 87.
Dopo aver acquistato 2 kg. di cozze, previste nel programma del tour de France, (pulite con molta cura e sollecitudine dall’insostituibile Aloonso) e dopo aver fatto lo scarico, alle 18 partiamo.
Ci attende una notte sotto il faro.

Volevamo fermarci a St. Malò, ma troviamo un po’ di traffico. Volendo seguire alla lettera il nostro programma (i giorni purtroppo non sono tantissimi) decidiamo che sarà sicuramente una delle mete del prossimo Bretagna, mon amour atto secondo, per cui proseguiamo fino a Cap Fréhel. Arriviamo, ancora in piena luce, verso le 20.15. Passeremo qui la notte, proprio nell’ampio parcheggio situato poco distante dal faro; ci sarebbe una tariffa da pagare, ma a quest’ora la cassa è chiusa. Il luogo è stupendo, il panorama magnifico ed arrivandoci a quest’ora possiamo anche gustarci uno splendido tramonto. Sto esagerando? Assolutamente no, questo posto merita decisamente una sosta.
E’ uno dei luoghi più spettacolari della Bretagna ed è anche il punto più alto della Costa Smeralda. Scogliere grigie e rosse che si innalzano fino a 70 mt. sul livello della Manica, stratificate in modo tale da rendere possibile ed abbastanza agevole la loro discesa fino al mare, avvolte nel magico silenzio della brughiera, rotto solo dal vento e dalle grida dei mille gabbiani e cormorani che le popolano. Una bella passeggiata porta proprio in cima al capo, su una scogliera da cui lo spettacolo è unico!!
Due fari dominano il tutto, uno più piccolo che è anche il più antico, l’altro più grande, che appena fa buio, comincia a dardeggiare il suo malinconico e possente fascio di luce. Dormire qui sotto, con la solita tendina ovviamente aperta, è un’esperienza indimenticabile.

27 Agosto
Terzo giorno di Bretagna
Cap Fréhel – St. Cast le Guido km.24 (tot. 1780)


Al mattino, come preannunciato da un cartello, arriva alle 9 un furgoncino con croissants, baguettes e pains freschi.
Potenza dell’organizzazione!! perchè si sa, non si può iniziare la giornata in Francia senza il mitico croissant; per cui tutti in coda mentre Aloonso prepara il caffè.
Stamattina le Cap ha un look diverso, ma ugualmente affascinante!
il sole non è ancora comparso e le scogliere sono tutte avvolte dalla nebbia; s’intravede il mare color smeraldo, poi a poco a poco la nebbia svanisce e questa meraviglia della natura, questa imponente e maestosa costa riappare sotto uno splendido sole.
Impossibile resistere alla tentazione di scendere fino ad arrivare a toccare il mare…..ed infatti non ho resistito!!!!

Questo luogo merita una sosta di un intera giornata, c’è anche un bel sentiero da fare di circa due ore, che porta a Forte la Latte, che però faremo sempre in occasione del prossimo tour. Le emozioni provate in questo luogo sono indescrivibili, e quando alle 12,25 decidiamo di partire, siamo veramente contenti e soddisfatti.
Vogliamo sostare in un campeggio perché è tempo di sistemare il camper
e la nostra scelta cade sul **** Chateau de Galinée, situato in un bellissimo parco alberato e ombreggiato.(€ 26,95 per una giornata)
Ricca doccia, altrettanto ricca mangiata di sugo di cozze di Cancale con tagliatelline , preparato dal nostro preziosissimo Aloonso , una passeggiatina serale e la giornata termina in completo relax.

Quesito alla Marzullo: ma se pò fa ‘sta vita???
Se pò, se pò!!!



28 Agosto
Quarto giorno di Bretagna
St. Cast le Guildo – Perros Guirec km. 150 (tot. 1930)


Pronti per la partenza alle 9,15 – Il tour prevede un’intera giornata da passare sulla meravigliosa Ile de Bréhat.

Direzione Erquy – Pléneuf Val André poi la superstrada per St.Brieuc, continuare fino all’uscita di Paimpol. Dopo soli 5 km. ecco già le indicazioni per l’imbarcadero. Le partenze sono ogni ora dalle 8,30 alle 19,30. Il tempo oggi è incerto, ma la temperatura è da crociera. Arriviamo all’ampio parcheggio alle 11,35 (costo € 3,40) e senza perdere altro tempo andiamo subito verso l’imbarco armati delle baguette che il prezioso Aloonso, equilibrista da vecchia data, aveva preparato durante il viaggio.
Riusciamo a prendere il battello delle 12,30 (€ 7,50 andata e ritorno) e dopo dieci minuti siamo già sull’isola.

