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nostro viaggio inizia la mattina del ferragosto, l'autostrada
quasi sgombra, la gente ancora che sonnecchia, noi con
in testa, da alcune settimane l'itinerario ben chiaro;
i preparativi nei giorni precedenti sono stati un po'
sommari e rapidi a causa del lavoro mio e di Sabry (abbiamo
infatti lavorato sodo fino alla vigilia !!!). Ma tutto
quella mattina era pronto: e allora alle 8,30 si parte,
come sempre tutto di un fiato fino a Caserta - parcheggio
ex caserma Pollio - caldo tremendo - si sfiorano i 40
gradi. Al mattino dopo all'alba si riparte (tanto ero
già sveglio da molte ore) e si arriva a
La Thuile, in Val d'Aosta, alle
21,30 dove ci attendono da 4 giorni Paolo, Ida, Marco
ed Eleonora. Li troviamo belli freschi, infatti al nostro
arrivo piove a dirotto e la temperatura è di 16
gradi.
Dopo una fantastica dormita dentro il sacco a pelo e una
breve passeggiata in questo ridente paesino valdostano
si parte il 17 agosto a mezzogiorno alla volta della Francia,
attraversando il traforo del Monte Bianco,
non senza qualche patema d'animo visti i tragici fatti
accaduti un paio di anni fa.
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Una volta in Francia decidiamo di evitare le autostrade
e allora ci addentriamo nelle verdi colline alla ricerca
di una strada che aggiri la Svizzera,
ma una deviazione ad Annemasse ci costringe
ad entrare in territorio elvetico e a pagare la vignette,
così attraversiamo Ginevra, splendida
ed elegante città, e procediamo fino a Losanna
via autostrada. Si entra in Francia che già è
pomeriggio inoltrato e dopo un paio di ore di strade statali
una vera e propria trombra d'aria ci coglie di sorpresa
con raffiche di vento fortissime e pioggia torrenziale.
Decidiamo all'unisono di entrare in campeggio nei pressi
di Nancy.
18 agosto
S i riparte alla volta del Lussemburgo.
Dopo aver viaggiato per tutta la mattina decidiamo
alla fine di prendere l'autostrada: ci accorgeremo al
momento di pagarae il pedaggio che quelli che dicevano
che le autostrade francesi sono care erano stati fin troppo
generosi dato che per appena 200 Km abbiamo pagato €12
...
Dopo aver peregrinato non poco entriamo nel campeggio
Gallsbierg a Esch sur Alzette,
in realtà il campeggio che cercavamo era un altro,
e precisamente il "Kockelscheur"
ma per trovare questo posto bisognava uscire a Thionville
in direzione Esch sur Alzette, e stando
a quel che è riportato sul diario di viaggio del
sig. Scerrino (tra l'altro anch'egli di Palermo) tale
campeggio sarebbe ad appena 300 mt dalla fermata del bus
che in 10 minuti porta nel centro, mentre questo da noi
trovato è bello alberato - con bassa presenza di
stanziali, adiacente allo zoo - ma distante almeno 2 km
dalla fermata del bus.
19 agosto
Decidiamo di spostarci con i camper fino alla città
del granducato, posteggiamo alla fine dell'autostrada,
nell'unico parcheggio disponibile ad accogliere i camper,
comunque gratis e davanti alla fermata del bus che in
10 minuti ci porta in centro.
La città è molto elegante e attraversata
da 2 fiumi: il Pètrusse e l'Alzette,
su di esso si ergono bei ponti, in particolare il ponte
che porta a Place de Metz sotto al quale
ammiriamo la vegetazione curatissima e verdissima. Nelle
sponde del fiume si ergono le antiche mura medioevali
oramai inglobate nell'urbanistica della città.
Visitiamo la chiesa di Notre Dame de Luxembourg,
l'elegante palazzo del granduca con la parte più
antica formata da svariate torri d'avvistamento e mure
di cinta di epoca premedioevale, da lì un bel panorama
della città granducale.
Si riparte nel primo pomeriggio direzione Belgio.
Troviamo finalmente il campeggio Grimbergen
(che a quanto pare è l'unico campeggio della capitale
belga) stracolmo fino all'inverosimile, riusciamo a trovare
2 posticini, di cui uno senza attacco luce; ma non importa
... a nanna presto perchè l'indomani ci attende
una scarpinata memorabile !!!
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20 agosto
Dal campeggio fino
alla fermata del bus bisogna camminare per 2 Km, poi
pazientare non poco per l'arrivo del bus che ci porta
alla stazione centrale dopo ben 90 minuti.