Quest’isola, assolutamente da non perdere, è un mondo a parte.
Lunga km. 3,5 e larga 1,5 si scopre man mano che ci si inoltra per la passeggiata che inizia appena scesi dal battello a Port Clos.
Non c’è inquinamento perché le auto sono vietate, ma ciò che colpisce maggiormente è la straordinaria ricchezza della flora, eucalipti, oleandri, pini, fichi e ortensie, tante tantissime ortensie.

Percorrendo l’isola per raggiungere il faro nel punto più a nord, si alternano vecchie case basse a meravigliose ville moderne con parchi immensi, curatissimi, pieni di glicini; stretti sentieri, a prati con mucche al pascolo; il nord dell’isola invece è molto selvaggio: migliaia di pietre sembrano proprio essere state gettate lì alla rinfusa, ed è proprio su quella più alta, avvolti da forti e fredde sferzate di vento, che abbiamo deciso di consumare la nostra baguette (in verità qualcuno non era d’accordo, ma l’abbiamo lasciato brontolare).

Forte è anche il contrasto tra il paesaggio visto all’andata e quello del ritorno: il primo è lunare, spettrale, statico, complice la bassa marea con le barche in secca ed il fondale in vista, con alghe e detriti sparsi qua e la; il secondo invece è solare, lo stesso paesaggio che però si risveglia a poco a poco con l’arrivo della marea, tutto da statico prende movimento e si avverte la frenesia dei pescatori che escono velocemente dalle case per iniziare finalmente la pesca.
Per tornare sulla terraferma, alla Pointe de l’Arcouest riusciamo a prendere il battello delle 18, così forse raggiungeremo Trégastel, meta prevista per trascorrere la notte. Dopo un veloce caffè, servito da un compunto Aloonso, alle 18.50 salpiamo direzione Paimpo –Treguier–Trégastel, però visto che nel frattempo si è fatto tardi e Sergio, il nostro pilota, accusa dei leggeri disturbi (ma sarà stato il freddo preso sullo ..scoglione???) decidiamo di fermarci a Perros Guirec, nel parcheggio subito dopo il porto, pieno di barche a vela. L’intenzione era quella di cucinare la carne acquistata sull’isola e poi di passeggiare un po’, ma qualcuno ha deciso, suo malgrado, di passare la serata diversamente…



29 Agosto
Quinto giorno di Bretagna
Perros Guirec – Locronan km. 158 (tot. 2088)


Oggi minaccia pioggia e c’è molto vento, probabilmente non riusciremo a fare il sentiero dei doganieri che era in programma (km. 10 all’andata + 10 al ritorno) e gran parte dell’equipaggio non cerca neanche di nascondere il proprio compiacimento.

Lasciamo il parcheggio alle 10, dopo aver parlato con un simpatico camperista francese in pensione, che ci consiglia di fermarci anche a Pont Aven, visto che è di strada. Prendiamo direzione Trégastel e riusciamo a vedere dall’alto il sentiero dei doganieri, ben segnalato a Ploumanach. E’ molto bello e facilmente agibile, ma purtroppo oggi c’è molto vento e qualcuno non è proprio al 100%; con una bella giornata di sole sarebbe sicuramente fantastico, ed anche questo sarà un buon motivo per ritornare da queste parti.

In prossimità di Trégastel, proprio lungo la strada, ci fermiamo per carico e scarico nel parcheggio di Paul Palud, quindi proseguiamo direzione Locronan. Comincia a piovere, ma non ci possiamo lamentare: è il primo giorno di pioggia e fortunatamente sarà anche l’ultimo.

A St. Efflan incontriamo una spiaggia di dimensioni ciclopiche, a causa della secca. Qui c’è una scuola di chars à voile, sorta di tricicli con vele da wind surf che abbiamo visto correre velocissimi spinti dal gran vento.
Prendiamo la strada per Morlaix, sempre par la cote, così visto che la giornata piovosa non ci permette un granchè da fare a piedi, almeno ci gustiamo il panorama.
Ricco pit stop per il pranzo a Loguireq con vista sul mare, in secca.
Dove arriva l’acqua è pieno di alghe e qualcuno sta rovistando in cerca di qualcosa. Dopo pranzo io e Marisa siamo andate di persona e sotto una pioggia torrenziale, a vedere quello che una decina di temerari, perlopiù anziani, incuranti della pioggia, stavano cercando: gamberetti e soprattutto granchi nascosti sotto le alghe. Ci vuole proprio una pazienza di santi, visto che le alghe sono molto fitte e marroni come i granchi....
Alle 18,45 arriviamo a Locronan, dove passeremo la notte in un ampio e alberato parcheggio, per noi anche gratuito (si pagava fino alle 18) in prossimità di questo suggestivo borgo. E’ un antico paese bretone interamente in granito, considerato il complesso di architettura civile più bello di tutta la Bretagna, che divenne famoso intorno al 1500 per le sue famose tele di lino, considerate all’epoca le più fini e resistenti di tutta la regione. E’ anche semideserto, sarà l’ora ... decidiamo pertanto di fare un giro completo l'indomani mattina.