Bruxelles, un milione di abitanti,
è estesa su di un territorio grande più
di Roma. La maggior parte dei quartieri è formata
da case con non più di 2 piani.
La periferia è un pò sporchina, multirazziale,
anche abbastanza caotica, ma il centro è affascinante:
sulla grand place si ergono palazzi
di una bellezza da mozzare il fiato e l'isola pedonale
è piena di gente caciarona, decisamente un allegria
tutta latina. In centro si parla il francese mentre
nella parte più a nord (dove sta il campeggio)
si parla il fiammingo e anche l'umore della gente è
decisamente "meno latino".
La giornata si conclude con la visita del palazzo del
re e poi dopo aver traversato il parc de Bruxelles
giungiamo alla chiesa di St Michel.
Rientriamo nella tarda serata dopo un altra marcia longa
verso il campeggio, andiamo a letto che sono le 23,00
e fuori fa freddino (12 gradi !!!).
Chiamiamo al telefono i nostri familiari rimasti in
Sicilia che ci comunicano che in quel momento di gradi
ce n'erano ben 40 !!!
21 agosto
Si riparte per Gent (o Gand). Parcheggiamo
all'ingresso della città, raggiungiamo il centro
in tram, 2 belle piazze e la splendida cattedrale di
San Bavone - foto di rito su di un
ponte di fronte alla chiesa di Saint Nicholas
e sullo sfondo il castello che per motivi di tempo non
abbiamo potuto ammirare da vicino.
Si raggiunge nel primo pomeriggio Bruges,
parcheggiamo nei pressi della stazione e raggiungiamo
il centro a piedi, passeggiamo per le vie commentando
ora questo palazzo ora quella chiesa; la città
ci colpisce per la gran quantità di "cose
belle" in un spazio tutto sommato abbastanza piccolo.
Indimenticabili la chiesa di San Giovanni,
Notre Dame de Bruges, Saint
Walbourg, la Basilica del Sangue Santo dove
sono custodite, secondo la tradizione, le gocce del
sangue di Cristo.
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Grande
ed elegante la Piazza Van Eyck - alla
fine del pomeriggio decidiamo di prende un battello che
con guida parlante in inglese e in francese ci porta a
spasso lungo i canali e ci fa ammirare questa splendida
città (a mio parere la più bella dell'intero
viaggio) da una prospettiva decisamente diversa dal solito,
passando sotto ponti e ponticelli, accanto a splendide
case, ai bordi di prati con cigni e papere starnazzanti,
e con veduta di balconcini in stile neogotico stracolmi
di fiori coloratissimi.
Questa cittadina mi ricorda tanto Venezia e consiglio
vivamente a qualunque coppia di innamorati di venirci.
La serata si conclude dopo aver divorato l'ennesima vaschetta
di "frittes", e una buona birra belga.
Ci rendiamo conto che non possiamo dormire in quel parcheggio
e allora ci trasferiamo nel vicino campeggio.
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22 agosto
Eccoci in Olanda a Van Kinderdik
dove ci sono molti mulini a vento perfettamente funzionanti,
uno dei quali è visitabile all'interno; ho percorso
in bici in compagnia di Marco e dei miei due figli la
stradina che conduce fino all'ultimo mulino.
Si prosegue per Rotterdam, rapido giro
in camper: restiamo colpiti dalla grandezza del porto
e dalle petroliere ad esso ancorate; i bambini hanno fatto
molti "ohhh" di meraviglia nel vedere la torre
panoramica sollevarsi lentamente fino a raggiungere quasi
il doppio della sua altezza e poi girare intorno a se
stessa.
Giungiamo in serata a Gouda in un parcheggio
a pagamento, il Klein America, dove troviamo
altri camper italiani.
Visitiamo la città e assisitiamo al concerto di
una band rockettara nella piazza principale.
23 agosto
Si prosegue per Haarlem dove
in quei giorni si svolgeva il jazz festival.
Per le stradine piccolle jazz band si esibivano con grande
partecipazione della gente che scandiva il ritmo con il
battito delle mani, e alla fine applaudiva calorosamente;
questa città ci ha lasciato stupiti anche per il
mercato dei fiori e dei formaggi tipici olandesi; non
abbiamo potuto fare a meno di assaggiare le specialità
casearie, davvero squisite.
La sera giungiamo ad Alkmaar dove nel
centro storico si erano piazzati i giostrai. I miei figli,
in crisi di astinenza, si catapultano all'interno di questa
baraonda, e non ne escono se non dopo un paio di ore:
alla fine il mio portafoglio recita il rosario !!!