30 Agosto
Sesto giorno di Bretagna
Locronan –Carnac km. 158 (tot. 2238)


Oggi c’è il sole. Passeremo l’intera mattinata in giro per il borgo a fare qualche acquisto, qui non se ne può proprio fare a meno. La piazzetta, la Grand Place è graziosissima, con il suo pozzo al centro, con le sue vecchie botteghe (l’antica libreria a tre piani è proprio da non perdere), le insegne in ferro battuto, le strade lastricate, e con quel tipo molto strano, ma sicuramente anche molto pittoresco, che porta a spasso i turisti col suo carrettino.

La chiesa di St. Ronan, anche questa molto antica (1424) ha il pavimento leggermente in salita. L’oscurità della pietra delle case è però ovunque rallegrata da ortensie, gerani e tendine di pizzo alle finestre e la musica celtica che proviene dai negozi, contribuisce a creare una speciale atmosfera.
Lasciamo questa Cité de Caractère verso le 12.45 dirigendoci a Pont Aven che da qui dista una settantina di chilometri.
E’ un magnifico paese, definito “vecchio paese dei mulini e paradiso degli artisti”, dove la parola artista sta per pittore.. infatti è proprio qui che grazie all’incontro di Paul Gauguin con Emile Bernard nacque quella rivoluzione artistica che avrebbe fatto conoscere Pont Aven nel mondo intero.

Abbiamo camminato per il centro soffermandoci nelle numerosissime gallerie d’arte, ed abbiamo percorso il bois d’amour, una piacevole passeggiata nel bosco sopra i meandri del fiume Aven, tra angoli, scorci e salici, luogo sacro di tanti artisti. Qui infatti tutti i pittori della colonia di Pont Aven amavano venire, sedotti dalla tranquillità del luogo, la bellezza dei grandi alberi, la ricchezza dei riflessi creati dalla corrente.
Cena in un tipico ristorantino, Le Fournil, lungo il fiume, poi alle 19.25 partiamo per Carnac, che sarà l’ultima tappa di questo nostro tour.
Arriviamo in postazione alle 9 e parcheggiamo nell’area di sosta, munita di carico e scarico, vicino alla caserma dei vigili del fuoco.



31 Agosto
Settimo ed ultimo giorno di Bretagna
Carnac - Bourges km. 542 (tot. 2780)


Buona domenica!!!
Dopo aver fatto carico, scarico, acquistato le immancabili baguette e qualche dolcino per la giornata festiva (ma qui è sempre festa...) alle 9.20 siamo già in prossimità degli allineamenti di megaliti.
Carnac è considerata una delle capitali mondiali della preistoria; lo spettacolo è inquietante ed affascinante nello stesso tempo. L’enigma di questi megaliti è ancora avvolto nel mistero e sono tante le ipotesi avanzate dagli studiosi per cercare di spiegarli: potrebbero essere calendari preistorici per indicare le stagioni ed il cammino delle stelle; luoghi magici legati al culto della fertilità, templi a cielo aperto oppure scenari di cerimonie funebri. Si può passeggiare tra i menhir solo con le visite guidate, ma la voglia di fare una foto lì vicino è troppo grande.
Troviamo un cancelletto dimenticato, per nostra fortuna, aperto e, previa autorizzazione naturalmente, entriamo giusto per una foto ricordo alla ...Flintstone..

Alle 10.50 dichiariamo ufficialmente iniziato il nostro viaggio di ritorno.

N165/E60 direzione Vannes, poi superiamo Nantes, Angers, Saumur, e prima di arrivare a Tours decidiamo di passare a vedere il famoso castello d’Ussé, quello che ha ispirato la Bella Addormentata nel Bosco.
Accidenti però non si arriva mai, passiamo davanti alla centrale nucleare di Chinon (molto grande e terrificante) ed arriviamo in prossimità del castello che sono già le 18. Troppo tardi per entrare, ci dobbiamo accontentare di vederlo da lontano, ma in un prossimo futuro, con il tour dei castelli della Loira, sarà sicuramente da visitare.