Il campeggio alla periferia del paese ci accoglie stanchi
e frastornati da tanta baldoria, ci sistemiamo e decidiamo
di non dimenticare le nostre buoni abitudini; così
fuori il barbecue, bistecche e wurstel tedeschi, la padella
è pronta per accogliere 3 chili di patate da friggere.
24 agosto
Di buon mattino il sottoscritto si ricorda (con disperazione)
che il portafoglio era stato saccheggiato dai suoi pargoli
il giorno precedente, così nel silenzio del mattino
di quella domenica olandese salta in bici (quella di Adry)
e va alla ricerca di un bancomat. Scopro così un'altra
città, completamente deserta e silenziosissima,
che la sera precedente era stata quasi completamente nascosta
dalle giorstre che adesso erano andate via.
Mi appariva una città elegante con deliziose piazzette
ai lati di ponticelli e canaletti.
Si riparte di buon mattino, alla nostra sinistra l'azzurrissimo
mar del Nord, sulla destra la verdissima
campagna olandese, con i canaloni attraversati dalle chiatte,
i mulini, i paesini fiabeschi, i gabbiani, mancano solo
i tulipani, ma non è più periodo di fioritura.
In giornata visitiamo 3 città: Enkhuizen,
con il suo villaggio-museo all'aria aperta, il porto stracolmo
di bellissimi velieri datati diciottesimo secolo. In apposite
locandine sono descritte le avventure di marinai e pirati
olandesi che scorrazzavano nei mari del sud e le difficoltà
che incontrarono i pionieri olandesi in sudafrica.
Questo è il punto più a nord toccato nel
nostro viaggio, da adesso in poi si va verso sud ;
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Eccoci ad Hoorn, elegante porto sul Markermeer.
Pranziamo in riva al mare in compagnia di una nutrita
colonia di aironi. Da questo porto partivano le navi alla
volta dell'Asia, ricchi mercanti di queste parti andarono
a fondare laggiù la Compagnia delle Indie.
Giungiamo in serata ad Edam dove facciamo
rifornimento del tipico formaggio locale che è
buonissimo ed è completamente diverso da quello
che mangiamo noi in Italia, molto più buono, diverso
perfino nel colore (dà sull'arancio). L'edam che
noi conosciamo assomiglia più alla fontina.
25 agosto
Di buon mattino visitiamo Volendam, troppo
turistica, troppo affollata, ma affascinante. Dopo aver
assaggiato merluzzo e gamberetti fritti si riparte alla
volta di Marken, dove troviamo la vera
essenza olandese, sicuramente la più "vera"
Olanda.
Un tempo questa era un' isola, ma l'ingegno degli olandesi,
ha permesso di unirla alla terraferma con un braccio di
terra lungo 2 km e largo non più di 10 metri. La
sensazione è di "camminare" sul mare.
Cosa dire di questo paese, le foto parlano da sè,
il sottoscritto si è beato della tranquillità
dei vicoletti del paesotto, dei prati dove mucche e pecore
pascolavano tranquillamente, dei colori vivaci delle facciate
delle case del porto in contrasto con le verdissime casette
in legno dell'entroterra, e poi tutto un tripudio di canaletti,
ponticelli, papere, cigni e gabbiani, donne vestite con
i costumi tipici olandesi (e naturalmente con gli zoccoli).....
: signori, benvenuti in Olanda !!!
Dove aver visitato il museo-laboratorio, dove, con attrezzi
e macchine dei primi del novecento, venivano fabbricati
gli zoccoli, a malincuore lasciamo un altro posto che
difficilmente dimenticherò (insieme a Bruges).
Si giunge in serata ad Amsterdam, sostiamo
alla stazione centrale per chiedere informazioni all'ufficio
turistico e già il ricordo della beatitudine di
Marken svanisce come neve al sole; drogati, ubriachi e
prostitute, come inizio non c'è male !!! Tanto
che dal baracchino chiamo Paolo e gli chiedo se gli andava
di tornare a Marken...
Il Gaspeer camping è pieno fino
all'inverosimile. Seguiamo una indicazione che ci porta
fino ad un altro campeggio, il Zeeburg,
meno stracarico ma in compenso denso di una strana nebbiolina
fumosa che mi ricordava tanto la stessa aria dolciastra
che respiravo nei gabinetti della scuola durante la ricreazione
o nell'ora di religione...
Il campeggio è forse il meno caro di tutta la capitale
olandese, sarà per questo che è pieno di
ragazzi in tenda provenienti da tutta l'Europa.
26 agosto
Se non altro vicino al campeggio c'è la fermata
del tram che in 30 minuti ci porta in piazza Dam,
dove c'è il museo delle cere di madame
Tussaud.