Proseguiamo quindi per Tours e nuovamente riprendiamo la E604 percorsa all’andata. Arriviamo a Bourges che è già notte, sono le 22.10 e Albatros ritrova anche la stessa piazza dove circa una settimana fa avevamo pernottato.



1 Settembre
Ottavo giorno
Bourges – St. Michel en Maurienne Km 494 (tot. 3274)


Anche oggi è una bella giornata, è nostra intenzione arrivare con calma al confine con l’Italia, pernottare, ed andare a fare colazione domani mattina sul colle del Moncenisio.
Alle 9 siamo già in marcia, direzione Moulins, Macon. Pausa pranzo in una bella area di sosta attrezzata subito dopo Bourg en Bresse, Chambery quindi N6 per Modane.

Alle 18,30 ci fermiamo a comprare qualcosa per cena a St. Jean de Maurienne ed un’ottima bottiglia di un vinello rosso dell’Alta Savoia.
Dobbiamo degnamente festeggiare quest’ultima cena in terra di Francia (almeno per quest’anno)
Sosta nel paesino seguente, St.Michel de Maurienne, nel piazzale della stazione vicino ad un altro camper italiano; cenetta intima, scolata bottiglia di vino, passeggiata rinfrescante in un tantopercambiare deserto paesino, poi tutti a nanna, domattina si parte presto.



2 Settembre
Nono giorno – si torna a casa
St. Michel de Maurienne – Marina di Ravenna – Fano
km. 694 (tot. 3968)


Anche quest’ultima giornata è all’insegna del bel tempo.
Comprati i soliti squisiti croissants, alle 7,30 Albatros è già in moto anche se a bordo c’è ancora qualcuno che non ha completamente aperto gli occhi. Poi, come da programma, alle 9 in punto, a 2083 mt. sul livello del mare, dopo ben 3318 km percors , con un panorama mozzafiato, lago e montagne, al caldo teporino della stufa, viene servita, da Aloonso, la colazione su Albatros.
Ci riteniamo pienamente soddisfatti di questa nostra vacanza ormai agli sgoccioli... il resto è tutta autostrada italiana, con una pausa per il pranzo nell’area di sosta attrezzata vicino a Casteggio, sulla A21, che era a dir poco in condizioni oscene....dopo otto giorni di Francia non eravamo più abituati a simili indecenze......peccato!!
Alle 19.15 abbiamo sbarcato Aloonso, Rino e Marisa a Marina di Ravenna
dopo aver percorso km. 3846 ed in serata arriviamo finalmente a Fano.

Albatros questa volta è stato fantastico, ha macinato km. 3968 senza neanche un colpo di tosse.
Ma ...quando si riparte?????????

 

IN CIFRE

KM. PERCORSI 3968

SPESE GASOLIO € 360,88
SPESE AUTOSTRADE € 57,30
SPESE TRAFORO FREJUS € 37,20
SPESE CAMPEGGI € 26,95
SPESE PARCHEGGI € 31,40
SPESE VIVERI € 425,82

TOT. € 939,55
PARI A € 469,78 PER COPPIA

SPESE MUSEI € 27,00
SPESE TRAGHETTI € 15,00
SPESE VARIE/SOUVENIR € 177,50


SPESE TOTALI € 689,28
(PARI A € 38,30 A TESTA AL GIORNO)

note curiose

- Ai semafori si passa con il verde ma anche con il giallo lampeggiante

-le Boulangerie per le famose baguette (da consumarsi solo fresche) e per gli altrettanto famosi croissants, sono aperte anche la domenica e nei giorni di festa

-le indicazioni stradali sono molto chiare e molto precise; ad ogni incrocio strategico o svincolo ci sono delle bellissime rotatorie; tutti rispettano i limiti di velocità e guidare qui è veramente un piacere, nessuno ti angoscia perché vuole sorpassare, sta comunque nella correttezza del camperista lasciare strada se si forma una coda; (le vittime di incidenti stradali sono segnalate da sagome scure poste ai lati della strada , alcune delle quali hanno anche una croce fosforescente sul petto ad indicare quelle relative ad incidenti mortali)

-le strade normali sono bellissime, ampie, piene di aree di sosta ; pertanto non fare mai le autostrade che tra l’altro per i camper sono molto costose;

-le autostrade sono segnalate in blu mentre le superstrade (route express) in verde

ricordarsi sempre di fare la spesa prima delle 18, perché a quest’ora i negozi di alimentari chiudono
.......sfinito di stampare il 6.10.2003

all right reserved
Tiziana Alexis