Adry mi convince del fatto che non si può venire
ad Amsterdam e non vedere il museo delle cere, così
mi lascio convincere, entriamo, e in breve mi convingo
che mia figlia aveva ragione; il museo inizia con il racconto
(in inglese) della storia di Amsterdam, molto suggestivo,
e poi prosegue con le varie stanze piene di gente famosa,
dai vip ai politici, alla gente dello spettacolo, della
musica, del cinema.
Dopo aver fatto qualche foto raggiungiamo il resto della
truppa in piazza Dam e ci dirigiamo alla casa
museo di Anna Frank: i ragazzi restano silenziosi
al pensiero di tante sofferenze, noi adulti riflettiamo
e pensiamo di essere fortunati ad essere nati in un epoca
lontana da tali barbarie.
Eccoci a spasso lungo i ponti che attraversano questa
elegante città, ammiriamo la soft-life degli
olandesi, che sorseggiano una birra lungo i bistrot e
i bar adiacenti ai canali. Alcuni sono sdraiati sui prati
e si godono il sole, altri scorrazzano in bici sulle loro
piste ciclabili mentre i bambini sulle piazze giocano
e si rincorrono. Tutto sommato Amsterdam
è molto bella, ai miei occhi si riconcilia dopo
la brutta esperienza del giorno prima.
Terminiamo la giornata con la visita al palazzo
reale e al rientro... indovinate dove andiamo
nella tarda serata??? Riprendiamo di nuovo il tram e ci
dirigiamo verso, quel quartiere.. un pò particolare,
troppe luci rosse ... situazioni ambigue... e quelle donnine,
che ci fanno così belle esposte in vetrina??? e
poi perchè Paolo fa finta di non capire e si volta
dall'altra parte quando una di queste donnine gli fa così
col dito??? e io ai bambini che gli dico ??? ma sai, avevano
caldo, qui le abitazioni sono diverse da quelle italiane...
non hanno le finestre... in fondo sono delle brave ragazze...
e cosi vià, tra una situazione imbarazzante e una
fragorosa risata passa in goliardia quella serata. Ridendo
e scherzando si ritorna in campeggio e si va "normalmente"
a dormire.
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| Treviri |
27 agosto
Si riparte direzione Utrecht, poi Eindovhen
- Spa - città che consigliamo di
visitare soprattutto quest'ultima che troppo rapidamente
attraversiamo, molto bella in mezzo ai boschi e dotata di
numerosi campeggi. Un megaincidente in Belgio ci costringe
a fare una deviazione incredibile a Liege.
Giungiamo a Trier (Treviri) che è
notte fonda, posteggiamo sul parcheggio della Messeparke,
piena di grossi camper tedeschi, tale area è dotata
di camper service.
28 agosto
Prendiamo il bus, che ferma proprio sopra l'area
di sosta, ci porta in centro in 30 minuti, proprio davanti
la porta nigra, costruita dai romani. Nel
dam, secondo la tradizione, è custodito un frammento
della tunica di Gesù.
Imponente il palazzo dell'imperatore Costantino II, risalente
al terzo secolo dopo Cristo. Questa elegante città
è gemellata con Ravenna e Istanbul; in queste 3 città
uno degli ultimi più grandi imperatori, prima della
caduta di Roma, Costantino II, ha lasciato le più
importanti testimonianze di quell'epoca.
Attorno al palazzo sono ancora visibili le antiche mura
romane accanto ad un bellissimo giardino in perfetto stile
viennese e limitrofo ad un bel palazzo principesco.
Questa è una città lontana dai flussi turistici
degli italiani, quindi un pò sconosciuta e io consiglio
di visitarla.
Giungiamo in serata a Baden Baden, parcheggio
Caravan Sud.
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29 agosto
Si riparte direzione Friburgo e poi Black
Forest, strada per Donauschingen, riattraversiamo
boschi e colline dove già l'anno scorso eravamo stati
(vedi diario "10
giorni in Germania")
Dopo lo scrosciante "wutackt" giunti a Blumberg,
vediamo l'area attrezzata (a pagamento € 5 + € 1 per la
220V ) dotata di comodo scarico anche per i camper dotati
di scarico tipo nautico tradizionale.
Procediamo verso la Svizzera, 25 km e arriviamo a Schaffausen,
dove ammiriamo le imponenti cascate del fiume Reno.In
serata torniamo a Blumberg e, dopo una indimenticabile e
tragicomica chiacchierata con il guardiano tedesco del parcheggio,
andiamo a nanna con la consapevolezza che la nostra avventura
camperturistica finisce lì.
Nuccio Vaccaro |

Schaffausen |
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